Positive, Mylla Issues, Lehavre: le recensioni dei singoli italiani

Positive

 

Positive – Happy lacrime

Al posto dell’ormai noto “happysad”, Positive propone una variazione sul tema con le sue Happy Lacrime. La canzone è un concentrato (in tutti i sensi, visto che dura poco più di due minuti) di pop punk dal piglio un filo easycore dato dalle chitarre belle aggressive e dalla produzione aggressiva, un po’ come i vocals che fanno fare un gran tuffo nel decennio passato. A prima vista potrebbe sembrare un pezzo “contro” qualcuno, una persona che ha dimenticato il proprio passato per lanciarsi in un nuovo mondo rinnegando tutti i valori e le amicizie che l’hanno formato; in realtà ascoltando bene il testo Positive ci sta dicendo che tutti quelli che sono cresciuti con la musica come collante dei rapporti e delle esperienze di vita porteranno sempre dentro di sé, anche inevitabilmente, il ricordo di cos’era “quel mood lì”, e allora Happy Lacrime è un vero e proprio “inno all’amicizia”, in piena tradizione pop punk.

 

Olivia xx – Scotto

Scotto è il titolo del nuovo singolo di Olivia xx, anticipazione del suo prossimo album in arrivo nel 2026. La canzone si presenta con sonorità (synth)pop di stampo quasi scandinavo, anche se la voce e il cantato di Olivia sono decisamente più caldi e latini rispetto al più etereo scandipop. La canzone racconta “quel momento in cui la crisi esistenziale ti scoppia addosso: ci si sente fuori posto ovunque, ci si auto sabota, si vorrebbe mandare tutto all’aria ma si rimane immobili, ed è proprio in quell’istante che si comincia a ribollire dentro”.

 

Rasmo & Delta – Bussola rotta

Quando i sentimenti seguono la direzione di una Bussola Rotta, il nuovo singolo di Rasmo e Delta, in uscita il 12 dicembre per Luppolo Dischi e Honiro Label. L’amore dà, l’amore toglie, vero? E a tutti gli effetti, soprattutto quando la traiettoria di ciò che si prova è indirizzata su una persona e le sue complessità, gli alti e bassi diventano la nostra chiave di lettura nell’altro, nei suoi comportamenti. Ma, in molti casi, bisogna anche cogliere il momento preciso in cui non tutto si può controllare, non tutto si può capire, anche perché razionalizzare il cuore è un’impresa persa in partenza. E se seguire la bussola rotta diventa la scelta giusta? Una scommessa che si può vincere o perdere, ma che sicuramente si deve giocare.

 

Tundra – Padrone

Padrone segna il ritorno dei Tundra con un brano che morde senza pietà. Un rock alternativo abrasivo che esplora il confine fragile tra libertà e costrizione, raccontando quanto possa essere feroce il desiderio di scappare da ciò che allo stesso tempo ci tiene in vita e ci soffoca. Come un cane lasciato fuori dal recinto, la canzone mette in discussione cosa significhi davvero “salvare” qualcuno, rivelando chi sia il vero padrone. Il pezzo avanza come un animale ferito: strofe tese, occhi bassi, rabbia sotto pelle, poi ritornelli che esplodono in accelerazioni brutali, chitarre che graffiano e un climax che non risparmia nessuno. La sua natura ibrida – nata dall’unione di due brani scartati – amplifica quella sensazione di incoerenza esistenziale, il respiro corto di chi lotta contro obblighi e doveri che stringono troppo. Nel cuore del singolo c’è un tema semplice e crudo: tagliare i legami quando iniziano a far male. Liberarsi dagli affetti che soffocano, dai rapporti che prosciugano, dalle dipendenze emotive che chiedono tutto e restituiscono poco. Padrone è un inno alla fuga, anche quando è scomoda, selvaggia o autodistruttiva. I Tundra firmano così un ritorno diretto e senza scuse, un morso lasciato sulla pelle che brucia anche dopo l’ultimo ascolto.

 

Arousal – Evolvere

Gli Arousal pubblicheranno fra pochi giorni il loro EP Rota, e lo anticipano con questo singolo intitolato Evolvere. La band nel brano esprime un rock alternativo dalle molteplici influenze, con un giro di chitarra quasi blues nella strofa, un bridge atmosferico, un synth accennato nell’arrangiamento, ma anche chitarre belle decise che rimandano al gusto nu metal che alcuni componenti del gruppo professano. Il testo “racconta il processo di individuazione personale jungiana che passa necessariamente attraverso una accettazione del proprio percorso e che talvolta non si può esimere da una sorta di serena rassegnazione al Fato”.

 

Cala Cala – Boy scout

Con “Boy Scout”, Cala Cala inaugura un nuovo capitolo nel proprio percorso artistico, passando con naturalezza dalle atmosfere R&B che caratterizzavano le prime produzioni ad un cantautorato pop, più diretto, sincero e profondamente personale. Il nuovo singolo racconta la fragilità come motore del cambiamento: la paura del futuro, l’incertezza del presente e il desiderio di mettersi in gioco anche senza garanzie.

 

Cannella – Non sono un mostro

Quando mettersi a nudo è una lotta alla Fight Club con se stessi: questo è lo scenario del singolo che sancisce il ritorno di Cannella, Non sono un mostro, in uscita il 12 dicembre per Honiro Label. Il gong ha suonato, il ring è pronto: da un lato, il ‘’mostro’’ che vorrebbe annichilire e annichilirci tra paure e insicurezze; dall’altro, la propria natura e la voglia di migliorarsi, di spingersi oltre. Uno scontro fino all’ultimo round, dove, un colpo alla volta, siamo di fronte a ciò che sentiamo e proviamo; e, il più delle volte, il momento in cui togliamo i nostri veli con chi amiamo è la cosa più difficile da gestire.

 

Dario Jacque – La sciroccata

Una colonna sonora mediterranea che nasce da un giro ipnotico di oud, colorata da flauti ubriachi dall’andamento misterioso, melodie che si rincorrono su una sinuosa ritmica di basso e percussioni dal forte richiamo afro-beat. Dopo la pubblicazione di “Piano di evasione”, Dario Jacque riesce ancora una volta a far dialogare tradizione e modernità, intrecciando radici e sperimentazione. Il nuovo singolo “La Sciroccata” custodisce un’anima leggera e indipendente, magnetica e imprevedibile: intrigante, affascinante eppure spietata, capace di sedurre e colpire senza preavviso.

 

Ennio Salomone – I posti non muoiono

Dopo Le ragazze corrono uscito qualche settimana fa, Ennio Salomone torna con un nuovo brano intitolato I posti non muoiono. Si tratta di una ballad di stampo cantautorale, dalle atmosfere introspettive e malinconiche ma con un arrangiamento che garantisce un certo ritmo, grazie anche alla batteria. Il testo parla di come “certi luoghi e certi spazi, culle immobili di un’epoca felice, continuano a esistere come punti fermi, come stelle polari, nonostante il nostro mutare, il nostro abbandonare le suggestioni di un tempo e le gioie che ritenevamo inviolabili e intramontabili”.

 

Gualtiero – Mamma ho perso i neuroni

Invece dell’aereo, Gualtiero ha perso i neuroni. Li ha persi frequentando “mele marce, e ne sono fiero”, fiero di far parte delle mele marce della società, “che a volte riescono a prendersi una rivincita”. Le sonorità del nuovo brano sono pop nello strumentale, con un bel giro di chitarra accattivante che rimanda un po’ al pop radiofonico italiano degli anni 2000, e rappate nel cantato, che risente indubbiamente dell’ammirazione che l’artista dichiara di provare per gli Articolo 31.

 

Lehavre – Oroscopo / Laura Palmer live

Qualche mese fa i Lehavre pubblicavano il loro singolo Laura Palmer, a poco tempo dalla scomparsa di David Lynch. Ora la band propone una versione live di quel brano, che accompagna l’uscita del suo nuovo singolo Oroscopo. Quest’ultimo è un pezzo rock alternativo molto energico e veloce, che pesca un po’ dall’indie rock ma anche un bel po’ dal punk, anche per il cantato aggressivo e un po’ grattato. Il testo parla racconta “l’illusione di chi cerca un appiglio verso gli astri per cercare un senso a qualcosa che – come diceva anche Vasco – un senso non ce l’ha: la miseria umana”.

 

Leo Fulcro – Dreamworks

“Dreamworks” si presenta come una canzone dedicata alle figure dell’antivincente, a chi sceglie di non aderire alla retorica della competizione ad ogni costo. In un contesto sociale che celebra costantemente l’eccellenza e le medaglie d’oro, Leo Fulcro mette al centro l’idea di costruire un senso collettivo, un orizzonte che superi l’interesse individuale, rifiutando la prevaricazione come metodo per emergere.

 

Lovvbombing! – Whyte Rabbyt

Dopo l’esordio con Fajitas (Poliz Navidad) qualche settimana fa, i Lovvbombing! si ripresentano con un secondo singolo, anch’esso dal titolo un po’ strambo, Whyte Rabbyt, anticipazione di un disco che dovrebbe uscire il prossimo anno. La band di Cesena mette in fila due minuti puramente strumentali tra stoner, art punk e garage, e proprio quando qualcuno potrebbe avere appena abbassato la guardia, partono i vocals con un profluvio eruttivo di parole, a tratti farfugliate in un turbinio semi-comprensibile, che la band dice essere “una serie di slogan motivazionali e tormentoni che precedono la triste consapevolezza della totale evanescenza” (ad esempio “Don’t believe in showers! / Don’t be a shower!”). Insomma, una band da prendere sul serio, oppure per nulla: a voi la decisione.

 

Monteverde – Linee confini bugie

I Monteverde sono un progetto genovese relativamente nuovo -attivi ufficialmente dal 2021, ma il prossimo anno uscirà il loro primo disco- formato da ex membri di CRTVTR e Temple of Deimos. Linee confini bugie è il singolo che lancia l’album, e si presenta con un rock alternativo sporco e pestato, dalle decise influenze hardcore, punk e grunge. Tanta energia, produzione ruvida, testo che riflette su quelle linee -i confini, appunto- che esistono per dividere artificialmente i popoli e le persone (“countries are just lines drawn in the sand with a stick”, dicevano gli Enter Shikari). Un pezzo attuale anche nella sua volontà di riesplorare sonorità e attitudini ’90s.

 

Mylla Issues – Cold Hearted Snake

Dopo il singolo Night Time con cui l’avevamo conosciuta a inizio anno, Mylla Issues torna con un nuovo brano intitolato Cold Hearted Snake, anticipazione dell’album d’esordio in uscita nel 2026 per l’etichetta brasiliana Wave Records. L’artista romana ripropone le sonorità darkwave che avevamo già sentito sul precedente brano, qui forse in una veste più energica e sonoramente ricca, pur mantenendo intatte le atmosfere dark e vagamente stranianti che spesso caratterizzano questo genere. Quasi accattivante il ritornello, sia per le linee vocali che per lo strumentale.

 


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