Il nuovo brano dei Basement, “Wired”, e gli altri singoli internazionali di questi giorni

Basement
Foto di Adam Powell

 

Sono passati ben otto anni dall’uscita di Beside Myself, l’ultimo capolavoro dei Basement. Dopo aver fatto trascorrere un silenzio degno delle grandi band, il gruppo inglese torna ufficialmente con un nuovo progetto in studio, un disco che si chiamerà Wired e uscirà l’8 maggio per Run for Cover Records, etichetta sotto la cui ala protettrice la band torna dopo una parentesi con la major Fueled by Ramen. Con l’annuncio del disco abbiamo un doppio singolo: la title track, un pezzo energico e sporco di matrice post-grunge con giusto una spruzzata delle influenze emo della band; e Broken by Design, che invece è una ballad full band un po’ malinconica ma senza essere direttamente triste.

Ricordiamo che il 23 giugno i Basement saranno finalmente di ritorno in Italia per un concerto ai Magazzini Generali di Milano insieme ai Fiddlehead.

 

Dopo 007American Zombie e The Devil Wears Converse, Lolo continua ad anticipare il suo prossimo album God Forbid a Girl Spits Out Her Feelings (Fearless Records, 17 aprile) con il brano The Punisher. Come spesso accade nel caso della popstar canadese in the making, si tratta di un pezzo pop rock leggerino e orecchiabile, con testi infarciti di frasi da scrivere sul diario di scuola (o da ripostare in qualche trend di TikTok), che risulta gradevole ma che si ferma appena prima di essere davvero trascinante.

 

Altro singolo per i Tigers Jaw dopo Primary ColorsHead Is Like a Sinking Stone e Ghost. Tutti questi, insieme al qui presente Breezer, sono tratti dal loro album Lost on You (Hopeless Records, 27 marzo). Breezer è un pezzo più tranquillo di altri sentiti finora, tra indie rock ed emo, principalmente cantato da Brianna Collins, con vibe ben piantate nei primi anni 2010.

 

Dopo New YorkA Kiss from a Mother, i Marmozets pubblicano un altro singolo dal loro prossimo album Co.WAR.Dice, in arrivo il 22 maggio per Nettwerk. Il nuovo brano si chiama Running with the Sun in Your Eyes ed è un pezzo ancora diverso dai precedenti due, su cui la band inglese aveva dapprima sfoderato una sorta di “mariachi metal” e poi un rock alternativo alla britannica ma appena appesantito. Qui siamo su un rock di stampo elettronico, un pezzo quasi dance ma fatto con le chitarre. Sicuramente molto ballabile, forse un po’ strano se messo a confronto con la discografia della band, ma a questo punto probabilmente possiamo aspettarci qualsiasi cosa dal disco.

 

Gli Slow Crush decidono di farci ascoltare due canzoni che facevano parte delle sessioni di registrazione del loro ultimo album Thirst (uscito la scorsa estate) ma che non erano rientrate nella tracklist finale del disco. Due B-side insomma, che in effetti sembrano leggermente meno convincenti di quanto di ottimo sentito su Thirst. Que du noir è una canzone interamente cantata in francese (ricordiamo che gli Slow Crush sono belgi) che allunga l’heavy shoegaze tipico del gruppo con sonorità quasi doom, mentre Hallowed è un pezzo elettronico che ha quasi il sapore di un intermezzo di stampo ambient. Due chicche principalmente per i fan della band, per scoprire ulteriori lati del gruppo e dell’ultimo album.

 

Da ascoltare anche:

Ecstasy dei Portrayal of Guilt: il 24 aprile i Portrayal of Guilt pubblicheranno il loro nuovo album …Beginning of the End per Run for Cover Records, e lo anticipano con un doppio singolo. Ecstasy è un pezzo che unisce industrial, nu metal e trip hop, con urla da black metal su un pattern sonoro elettronico che lasciano spazio a un ritornello suonato ma più sottomesso a livello di vocals. Human Terror è retta da un giro di basso che non potremmo che definire bassissimo, ed è quasi interamente urlata.

Spiders dei Teen Suicide: un inizio soft non deve trarre in inganno, perché i Teen Suicide sanno alzare improvvisamente l’intensità di chitarre e cantato, passando da una semi-ballad malinconichina a un pezzo emo di derivazione hardcore nel ritornello. Il nuovo disco Nude Descending Staircase Headless uscirà il 17 aprile per Run for Cover Records, prodotto dal leggendario Mike Sapone.

Rewire dei Corella: i Corella sono la più recente firma in casa FLG; sono britannici come molte delle band messe sotto contratto dall’etichetta recentemente e fanno un rock alternativo molto inglese, radiofonico ma più heavy della media cui siamo abituati noi italiani con Virgin Radio e Radio Freccia. Nel corso dell’anno dovrebbe arrivare il loro secondo album.

Never Better dei LavaLove: o il precedente singolo Sniffin’ Around ci aveva ingannati, oppure ci sta ingannando il singolo qui presente. I LavaLove sembrano in effetti una band totalmente diversa su queste due canzoni, entrambe anticipazioni del disco Tan Lines in arrivo il 3 aprile su Pure Noise. Il primo brano era un pezzo indie rock leggerino con richiami al doo-wop anni ’50, mentre questo è un pezzo distorto ed energico che pesca anche dal post-grunge e dal rock alternativo anni ’90; un po’ Wet Leg ma in versione più heavy.

Bob Dylan Was on Pawn Stars in 2010 dei Really Good Time: nuova proposta in ambito post-punk da Dublino. I Really Good Time propongono una versione del genere che sconfina nel rock alternativo relativamente mainstream, con sonorità non tropo dissimili da quelle dei Franz Ferdinand di cui hanno avuto l’occasione di aprire alcuni concerti.


Puoi leggere tutti i nostri articoli sugli ultimi singoli internazionali a questo link.

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