Ariete, Alex Uhlmann, Molla: le recensioni dei singoli italiani

Ariete foto 2021
Ariete – Tutto (con te)

Sono passati appena tre mesi dall’uscita del suo bellissimo album d’esordio Specchio, ma coi ritmi frenetici che impone l’industria musicale di oggi basata sullo streaming, ecco già che Ariete ci presenta un singolo nuovo -sfruttando anche l’occasione di fare il singolino estivo, nella speranza magari di replicare il successo dello scorso anno con L’ultima notte. Tutto (con te) in effetti è un brano molto ritmato, ballabile e leggerino, perfetto per le notti d’estate (cit.) e per le giornate soleggiate, con un ritornello che resta in testa già al primo ascolto -anzi, quel “tutto tutto tutto tutto tutto” rasenta anche un’abbozzata fastidiosità. L’interpretazione è quella classica di Ariete, che ha una voce e uno stile unici e immediatamente riconoscibili, ma forse a questo giro la spinta sull’elemento synth e “discotecaro” (perdonateci il termine) è un po’ troppo ardita per essere un brano di Arianna. Glielo passiamo perché sappiamo che doveva fare la hit estiva.

Molla – Ibiza

Mollo tutto e vado a vivere a Ibiza. Oppure Molla ci presenta Ibiza. Il produttore pugliese, attivissimo collaboratore di praticamente ogni artista nasca in Puglia, a questo giro si mette dall’altra parte dello studio di registrazione e incide un brano proprio -peraltro non il primo: lo scorso anno era uscito un disco. Scritto insieme a Santoianni, Ibiza è un brano che suona esattamente come il titolo ci fa pensare: parecchio tamarro, con suoni elettronici e bassi che ci danno dentro. Conoscendolo principalmente per le sue produzioni di artisti indieggianti, dobbiamo dire che questo tunz tunz ci coglie abbastanza alla sprovvista, però con l’estate ormai entrata a pieno regime è un pezzo che potrebbe benissimo adattarsi al clima vacanziero di festa.

Muff feat. Poty – Coriandoli

Primo singolo del 2022 per il cuneese Muff, che collabora in questo caso in un bel duetto con Poty. La sua Coriandoli è un singolo che “denuncia l’intolleranza e la violenza delle religioni”, immaginando di sparare milioni di coriandoli al posto delle munizioni con cui spesso si combattono guerre di religione. La canzone è di base un pezzo pop alla chitarra, ma che inserisce anche una chitarra elettrica e sonorità da world music nelle percussioni, creando un mélange che vuole appunto idealmente unire il mondo intero diviso da guerre e incomprensioni.

Oz – Zombi in vacanza

Una ironica osservazione degli italiani che d’estate partono per le uniche vacanze dell’anno, al mare, simili a zombie che invadono le spiagge muniti degli inseparabili telefonini. Il sound del brano di Oz è un pop elettronico ritmato, con una chitarrina che ricorda un po’ i brani estivi degli Weezer; è una canzone allegra e spensierata anche se un po’ confusionaria e -va detto- non troppo creativa: il ritornello sfrutta il famoso motivetto “quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare” e nel testo compaiono svariate frasi un po’ banali tipo “ho tanti amici ma non li conosco”, vecchia già nel 2014.

PolPastrello – La festa dei matti

Ritroviamo il balzano progetto di PolPastrello, che avevamo scoperto con il suo precedente singolo Chiavi di cioccolato. Il nuovo brano si chiama La festa dei matti ed è un pezzo che rende assolutamente omaggio al proprio titolo: tra risate folli-isteriche, testo (apparentemente) un po’ nonsense e sonorità che pescano da una gran varietà di stili (abbiamo dei ritmi latineggianti di fondo che ci fanno pensare a quando Paulina Rubio e Marcela Morelo spadroneggiavano sulle Hit Mania Dance Champions e Hot Party varie, ma l’approccio dell’artista resta sempre cantautoriale e questa volta lo innesta su un brano incalzante e ritmato pop), sembrerebbe proprio che il brano sia stato scritto da un matto. In realtà si tratta di una canzone che non è una “mattata” fine a sé stessa, ma che ha un messaggio molto più profondo: “il mondo è una festa dove solo le persone matte festeggiano con gusto. Abbattendo tutte le barriere mentali e le etichetta ognuno di noi potrà essere matto liberamente e con stile”, ci dice infatti Pol(Pastrello).

Riccardo Bianchini – [o]

Singolo d’esordio per Riccardo Bianchini, ed è un pezzo lunghissimo con il titolo cortissimo (esattamente il contrario di come dovrebbe essere un buon pezzo emo, ma questo non c’entra). [o] è il primo estratto da un album di futura uscita, intitolato Saldo mi pongo nell’esistenza, e dura ben sette minuti, durante i quali non succede a dire il vero granché a parte dei giri di chitarra acustica in loop, un basso in sottofondo e un pianoforte compassato. Riccardo dice che questo pezzo rappresenta il suono della lettera ‘o’ per lui, tradotto in una ballad: “si tratta del cerchio, dell’abbracciare, della malinconia e della sua cura: polarità che si ricollegano alla stessa sorgente del fonema [o]”. Concept decisamente interessante, ma si poteva senz’altro essere un po’ più sintetici.

Scaricà Ricascà – Come un turista

Un paio di mesi dopo Lunghezze d’onda, Scaricà Ricascà propone il suo nuovo singolo Come un turista, “ambientato in una Roma d’agosto in cui la vista dall’alto del Pincio invita alla riflessione e all’osservazione di chi ci circonda”. La canzone è una sorta di ballad soffice e leggera, retta principalmente dai synth anche se si sente una timida chitarra in sottofondo. Brano molto soffuso e trattenuto; forse ci sarebbe piaciuto un inciso più forte o una climax sul finale per dare un cambio di passo al pezzo, ma portiamo comunque a casa le sonorità tenui di un buon pezzo di musica leggera.

Alex Uhlmann – Only for a Minute

Primo singolo da solista del 2022 per Alex Uhlmann, l’artista lussemburghese meglio noto come frontman dei Planet Funk negli ultimi dodici anni. Only for a Minute è un pezzo pop tenue e soffice, costruito principalmente sulla bella voce in falsetto di Alex e su una chitarra acustica, ma l’arrangiamento si arricchisce via via di un beat che rende la canzone anche moderatamente ballabile, e di synth con effetto-archi che danno spaziosità e un feel arioso al brano. Insomma, la qualità c’è e si sente.

Dox Morgan & Royal Frenz – Uno, dos, tres

“Uno dos tres / qui pro quo, do ut des / cuatro cinco seis / vox populi vox Dei”. Il ritornello del nuovo brano di Dox Morgan e Royal Frenz con i suoi modi dire in latino sembra Magica Europa del DJ Kronos, anche per le sonorità elettroniche; le strofe invece inseriscono un reggaeton rappato pieno di giochi di parole anche un po’ trash. La combinazione delle due parti rende Uno, dos, tres un pezzo estivo e sicuramente parecchio strampalato. “Nasce dall’idea di realizzare un brano con le caratteristiche di una hit di stampo latino che contiene locuzioni in latino. Goliardico sin dal principio, si è scelto di stravolgere i classici cliché dei brani estivi proponendo una serie di strambe metafore attuali quanto anacronistiche”, spiegano gli artisti.

Elettrotape – Empty Pool

Due membri italiani e una dall’Austria; l’incontro di questi tre ragazzi è avvenuto a Bologna (ovviamente), città dove è quindi basato il progetto Elettrotape. Empty Pool è il singolo d’esordio e presenta un sound synthpop dal sapore molto internazionale (pensiamo ai Chvrches, alle Let’s Eat Grandma e al filone corrispondente). Il ritornello è convincente, il pezzo ritmato, magniloquente e piuttosto catchy; da migliorare probabilmente solo l’accento di Annika, che suona decisamente poco inglese.

Eman – Cobalto

A qualche settimana dal suo singolo Il matto, Eman torna con un nuovo brano, intitolato Cobalto, fuori per Mescal. È un pezzo dal sapore estivo ritmato e leggerino, anche se le melodie del ritornello non sembrano abbastanza accattivanti da poterla rendere una piccola hit; apprezzabili comunque i fiati, che danno alla canzone un tocco personale e la differenziano dalla marea montante di produzioni estive da spiaggia. Eman dice che la canzone racconta “la frenesia e l’attesa dell’estate, che è sempre chiusura di un ciclo e voglia di ripartenza e cambiamento, descritta in un quadro dal sapore felliniano”.

Hapnea – Sacrosanta

Sacrosanto è il vecchio disco dei Gomma. Sacrosanta è la nuova canzone degli Hapnea, che segue Prede e maree uscita qualche settimana fa. La band maceratese sull’ultimo brano propone un rock cadenzato e piuttosto groovy, che nel ritornello assume anche una maggior carica esplosiva in particolare grazie ai vocals aggressivi del cantante Gabriel; molto apprezzabili le influenze blues che permeano l’intero brano, dandogli una sorta di veste americana più che italiana. “È una canzone che nasce come dedica ai propri genitori (per chi ha avuto l’immensa fortuna di avere gente capace di fare la madre o il padre). A volte non si è un granché come figli e noi giovani abbiamo sempre problemi di comunicazione, è per questo che abbiamo voluto usare come mezzo la musica per dire un immenso grazie”, spiega la band.

Immune – Mega festa

MEGA FESTA! Scritto tutto maiuscolo perché la voglia di fare festa dura è tanta! Ce l’ha Immune, che sul suo nuovo brano descrive una mega festa a base di qualche acido strano, quantomeno se stiamo a vedere la copertina psichedelicheggiante del singolo e le immagini descritte nel testo dove si parla di draghi e cani rosa che li inseguono. Il sound è synth pop e ovviamente piuttosto ritmato, ma non così upbeat come ci si potrebbe aspettare: nella Mega festa nella testa di Immune pare trovare spazio anche una certa dose di malinconia nostalgica.

Lithio – Il dono

Continua il percorso di avvicinamento a Revolution, il nuovo album dei Lithio anticipato anche dal singolo Mad di qualche settimana fa. Il nuovo singolo Il dono è un brano speciale perché ha vinto il contest nazionale organizzato da Hack Donor per supportare la donazione del sangue; e infatti si tratta in primis di un brano che racconta quanto è speciale l’esistenza e la funzionalità del nostro cuore ed esalta la figura del donatore, persona cruciale di cui non sempre si parla abbastanza. Le sonorità -importanti in quanto canzone, ma che in questo caso non costituiscono tutta la crucialità del brano- sono quelle del pop rock all’italiana, che si avvicina anche al rock da stadio.


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