Sunset Radio, Vera Slo, Georgia Georgia: le recensioni dei singoli italiani

Sunset Radio

 

Sunset Radio – Tu dov’eri?

Dopo la Pessima idea estiva, i Sunset Radio pubblicano il nuovo singolo Tu dov’eri? che esce alle porte dell’inverno ma in realtà ha un sound decisamente estivo, come tipico di una buona fetta del pop punk. La band di Ravenna affronta -surprise surprise- il tema dell’amicizia, ma invece di ribadire il noto messaggio che in friends we trust, Tu dov’eri? racconta “un’amicizia che sembrava indistruttibile e invece si è spenta pian piano”. Una vena di malinconia insomma, che si percepisce appena nel cantato anche se le sonorità generali del brano sono energiche e trascinanti, con un ritornello molto potente che testimonia come il pop punk italiano degli ultimi cinque anni abbia raggiunto livelli qualitativi assolutamente paragonabili ai grandi nomi del mondo anglosassone.

 

Quattordici – Più lento

Nuovo singolo per Quattordici, nome d’arte dell’artista romana Aurelia Parisse. Più lento farà parte del suo prossimo disco, un concept album intitolato Punto critico, che “si ispira agli stati fisici dell’acqua per raccontare il cambiamento e l’adattamento dell’individuo”. Più lento si inserisce nella seconda parte del disco, quella dedicata allo stato liquido, e il suo testo “trasforma l’atto del rallentare in un invito ad andare a fondo, ad abbandonare le difese e lasciarsi attraversare dal tempo, dall’amore e dal desiderio”. Sensuali, pure con un alone di mistero che aggiunge al fascino del brano, sono anche le sonorità elettroniche e lo stesso cantato di Quattordici.

 

Vera Slö – La cura Ludovico

A un mesetto dall’ultimo singolo Noiadrama, i Vera Slö pubblicano un nuovo brano intitolato La cura Ludovico, un riferimento al trattamento a cui è sottoposto il protagonista di Arancia meccanica. Una metafora visto che il testo parla della “storia di due solitudini, incapaci di affrontare direttamente i propri disagi emotivi, preferendo ripiegare su anestetici. […] Una delle due “solitudini” preferisce tenere per sé gli orrori nella propria testa, più per paura di sé stesso che per un senso di protezione verso l’altra. È una cura auto-imposta, manipolativa, come quella subita da Alex” nel film e nel romanzo. Le sonorità sono vicine allo shoegaze, con una produzione sporca da underground anni ’90 ma senza arrivare agli eccessi del fuzz di cui spesso si impregnano le canzoni di questo genere.

 

4Grigio – Dimora

4Grigio torna con un nuovo singolo intitolato Dimora. Si tratta di una ballata pop nell’alveo della tradizione della musica leggera cantautorale italiana, con un pianoforte e un arrangiamento di archi che costruiscono un tessuto soffice su cui si innesta il cantato delicato dell’artista romano trapiantato a New York. Il testo è una contemplazione dell’universo e del nostro ruolo in esso: “un uomo che osserva un cielo stellato; un momento catartico e spirituale nel quale tutti i mali del mondo scompaiono, per fare posto a un senso di meraviglia e di consapevolezza di qualcosa che è sempre stato lì, ma che è allo stesso tempo nuovo agli occhi del protagonista”.

 

D’Iuorno – Cosa vuol dire amore

Nuovo singolo per D’Iuorno, che con Cosa vuol dire amore mette in musica “un viaggio dentro le fragilità e le contraddizioni dell’animo umano, dove l’amore non è mai idealizzato, ma osservato per ciò che è: un sentimento complesso, che illumina e a volte ferisce, che cambia e trasforma”. Musicalmente si tratta di una ballad romantica, dal carattere intimista e delicato nella scia della tradizione del cantautorato italiano.

 

Fitza – Divento matta

Con Divento Matta, FITZA spalanca una ferita e la trasforma in una catarsi elettrica. Il nuovo singolo dell’artista comasca è un urlo di liberazione travestito da confessione domestica, una scarica di alternative rock che vibra tra rabbia e vulnerabilità. In poco più di tre minuti, FITZA mette a nudo il peso familiare delle colpe condivise, le parole mai dette, i silenzi che si accumulano fino a esplodere. La sua voce si muove tra sfinimento e tenerezza, intrecciandosi a chitarre ruvide e a una produzione moderna che restituisce l’intensità di una lotta interiore. Divento Matta è la colonna sonora di chi cerca di ricucire un legame che si sfalda, di chi tenta di essere visto in una casa che non sa più ascoltare. Non c’è autocommiserazione, ma il coraggio di guardare in faccia la fragilità e rivendicarla come atto umano e politico insieme. Reduce da un tour condiviso con gli Afterhours, FITZA assorbe e rielabora il loro cinico romanticismo, firmando un brano che non consola, ma abbraccia: è un pugno sul tavolo contro il silenzio, un invito a urlare tutto ciò che non si è mai avuto il coraggio di dire.

 

Georgia, Georgia – New Tattoo

Dopo l’ultimo brano Slow Down che confermava la direzione più rock ed energica intrapresa da Georgia, Georgia con l’inizio di quest’anno, arriva un nuovo singolo che si chiama New Tattoo e ribadisce tutto quello che di buono questo progetto recente ma già ben avviato ci sta proponendo. New Tattoo gioca con strofe più intimiste e tranquille e un ritornello che cambia totalmente marcia, su un indie rock travolgente e distorto che emana vibe internazionali. “Quando la relazione in questione è finita, ho sentito il bisogno di farmi un tatuaggio. Nella mia testa significava che da quel momento in poi il mio corpo sarebbe stato diverso da come quella persona lo aveva visto”, spiega l’artista veronese a proposito dell’idea alla base del brano.

 

Kalpa – Lo sai (che non è facile)

Una ballad sulla fine del mondo, un inno a chi non riesce mai del tutto a superare se stesso: “LO SAI (CHE NON È FACILE)” è la voce degli incapaci, di chi sogna di andare oltre i propri limiti ma inciampa, sempre un passo prima. Con questo nuovo brano, Kalpa si spinge verso nuovi orizzonti sonori che intrecciano indie-folk, country e art rock, costruendo un flusso di coscienza che suona come una jam tra cowboy falliti e romantici disillusi.

 

Kaput feat. Francesca Michielin – Ballavi

La sensazione di sapere che un terremoto sta arrivando ma non è ancora in atto, quell’attimo sospeso prima che tutto crolli, dove la paura e la lucidità convivono nella stessa stanza: Ballavi, il nuovo singolo di KAPUT feat. Francesca Michielin, è questo esatto momento, la descrizione dell’istante in cui capisci che un amore profondo è arrivato alla fine, mentre l’altro è ancora dentro casa tua e balla per dimenticare.

 

Manifesti – Ballata in fa (sospeso)

I Manifesti ci presentano la loro Ballata in fa (sospeso), un pezzo pseudo-punk rock che sbotta contro i rigurgiti fascisti che hanno apertamente preso piede nella nostra società negli ultimi quindici anni. Sbotta a modo proprio, con un testo strampalato (anche se ascoltato con attenzione tutto quanto fila e ha un senso) e un sound se possibile ancora di più. Punk ironico ma con un commento socio-politico, in un certo senso anche orecchiabile per quanto si resti spesso con un grosso “wtf” stampato in testa mentre si ascolta il brano.

 

Onisco – A Shadow in the Sun

Con il singolo A Shadow in the Sun facciamo la conoscenza di Onisco, progetto dall’identità celata, anche con l’obiettivo di mettere al centro la musica pura più che la costruzione di un personaggio. Il brano ha sonorità dance ed elettroniche, con qualche richiamo retro alla musica degli anni ’90 ma senza gli elementi più ripetitivi o discotecari, mettendo in luce semmai una ricerca artistica e un uso concettuale e ambientale dei sintetizzatori, uniti a un cantato dal fascino misterioso. Progetto che ci sembra degno della miglior tradizione elettronica italiana.

 

Pan Dan – Il contadino

Il contadino è il nuovo singolo di Pan Dan prodotto da Cosmo, disponibile in esclusiva digitale su Bandcamp per Ivreatronic. La scelta di pubblicare il brano esclusivamente su Bandcamp rappresenta un gesto consapevole e coraggioso: un modo per riaffermare l’importanza di mettere l’artista al centro, valorizzando una piattaforma che sostiene la musica indipendente attraverso una politica equa e trasparente nei confronti dei musicisti. un brano intenso e viscerale, capace di trasformare la memoria fisica del gioco in una traccia sonora ricca di energia e simbolismo. Un “dolce ricordo sbloccato” – come racconta l’artista – che si accende e prende vita attraverso la musica: “La bruciatura dà, la bruciatura toglie… Questa volta ha dato, e Il Contadino vi è nato”.

 


Segui la nostra playlist Italian Selection su Spotify, con la nostra selezione delle canzoni più interessanti uscite in Italia negli ultimi mesi!

Per leggere le precedenti recensioni dei singoli italiani clicca qui.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *