Rental0012, Blake Rascals, Vera Slö: le recensioni dei singoli italiani

Rental0012 – La paura che balla con me
Prende forma il nuovo EP dei Rental0012, La vita in una notte, in arrivo a novembre per Dumba Dischi. Qualche settimana fa era uscito il primo singolo Ultraviolenza, e ora la band triestina ci regala anche un secondo singolo, La paura che balla con me. Proprio come il precedente brano, anche questo è un pezzo che mette in mostra tutta la capacità della band di svariare fra linguaggi diversi, non solo in termini di testo (diviso fra italiano e sloveno) ma anche in termini musicali, con il rappato introduttivo che viene pian piano assorbito da un pop elettronico oscuro e onirico per poi sfociare quasi inaspettatamente in un’outro fatta di chitarre distorte potenti alla Gazebo Penguins o Quercia, un momento musicale che ci esalta come pochi altri brani hanno saputo fare in tempi recenti. Ultraviolenza era un bel singolo funzionale alla (ri)presentazione del progetto, ma qui siamo su un livello tutto nuovo che mostra la crescita impressionante del gruppo rispetto all’EP d’esordio La vita in una sera (2023), già peraltro fresco e promettente di per sé.
Blake Rascals – Money Maker
Dopo Conspiracy of Snakes, uscito lo scorso giugno, i Blake Rascals tornano con un nuovo singolo dal titolo Money Maker. La band marchigiana conferma la propria identità sonora a cavallo tra garage e indie rock, firmando un brano dal ritornello immediato e coinvolgente, costruito su una base strumentale energica e incisiva. Un pezzo pensato per funzionare al meglio sul palco, ma che mantiene tutta la sua efficacia anche in ascolto più intimo. Contestualmente all’uscita del singolo, i Blake Rascals hanno annunciato un tour di grande rilievo, con oltre venti date confermate tra Italia, Germania e Regno Unito, da qui a febbraio 2026: un calendario fitto che testimonia la solidità del progetto e la crescente attenzione attorno alla band. Le tappe britanniche, in particolare, confermano l’apprezzamento che la band sta riscuotendo anche oltreconfine, grazie a una sonorità capace di parlare un linguaggio internazionale.
De Relitti – Date un premio a quest’uomo
“Nessuno mi rovina come mi rovino io”. De Relitti lo confessa a denti stretti, in una canzone sospesa tra un volo congegnato per fallire e un sorriso quasi inghiottito dalla sabbia. Da questa verità nasce Date un premio a quest’uomo, una suite psichedelica che fonde arpeggi delicati e distorsioni monolitiche, voci intrecciate e un basso gettato come un àncora in un flusso imprevedibile e salato come il mare. Il nuovo singolo è una resa dei conti con se stesso, raccontata in immagini vivide e paradossali: “Perché fare una vita tranquilla / quando puoi avere una villa e darle fuoco”. Versi che oscillano tra confessione e sarcasmo feroce, capaci di trasformare il personale in immaginario collettivo. De Relitti smonta gli stilemi dell’indie-pop italiano per riaccenderli in chiave alt-rock: a metà strada tra la teatralità dei Baustelle e l’eleganza ironica di Marianne Mirage, con echi cinematografici che rimandano a un immaginario sorrentiniano. In “Date un premio a quest’uomo” – brano che anticipa la pubblicazione del disco “BLUFF” – il pop non è consolazione ma dispositivo, una grammatica che viene piegata, ri-allestita e ri-composta in forme sempre diverse, personali e inafferrabili.
Federico Cacciatori feat. RiveRs – La più bella musica
Nuova collaborazione con RiveRs per Federico Cacciatori dopo Un canto di un sogno uscita a giugno. Il nuovo brano si chiama La più bella musica ed è un pezzo dall’anima duplice, che unisce un cantato vicino allo stile rappato alla Jovanotti nelle strofe con un ritornello rock dalle vibe pop punk all’italiana di fine anni 2000. Il testo affronta il tema “del “noi molteplice”. Un “noi” che vive nella storia narrata dalla canzone ma che si apre anche a un senso più ampio e collettivo. È il “noi” delle relazioni che lasciano un segno, dei legami che, pur finendo, continuano a esistere nel ricordo, nel gesto, nella memoria”.
Filippo Poderini – Basterebbe una parola
Ancora un brano per il prolificissimo Filippo Poderini, che questa settimana ci fa ascoltare un brano intitolato Basterebbe una parola. Si tratta di un pezzo indie pop alternativo, con vocals a tratti effettati e arrangiamento spartano, tra la filosofia del bedroom pop, la trap e l’emo rap -lui la definisce “una ballata post-Calcutta”, che è un’altra descrizione che può funzionare benone. Guest vocalist Giacomo Di Carlo, già presente in Le città termali.
The Flatnoise – Fight or Flight
In settimana, il 17 ottobre, uscirà Fight or Flight, il nuovo EP dei The Flatnoise. La band vicentina lo anticipa facendoci ascoltare la title track, che proprio in quanto traccia eponima ha probabilmente il compito di darci una buona idea su come suonerà l’EP: si tratta di un pezzo acustico di ispirazione pop punk, come da tradizione della band, che si troverebbe a proprio agio su una compilation Punk Goes Acoustic ma con il vantaggio di essere un brano originale e non una cover. Il ritornello è anche piuttosto catchy.
Human Tapes – Il più stanco
Conosciamo gli Human Tapes con questo singolo intitolato Il più stanco, un pezzo che unisce sonorità R&B e soul con influenze disparate, fra una chitarra Western, un ritornello quasi rock e qualche synth nell’arrangiamento, su cui svetta la voce calda di Imma Tufano. Il testo offre “una riflessione sul prezzo da pagare per inseguire un “mondo perfetto” fatto di sogni irrealizzati e stanchezza quotidiana”.
Narratore Urbano – Il mio coinquilino vuole uccidermi
Narratore Urbano torna con un nuovo singolo intitolato Il mio coinquilino vuole uccidermi. Il titolo sembra simpatico, ma in realtà non lo è: la canzone (e il titolo stesso) è una metafora sulla situazione del conflitto fra Israele e Palestina, e non a caso il brano esce proprio il 7 ottobre, “data riconosciuta a livello mediatico come inizio delle ostilità”. Il singolo è prodotto da Divi dei Ministri e ha sonorità che si avvicinano anche al rock, mischiandolo con lo stile più narrativo e rappato dell’artista. Anticipa un album di prossima uscita e anche un tour intitolato Realpolitik Condominiale Tour di cui potete trovare le date sulla pagina di Narratore Urbano.
Not My Value – White Sea
White Sea dei Not My Value, duo con base a Milano, è un viaggio sonoro profondamente ispirato a Cecità di José Saramago, un romanzo in cui il disorientamento diventa metafora di condizione umana e introspezione. Il brano traduce questa esperienza letteraria in un paesaggio musicale sospeso, dove la luce accecante e l’oscurità si intrecciano in un equilibrio instabile. La città di Milano, con le sue atmosfere metropolitane, le luci fredde e i contrasti netti tra spazi vuoti e affollati, sembra aver lasciato un’impronta indelebile nel loro sound: un’elettronica densa e stratificata che pulsa tra malinconia e inquietudine, sintetizzando lo spirito urbano in tensioni emotive e sospensioni eteree. La voce del duo, fragile e lontana, si muove come un’eco che cerca punti di riferimento in un mondo privo di certezze, mentre synth liquidi, chitarre eteree e battiti irregolari costruiscono un mare bianco dove la percezione è confusa ma al tempo stesso sorprendentemente rivelatrice. Non si tratta di narrazione lineare, ma di un’esperienza sensoriale: l’ascoltatore è immerso in una dimensione in cui ogni suono diventa segnale di smarrimento, ogni pausa spazio di riflessione. White Sea riesce così a trasformare la cecità – intesa sia come perdita di punti di riferimento sia come apertura a nuove prospettive – in un linguaggio musicale personale e visionario, capace di rendere tangibile l’oscurità metropolitana e al contempo la possibilità di rinascita interiore.
Roberto Montisano – Saudade di te
Con Saudade di te, Roberto Montisano costruisce un ponte tra Calabria e Portogallo, trasformando la malinconia in un viaggio sonoro intenso e personale. La ballata elettrica mescola chitarre indie-rock e synth dream-pop, con parole che raccontano assenze che restano e presenze che continuano a vibrare nei gesti quotidiani. È interessante vedere come un artista inizi un nuovo percorso musicale lontano dalle dinamiche della scena italiana, sempre più copia e incolla di altre cose. Il soggiorno in Portogallo ha tenuto Roberto distante da ciò che in Italia non funziona, ma lui rimane un cantautore che nella lingua italiana trova la sua vera dimensione. Il brano anticipa l’EP Respirare la polvere, in uscita all’inizio del 2026, un progetto intimo e minimale che esplora ricordi, silenzi e verità sospese, confermando Montisano come una voce originale e autentica della nuova scena indie italiana.
The Skillgates – I’m a Lover
Dopo This Summer che aveva anticipato -appunto- l’estate incipiente lo scorso maggio, i The Skillgates tornano con un nuovo brano intitolato I’m a Lover, un pezzo che celebra l’amore non nel suo aspetto romantico e idealizzato di coppia, ma “l’amore come atto di vita, di movimento, di scoperta; [la storia] di un’anima che si riconosce nel caos della città e sceglie di danzare con esso”. Lo fa con sonorità rock che prendono visibilmente spunto dai classici americani, di quelli che qualche anno fa avrebbero campeggiato di fisso sulle copertine del Buscadero e di Late for the Sky.
Vera Slö – Noiadrama
A qualche mese dall’EP Reverie, i Vera Slö tornano con un singolo intitolato Noiadrama per Kosmica Dischi e MiaCameretta. Si tratta di un brano che mette evidentemente in luce le influenze shoegaze ed emo della band romana, ma che a differenza dell’EP (che si situava “a sinistra della gaussiana” dello shoegaze in termini di pesantezza) insiste maggiormente sulle distorsioni, sui tempi dilatati, su una heaviness più spiccata e solo in parte addolcita dai vocals di Simona D’Aguanno.
4Grigio – Come stella cadente
Nuovo singolo per 4Grigio, che con la sua Come stella cadente propone un brano pop dall’arrangiamento minimale e intimista e vibe leggermente retro anni ’80. L’artista romano trapiantato a New York riflette su come l’amore abbia la capacità di mettere a soqquadro anche un’esistenza che non lo contemplava: “succede che ci si abitui a vivere un’esistenza da single, nella quale ci sentiamo perfettamente a nostro agio e soddisfatti della nostra vita”, spiega. “Ma alcune volte, quando la persona giusta ci si presenta davanti al momento giusto, ci rendiamo conto che ci mancava qualcosa che non sapevamo di volere, ma che ci fa stare bene.”
Alice Caronna – Non c’è tempo
“Non c’è tempo” è una canzone che nasce da una ferita condivisa: la precarietà del lavoro, con il suo peso silenzioso e le sue incertezze quotidiane. Da questa consapevolezza affiora una domanda più grande, che riguarda tutti: quanto ci riconosciamo davvero in ciò che facciamo? Al centro del nuovo brano di Alice Caronna resta un pensiero netto – “se la mia vita è solo il mio lavoro, sono già morto” – che diventa la scintilla per guardarsi dentro e misurare il valore del proprio tempo. Non un inno rassegnato, ma un canto che dal buio si apre alla luce, trasformando malinconia in speranza e grinta. Il singolo si apre con i suoni di un cantiere, concreti e quotidiani, quasi a ricordarci che da quel rumore di fondo parte tutto. È una canzone vera, diretta, in cui ognuno può ritrovare un pezzo di sé e della propria lotta silenziosa. Un invito a fermarsi, a respirare, a non dimenticare che la vita vale più di ogni altra cosa.
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