Greta Grida, Leatherette, In June: le recensioni dei singoli italiani

Greta Grida – Non ti lamentare
Dopo il singolo Tutto che ci era piaciuto parecchio, Greta Grida, ex voce dei Moise, ci fa ascoltare un nuovo brano intitolato Non ti lamentare, fuori per Nigiri Records. La canzone si sviluppa su sonorità pop rock, con chitarre e qualche synth di sottofondo nell’arrangiamento che lasciano ampio spazio all’esuberante interpretazione vocale di Greta che sembra voler urlare fuori tutti i sentimenti repressi sgorgati “da un periodo di depressione tra i 18 e i 19 anni”, caratterizzato da un insieme di sensazioni confuse ma accomunate dalla “convinzione, per quanto dentro me convivessero il vuoto e l’uragano, di non avere diritto di provare dolore, perché c’è sempre “chi sta peggio””. Musicalmente e concettualmente ci fa pensare ai brani della pop-rock-star canadese in divenire Lolo.
Leatherette – Cold Hands
A pochi giorni da Hey There, i Leatherette ci fanno ascoltare Cold Hands, un’altra canzone tratta dal loro prossimo album Ritmo lento in arrivo il 28 novembre per Bronson Recordings. Anche questa volta la band bolognese decide di non giocare sul sicuro, proponendo un pezzo bizzoso, a tratti quasi discordante, che unisce indie rock e post-punk a influenze che paiono vicine allo shoegaze. Loro dicono di essersi lasciati ispirare dai Guided by Voices per scrivere un brano che propone “una riflessione sull’amore che si consuma per inerzia, nonostante il tentativo di comprenderlo e dargli una logica”.
Leo Fulcro – Don’t Give Up
Leo Fulcro torna con un brano che parla di cadute e di rinascite, di blackout mentali e piccoli gesti di resistenza quotidiana. Un mix di rap e soul dalle vibrazioni pop che abbraccia chiunque si sia sentito perso almeno una volta, ricordando che la forza non sta nel non crollare, ma nel rialzarsi ogni volta. Il monologo centrale apre una finestra intima, quasi cinematografica, che spoglia l’artista e mostra l’uomo dietro le parole. Con “Don’t Give Up”, Leo Fulcro conferma la sua doppia anima – attore e artista – restituendo autenticità, fragilità e coraggio in un unico respiro.
Libeccio – Bedroom pop
“Bedroom Pop” è il nuovo singolo di Libeccio. Scritto tra le mura di casa, “Bedroom Pop” fonde sonorità bedroom pop, lo-fi indie e accenni di brit-pop per raccontare la spensieratezza e l’amore attraverso lo sguardo di chi sta imparando a fare i conti con la propria vita. È una fotografia sincera del passaggio dall’adolescenza all’età adulta, tra sogni da inseguire, amori che nascono e finiscono, ferite da leccare e curare. Un invito a entrare nel proprio “bedroom pop”, tra luci blu, vinili e desideri che sanno ancora di giovinezza, dove si fuma, si balla e si sogna di essere protagonisti di un film a New York.
Allerta! – Dinamite
Freschi di apertura alla data milanese dei Ministri all’Alcatraz, gli Allerta! ci fanno ascoltare il loro nuovo singolo intitolato Dinamite, che è un nome assolutamente non casuale: la canzone è una mina da una parte, ed è anche un pezzo cattivo e aggressivo, dalle sonorità hardcore punk anni 2000 coniugate con la modernità di una produzione più pulita, un ritornello più aperto e melodico, e un inserto semi-rappato pre-bridge, con un’operazione di contaminazione fra generi che è forse la caratteristica più notevole delle recenti forme di espressione in ambito rock.
Andrea D’Accico – Intenzioni
A qualche anno dall’ultima pubblicazione, Andrea D’Accico torna a farsi sentire con questo singolo intitolato Intenzioni, un pezzo pop leggero, arioso, quasi tardo-primaverile nonostante il suo periodo d’uscita, sicuramente mattiniero (o almeno, sicuramente secondo noi). L’arrangiamento semplice con chitarre delicate, un giro di basso quasi impercettibile e una batteria accennata permette al pezzo di svilupparsi su direttrici positive e tranquillizzanti: un pezzo da good vibes e un po’ di chill con influenze jazzistiche. Una canzone che nasce dalla “consapevolezza che la forza è dentro ognuno di noi, che bisogna sempre crederci e ascoltarsi con amore e fiducia: se ci credi tutto cambia, dentro e fuori”.
Antonio McFly Morelli – Jungle Groove
Reduce dalla pubblicazione dell’album By the Night all’inizio di quest’anno, Antonio McFly Morelli torna con un nuovo singolo, intitolato Jungle Groove, che è un titolo perfetto per descrivere anche il contenuto del pezzo. Si tratta infatti di una canzone groovy dalle evidenti influenze funk che rendono il brano parecchio ballabile e anche piuttosto orecchiabile (merito anche dell’allegra tromba che fa capolino qua e là), e che parla metaforicamente di una giungla, ovvero quella urbana: la canzone infatti “racconta vicende che ruotano attorno alle città moderne dove la vita frenetica di tutti i giorni si trasforma lentamente in una vera e propria giungla urbana”, come spiega l’artista stesso.
Bhadmari – Hola Mari
Anticipato dai singoli lasolitudinefafarecosestupide e Forse è l’amore che manca, Hola Mari è il nuovo EP di Bhadmari, che arriva in concomitanza con la sua title track che è anche stata scelta come traccia focus del lavoro. La canzone, come affermato dalla stessa artista, è influenzata dalle sonorità di nomi della nuova scena pop sperimentale spagnola come Rusowsky e Judeline (non per nulla la traccia si apre con lo snippet di un messaggio vocale in spagnolo con impeccabile accento castigliano). È un pezzo ritmato, acuto, un po’ ipnotico, su cui si innestano i vocals di Bhadmari che sembrano provenire da un’allucinazione cosciente. L’artista del roster di Undamento racconta che il testo parla di “un giorno stregato: il primo live, l’ansia a mille, Milo [il cane, il migliore amico] che se ne va quella mattina, la carta clonata, le gambe che a fine serata non reggono”.
Campa – Come nei film
Dopo l’estivissima Storie da raccontare, Campa torna con una nuova canzone intitolata Come nei film, che è un pezzo 100% pure pop punk (e quindi inevitabilmente estivo, e poco male se le temperature fuori cominciano a far respirare più l’aria natalizia che quella da spiaggia). Tra chitarre potenti a trascinanti e un ritornello parecchio catchy, Campa delinea un immaginario rapporto ideale in cui la relazione si svolge un po’ “come nei film”, con i cliché che una vita da film ci fa immaginare e al contempo con la spensieratezza tipica di buona parte di questo genere. Alla produzione, il sempre ottimo Ince dei WEL.
Excape – Baciami stupida
Baciami stupida recupera quella carica vivace e un poco nervosa dell’indie rock che si faceva nei primi anni Duemila, con chitarre elettriche nette, ritmica diretta e un testo che non nasconde ambiguità emotive. Il brano mescola nostalgia e attitudine “da club”, pure nell’intimità delle parole, e la produzione mette in primo piano la voce e il groove, senza troppi fronzoli. Ciò che colpisce è la scelta di suonare davvero, termometro poco comune in un’era musicale sempre più digitale e mediata. Gli Excape dimostrano che sono “ragazzini”, sì, ma con la consapevolezza di chi conosce la storia e vuole inserirsi con rispetto e freschezza. Un pezzo che guarda indietro con affetto, ma non come copia nostalgica: lo fa con energia contemporanea, e per questo funziona.
Filippo Poderini – Le serate hardcore
Altro nuovo singolo per il prolificissimo Filippo Poderini, che per Le serate hardcore si avvale della collaborazione di Cande, rapper umbro dalle vibe new soul. Un po’ le vibe che esplora anche il brano, che poggia su un arrangiamento essenziale, elettronico quasi minimalista che ha ritmo anche se lo nasconde quasi timidamente, lasciando che siano le voci di Filippo e Cande a giocare il ruolo di protagoniste, raccontando “la gavetta, i day off durante i tour, le serate con gli altri artisti ai concorsi e i live in apertura dei big. La gavetta è costellata di insicurezze, dubbi e, a volte, certezze che non ce la farai mai”.
Flame – Ultima stella
Una ballad elettronica, se ha senso come definizione. È questa Ultima stella, la nuova canzone di Flame, nome d’arte di Flaminio Ciro, che vive tra Scilla e Miami. Le sonorità elettroniche del brano restano tranquille e lenienti, pur non risultando affatto prive di ritmo; sul sound si innesta la voce profonda di Flame, che in quest’occasione è accompagnata da uno speciale featuring, ovvero quello con la figlia Giovanna. Il messaggio profondo del brano è che “anche quando tutto cambia, c’è sempre qualcosa, o qualcuno, che rimane. È quella luce che non si spegne mai”.
In June – Keep Me Clean
A un paio di mesi da Dust Off, gli In June tornano con un nuovo singolo intitolato Keep Me Clean, anch’esso lavorato con Steve Lyon (The Cure, Depeche Mode, Siouxsie) alla produzione. Le sonorità indie rock dalle influenze emo già sentite sul precedente brano vengono qui abbracciate con ancor più decisione, con chitarre più distorte e un sound più tormentato e viscerale.
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