Ada Oda, Winona Fighter, Silverstein: i singoli internazionali del 18 ottobre 2024

Ada Oda – Sotto la conchiglia [La Tempesta Dischi; post-punk, indie rock]. I belgi Ada Oda ci hanno conquistati con il loro mix di post-punk, indie e new wave cantato in un italiano un po’ sgangherato ma irresistibile, e il loro concerto in Santeria Toscana 31 dell’anno scorso è stato uno dei live più divertenti che ricordiamo in parecchi anni. Il quintetto di Bruxelles torna con un nuovo disco in uscita a febbraio; il primo estratto è un brano che musicalmente non si discosta troppo da quanto sentito sul precedente album Un amore debole (anche se il riff di chitarra quasi country aggiunge un tocco danzereccio in più). A tratti sembra che Victoria cerchi di pronunciare troppe parole in troppo poco tempo, ma nel complesso la canzone è divertente e spensierata come ci aspettiamo che un brano degli Ada Oda sia. [6,5]
Winona Fighter – Attention [Rise Records; pop punk]. Gli Winona Fighter sono la band pop punk che più di tutte ci esalta fra le nuove proposte: capitanati dall’esuberante Coco Kinnon, propongono canzoni istantaneamente orecchiabili ma con tutta l’energia del punk, un misto fra i picchi che il genere ha conosciuto negli anni 2000 e l’approccio più punk dei 2010. Il nuovo singolo Attention lancia il disco d’esordio, fuori il 14 febbraio, e ha un ritornello spaziale. Il cantato è forse quello più aggressivo che la band abbia messo in mostra sinora, ma la catchiness resta inalterata. [8,5]
Silverstein – Confession [UNFD; emo, post-hardcore]. Dopo 24 anni di vita e alcune idee un po’ matte già alle spalle (vedi il disco Short Songs fatto interamente di canzoni sotto il minuto e mezzo), i Silverstein decidono di perseguire l’idea probabilmente più pazza della carriera, cioè quella di pubblicare un doppio album. Siccome però siamo nel 2024 la follia non è più troppo tollerata, e allora anche il doppio album si piega alle logiche del mercato: sarà sì un doppio disco, ma le due metà usciranno in momenti separati del 2025. Così hai due dischi più brevi da dare in pasto al disattento consumatore odierno. Il disco A si chiama Antibloom ed esce a febbraio, anticipato dal singolo Confession che vede i Silverstein abbandonare (momentaneamente?) le sonorità metalcore degli ultimi album per un sound molto più vicino al classico emo di cui la band è stata capofila negli anni 2000, pur senza scream. [6,5]
Anxious – Counting Sheep [Run for Cover Records; emo, post-grunge]. Nuovo singolo degli Anxious che si confermano una delle band più interessanti del panorama emo emergente. Counting Sheep ha delle strofe che sembrano la versione punk di In Bloom dei Neck Deep, ma per il resto suona un pochino come un incrocio di Basement, Angel Du$t, Trophy Eyes e Drug Church. Gran bel ritornello da anni 2010, anche se quei “tu-ru-ru” in falsetto si potevano davvero evitare. [7,5]
Underoath – Survivor’s Guilt [MNRK Heavy; metalcore, post-hardcore]. Se scrivi una canzone come Teeth, qualsiasi cosa tu pubblichi dopo sembrerà un capolavoro. E così il nuovo singolo degli Underoath, che pure non regge molto il confronto con i grandi classici della band, finisce per essere un singolo quasi gradevole: almeno ci sono gli scream, torna la heaviness, mischiata con parecchia elettronica. [6]
Greg Mendez – Alone [Dead Oceans; country, ballad]. Secondo nuovo singolo per Greg Mendez dopo la firma con Dead Oceans (il primo, First Time, era uscito a settembre). Anche in questo caso si tratta di una ballad, ma dai toni più country-Americana rispetto al brano precedente. [6,5]
Lolo – Don’t [Hopeless Records; pop, pop punk]. Torna in pista Lolo con l’edizione deluxe del suo album d’esordio Falling for Robots and Wishing I Was One. Don’t è uno degli inediti contenuti nella nuova versione, ed è un brano con strofe alla Kesha e un ritornello più pop punk, un po’ come avveniva per il suo “vecchio” singolo Debbie Downer feat. Maggie Lindemann. Le chitarre più frizzantine del solito fanno sì che questo sia probabilmente uno dei brani più riusciti dell’artista di Hopeless. [6,5]
Wilder. – Vital Signs [Rude Records; indie rock, punk rock]. Indie rock dal piglio punk quello dei californiani Wilder., che a maggio pubblicheranno il loro album di debutto per l’etichetta italiana Rude Records. Il singolo di lancio fa sperare molto bene. [7]
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