Georgia Georgia, !housebroken, Lvcrime: le recensioni dei singoli italiani

Georgia Georgia

 

Georgia, Georgia – Slow Down

Già nell’ultimo singolo Oblivious avevamo notato che Georgia, Georgia aveva adottato un sound più rock e “full band” rispetto ai primi brani, e sentiamo con molto piacere che questa caratteristica è mantenuta anche nel nuovo pezzo Slow Down, fuori per Factory Flaws. L’artista veronese, che recentemente ha proposto i propri brani full band anche dal vivo, piazza un gran bel singolo fra rock alternativo e indie rock con un ritornello accattivante che minaccia di restarci in mente in maniera disinvolta. Una canzone che ci pare perfetta anche da suonare in un viaggio in macchina estivo con i finestrini abbassati se i passeggeri non chiedono la playlist con le trashate.

 

Hesanobody – Pure

Con Pure, Hesanobody (alias Gaetano Chirico) firma un brano che sembra emergere da una dimensione sospesa, dove sogno e realtà si sfiorano senza mai confondersi del tutto. La produzione è eterea e minimale, costruita su tappeti di synth soffusi e atmosfere dream-pop che avvolgono l’ascoltatore in una sorta di abbraccio sonoro rarefatto. La voce, calda e intima, si muove tra i versi come un sussurro, portando con sé immagini frammentate e delicate: “Shiny and scattered / Pearls and broken diamonds / Are kissing on the ground”. C’è una purezza fragile nel modo in cui parole e suoni si intrecciano, come se ogni elemento fosse stato scelto per evocare uno spazio emotivo protetto, pulito, essenziale. Il risultato è un brano che non cerca la grandezza, ma la profondità; che non esplode, ma resta sottopelle. Con un respiro internazionale evidente – tanto nel suono quanto nell’estetica – Hesanobody si muove in un territorio raffinato ma forse difficile da collocare nella scena italiana, dove la ricerca di immediatezza e riconoscibilità spesso prevale. Eppure, è proprio in questa delicatezza fuori dal tempo che risiede la forza del brano.

 

!housebroken – Giugno

Sono passati circa tre anni dall’uscita di L’altro ieri: distacco, disco d’esordio degli !housebroken, che nella scena emo e underground italiana si fanno notare anche per il fatto, piuttosto inusuale, di essere una band senza frontman (nel disco i brani erano cantati da più persone, a volte anche esterne alla band). Il gruppo torinese torna ora con un nuovo singolo che si chiama Giugno, e che ovviamente non fa pensare all’estate neanche per un po’: ma l’emo ci piace anche per la sua capacità di proiettarci in un perenne ottobre del Michigan pure quando fuori ci sono 35 gradi e un’umidità da delta del Gange. Giugno è un brano emo con influenze math e post-rock: ci sono ampi stacchi strumentali, cambi di tempo e una produzione molto organica che esalta il carattere DIY del progetto restituendo tutta la sensazione di un pezzo suonato dal vivo.

 

Lvcrime – Non piangere

C’è un po’ di ironia nel fatto che una canzone intitolata Non piangere sia pubblicata proprio dai Lvcrime. Il quartetto bolognese conferma la propria capacità di scrivere pezzi pop punk super orecchiabili che rimandano molto agli anni 2000: il loro pop punk pende un pochino più dalla parte del pop che da quella del punk, come appunto avveniva all’epoca d’oro di band come New Found Glory, Yellowcard e Simple Plan; una caratteristica che si sposa perfettamente con l’estate appena iniziata.

 

Campa – Storie da raccontare

A qualche mese dal suo EP Loop, Campa pubblica un singolo che, a costo di risultare banali, non potremmo che definire estivo. Storie da raccontare è infatti un pezzo pop punk energico ma orecchiabile e accattivante, che parla (anche) di estate e del divertimento spensierato che spesso caratterizza questa stagione, quantomeno nell’immaginario collettivo. Il riferimento è un po’ quello dei gruppi di spicco della scena italiana (dai WEL ai Sunset Radio) così come quello -che ne deriva in modo conseguente- del pop punk degli anni 2010 di gruppi come State Champs e Neck Deep.

 

Cristian Albani – Odds&Friends Live Session

Cristian Albani pubblica la sua Odds&Friends Live Session, cinque brani suonati live in un contesto intimo insieme ad amici, fra cui il nuovo singolo Tersicoreo. Il progetto è il frutto di un incontro tra il piacere di suonare insieme dal vivo e la volontà di condividere tutti quei brani che, pur arrangiati e completi nel repertorio elettrico, non sono ancora riusciti a fare il loro ingresso in studio all’interno di un progetto delineato. Gli “odds and ends” sono le cianfrusaglie e i ninnoli che rimangono in fondo al cassetto del repertorio, ma che non per questo sono meno interessanti o di valore. A questi si incrociano i “friends”, cioè i musicisti che compongono la band stabile di Albani dal 2022: Giuseppe “Beppe” Gravina alla batteria, Matteo Idà al basso e Mattia Alpini alla chitarra.

 

Diletta Fosso – Il vento sale

Diletta Fosso è una cantautrice e violoncellista, cosa che già la rende un quasi unicum nel panorama italiano. Frequenta ancora il liceo della sua città (oltre che il conservatorio), ha già pubblicato un paio di brani e ora ci presenta questa canzone intitolata Il vento sale. Si tratta di un pezzo cantauto-pop, caratterizzato ovviamente dal violoncello, ma anche da un’atmosfera parigina (città a cui non per nulla il testo fa ampi riferimenti) che lo pone a metà fra Il fantastico mondo di Amélie e ZAZ. Interpretazione fresca, sonorità incalzanti e una buona musicalità, per un brano che sa farsi piacere senza scendere a compromessi “radiofonici”.

 


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