Minerva, Caspio, MaveriX: le recensioni dei singoli italiani

Minerva – nothingtodowithyou
Anche dalla triste provincia di Varese ogni tanto riesce inaspettatamente a uscire qualcosa di molto bello (ne parlo male perché ci abito): come i Minerva, giovanissima band al primo singolo, che con questo nothingtodowithyou anticipa un EP di prossima uscita per l’etichetta Dissonance. La band fa un genere che chiama “prog pop”: in effetti è una commistione piuttosto particolare di sonorità e influenze diverse. È musica rock di base, con sonorità ascoltabili e nel complesso pop, ma ci sono evidenti influenze blues nelle chitarre, jazz per il pianoforte e per la tendenza a inserire passaggi che sembrano quasi improvvisazioni eseguite durante una session, math per i riff di chitarra più intricati della media. Un insieme che non risulta però mai confusionario, anzi fresco e coinvolgente anche grazie all’ottima produzione limpida e potente. Da tenere d’occhio.
MaveriX – MaveriX Radio
Secondo nuovo singolo per i MaveriX, dopo I Hate You All uscito a fine 2025, e a due anni dall’album d’esordio Cowpunk! (2023). Il nuovo brano si chiama MaveriX Radio, e se da una parte richiama indubitabilmente le sonorità cowpunk che hanno reso nota la band nel panorama underground (si veda in primis il riff di chitarra della strofa), vede anche una leggera deviazione verso un sound più prettamente e classicamente punk rock, con tanto di “hey ho, let’s go” un pizzico ironico a introdurre il ritornello -quest’ultimo decisamente orecchiabile e catchy. Un pezzo da saloon, ma che non faticherebbe a decollare anche nelle radio commerciali che trasmettono musica rock.
Onisco – Spell
Nuovo singolo per il progetto Onisco, che avevamo conosciuto verso la fine dello scorso anno con il brano A Shadow in the Sun. Il progetto ha un’identità volutamente celata, e questo aggiunge un certo fascino misterioso alla musica già evocativa che Onisco crea: Spell -titolo perfetto per il brano e per le sue sonorità- è un pezzo di musica dance / elettronica che richiama gli anni ’90, con un’ottima voce femminile che riesce ad ammaliare mentre i sintetizzatori esplorano spazi illuminati fiocamente, da discoteca retro.
Ramo – Following the Sun
Accordi all’americana, di stampo country, aprono Following the Sun, il nuovo singolo di Ramo. È un sound che viene sviluppato lungo tutto il corso della canzone, che però acquista man mano che progredisce un piglio molto più rock e distorto, oltre a un ritornello decisamente orecchiabile: energia e melodia a braccetto insomma. Il testo “racconta il passaggio all’età adulta tra routine, tempo che scorre e il desiderio di continuare a guardare il mondo con lo sguardo di un bambino”, e fa dichiaratamente riferimento al “Fanciullino” del Pascoli, che a molti potrebbe evocare ricordi di scuola.
Riccardo Bianchini – Respirare quiete
Con il brano Respirare quiete, ritroviamo Riccardo Bianchini, che avevamo conosciuto alcuni anni fa con la canzone [o]. L’artista toscano presenta un singolo che rispetta la “promessa” contenuta nel titolo: si tratta di una canzone rilassante e tranquilla, quasi meditabonda, e in effetti il testo “parla della strada che si fa mentre si raggiunge la meta, delle persone che la camminano e del sapore che si sente in bozza quando, ormai quasi prossimi all’arrivo, ci si volta per vedere le impronte ancora fresche”. Un cantato e un testo che a tratti hanno un sapore caposseliano, ma che vivono anche di una vita tutta propria e personale dell’artista.
Sananasciari – Fuori fase
Conosciamo i Sananasciari con il loro nuovo singolo Fuori fase, quarto capitolo del progetto Maschere Metropolitane inaugurato nel 2024 con i brani Timido, Senza identità e Vedermi dentro. Fuori fase è un pezzo pop di stampo elettronico, con sonorità tendenti al minimale e atmosfere riflessive, sensazione a cui contribuisce anche il cantato trattenuto e meditativo ma che riesce a fare breccia anche grazie all’ “io ci sto” piuttosto catchy del ritornello. La canzone “racconta quei momenti in cui non ci si sente perfettamente allineati con se stessi o con il mondo circostante, ma si sceglie comunque di restare presenti, senza forzare un equilibrio artificiale”.
Stain – Cherosene
Cherosene è il nuovo singolo degli Stain, il primo cantato in italiano. Un brano indie rock teso e introverso che racconta ciò che resta dopo la fine di una relazione importante: un affanno sottile che si insinua nelle abitudini quotidiane, nei gesti più semplici, nel corpo prima ancora che nelle parole. La quotidianità si incrina, come se l’aria diventasse più densa e i ricordi iniziassero ad occupare nuovi spazi, stanze, vestiti, scaffali di dischi.
Vov Vov! – Hot Jams Need Two Gloves
Dopo l’ottimo EP d’esordio Sunbathing in a Magnetic Field pubblicato a maggio, i Vov Vov! tornano con un doppio singolo che però dura più di molti EP: le due canzoni insieme superano infatti i diciotto minuti di musica, e meritano quindi un titolo unitario che le raccoglie, ovvero Hot Jams Need Two Gloves. La band spiega che le due canzoni sono il risultato di lunghe jam session in saletta, e infatti la sensazione che i due brani restituiscono è proprio quella: tanta libertà, tanta gioia di suonare “nel momento” e “per il momento”, magari senza troppe riflessioni. Mr. Burns sembra un brano in continuazione con quanto ascoltato sull’EP d’esordio, con il suo mix di krautrock, rock alternativo, indie e shoegaze; curiose le sperimentazioni in Desert Land con l’organo più prominente e sonorità più funky. L’uscita del doppio singolo è accompagnata anche da una live session intitolata By the Lagoon,
Caspio – Forse è tardi
Nuovo singolo per i Caspio, che conoscevamo come cantautore ma che nel frattempo hanno completato la metamorfosi in full band, come si può sentire appunto su Forse è tardi. Il brano anticipa un disco che uscirà prossimamente su etichetta V4V, e si mette su ottimi binari alternative rock dalle sonorità underground, contaminate dall’emo e dal post-punk. Produzione incalzante ed energica che fa suonare il brano piuttosto grosso pur senza sporcature. Il testo racconta “la corsa contro il tempo e le occasioni perse, ma senza perdere del tutto la voglia di provarci ancora”.
Dario Jacque & Lauryyn – Coce lu core
“Coce Lu Core” è un brano composto da Dario Jacque, scritto e interpretato da Lauryyn, e segna la prima collaborazione tra i due artisti pugliesi. Il nuovo singolo si muove tra suggestioni soul, un immaginario cinematografico rarefatto e una sensibilità profondamente mediterranea, dando forma a un racconto intimo e sospeso, fuori dal tempo. Cantato in dialetto salentino, “Coce Lu Core” racconta una ricerca continua e disillusa, l’attesa ostinata di qualcuno che forse non arriverà mai: “Sotto alla casa al mare, il sole, solo, arde, mi si sta cuocendo il cuore ad aspettarti”.
Dedo – Magari domani
Per quando la solitudine ci attraversa con il suo tepore, ma anche le sue speranze: Magari domani, il nuovo brano di Dedo, in uscita per Honiro Label e Luppolo Dischi. Non c’è luogo migliore per un overthinker che i suoi stessi pensieri, lo stesso vortice dentro cui perdersi e non necessariamente aver bisogno di ritrovarsi. Eppure, rimane insito il desiderio di abitare quel luogo con qualcuno; con qualcuno che non ci fa affondare vertiginosamente dentro noi stessi.
Diletta Fosso – Belli/e
Dopo averla conosciuta lo scorso anno con il singolo Il vento sale, ritroviamo Diletta Fosso con il nuovo brano Belli/e, un pezzo pop movimentato e accattivante, che riflette sul mondo iperconnesso in cui tutti quanti -a partire dai giovanissimi- ci ritroviamo immersi nel mondo social-centrico di oggi. Non è un caso che il testo sia disseminato di parole inglesi inframmezzate a quelle italiane: Diletta ha voluto ricreare in musica la sensazione che si prova scorrendo il feed di qualche social, e anche il saliscendi del cantato -con ampio ricorso al falsetto- e la musica ritmata sembrano riflettere il movimento frenetico che caratterizza le piattaforme e i loro algoritmi basati sull’instant gratification e sul consumo veloce.
Exu Nathan – Con te
Dopo il Mezzogiorno di fuoco dello scorso settembre, Exu Nathan torna con un brano decisamente diverso: Con te è una canzone scritta a quattro mani con Francesco Sicolo in arte Panda, fraterno amico dell’artista, purtroppo venuto a mancare nel 2024 pochi giorni dopo aver concluso il brano. Exu Nathan gli rende omaggio pubblicando questo pezzo sentito e ovviamente malinconico, ma assolutamente non privo di ritmo e dalla grande sensibilità melodica, con un ritornello che richiama e rende omaggio al classico No One di Alicia Keys, qui velocizzato e adattato perfettamente al brano.
Flame – Perché sei qui
Dopo Ultima stella, Flame torna con un nuovo singolo intitolato Perché sei qui. Si tratta di un pezzo pop dall’incedere ritmato ed elettronico, con sonorità vagamente retro in stile anni 2000, e anticipa l’uscita di un disco previsto per il prosieguo dell’anno. Il testo “parla del bisogno di capire se un legame è reale o solo un passaggio momentaneo, se la presenza dell’altra persona è frutto del destino o di una scelta consapevole”.
Human Tapes – Screen-shot
Dopo Il più stanco uscito verso la fine dello scorso anno, gli Human Tapes tornano con un nuovo brano intitolato Screen-shot, una riflessione sull’apparenza tecnologizzata e digitale nella quale siamo immersi e che a volte arriva a rivestire un carattere totalizzante della nostra esperienza: “in un mondo che corre lo screenshot ferma. È una foto allo schermo e quindi una foto all’apparenza. Questo brano è un invito a non plasmare la propria vita sul concetto di “bello” definito dagli altri ma provare ad entrare in contatto con la parte più autentica di sé stessi guardandosi dentro”, spiegano gli Human Tapes. Rispetto al precedente brano le influenze sono al contempo meno rock e meno soul: si tratta di un brano più meditativo, soffuso per quanto non privo di ritmo né di mordente grazie alle chitarre, imperniato sull’ottima interpretazione vocale di Imma Tufano.
Kalpa – Sincero
SINCERO è il nuovo singolo di Kalpa, distribuito da Triggger. Un brano radicale, tanto nella scrittura quanto nella costruzione sonora. Una ballad irregolare che si muove per contrasti, partendo da una delicatezza intima e scivolando progressivamente verso territori iper-distorti, in cui si alternano elementi orchestrali organici, voci da cameretta e 808 dal taglio industriale e violento. Un equilibrio instabile che riflette la tensione emotiva al centro del brano.
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