Jimmy Eat World, Marmozets, Greywind: i singoli internazionali del 7 novembre 2025

Jimmy Eat World – Failure [Exotic Location Recordings; alternative rock, emo]. I Jimmy Eat World ci presentano Failure, la loro prima canzone inedita dal doppio singolo del 2022 Something Loud / Place Your Debts. La canzone non è propriamente nuova: è stata infatti registrata nel corso delle sessioni dell’ultimo album Surviving (2019), e troverà posto nella tracklist di un EP, Something(s) Loud, in arrivo il 14 febbraio. È un pezzo alternative rock “riflessivo”, dallo spiccato carattere ’90s (BrooklynVegan l’ha descritta come una versione del Blue Album degli Weezer fatta dai Jimmy Eat World) e che nel titolo potrebbe richiamare l’omonima band anni ’90 con il cui cantante i Jimmy Eat World hanno collaborato in studio sugli ultimi dischi.
Marmozets – A Kiss from a Mother [Nettwerk; “mariachi metal”]. Anche se ormai le reunion si sprecano, ce ne sono alcune che non ci aspettavamo davvero. Tra queste c’è quella dei Marmozets, che erano fermi dal 2018 dopo aver pubblicato uno dei dischi d’esordio più dirompenti dello scorso decennio (The Weird and Wonderful, 2014) e un follow-up un po’ deludente (Knowing What You Know Now, 2018). La band non è più sotto contratto con Roadrunner ma ha firmato con Nettwerk, ha quasi la stessa lineup di prima se non per il bassista Will Bottomley che ha lasciato il gruppo, e ci fa sapere di avere un disco pronto in arrivo il prossimo album. A Kiss from a Mother è la prima canzone che la band ci fa ascoltare, ed è un pezzo caotico, che si rifà sicuramente più alle sferzate rabbiose del primo disco che al rock alternativo del secondo; nel comunicato si parla di “mariachi metal” e sinceramente non ci sentiamo di smentire questa curiosa definizione.
Greywind – Make Believe (L.O.V.E. ME) [FLG; emo, pop punk]. Il nuovo album dei Greywind Severed Heart City è stato posticipato al 16 gennaio, e allora la band irlandese ci fa ascoltare un altro singolo per ingannare l’attesa -anche se così facendo abbiamo ormai ascoltato una fetta non irrilevante di tracce del disco. Make Believe (L.O.V.E. ME) è un pezzo tipicamente emo/pop punk come si faceva negli anni gloriosi a cavallo della metà dei ’00s, e del resto la band dei fratelli Stephanie e Paul O’Sullivan non fa certo mistero di ispirarsi al periodo d’oro di gruppi come My Chemical Romance, Jimmy Eat World e Fall Out Boy.
Ben Quad – Very Big in Sheboygan [Pure Noise Records; emo, pop punk]. C’era chi era grande in Giappone, e chi si accontenta di essere molto grande a Sheboygan, una cittadina del Wisconsin grande più o meno la metà di Busto Arsizio. I Ben Quad usano questo titolo un po’ strampalato (sullo stile di quelli degli Hot Mulligan, di cui la band sembra riprendere anche non pochi elementi sonori) per descrivere con ironia le difficoltà di far funzionare una relazione a lunghissima distanza. Il brano ha il classico sound emo/pop punk che andava per la maggiore nello scorso decennio e che sembra essere tornato in auge in maniera pressoché identica all’originale anche in questo decennio. Il nuovo disco Wisher uscirà il 14 novembre.
Four Year Strong – Whiplash [Pure Noise Records; easycore]. In attesa di vederli suonare alla ChorusLife Arena di Bergamo il 13 febbraio in apertura agli All Time Low (insieme ai Mayday Parade per una lineup fuori di testa), i Four Year Strong ci fanno ascoltare un nuovo pezzo intitolato Whiplash, che sulla scia delle recenti uscite della band sviluppa un easycore molto più pesante del solito, praticamente un pezzo metalcore ma preso bene invece che incazzato (o meglio, anche incazzato ma di un’energia positiva).
Nothing – Cannibal World [Run for Cover Records; shoegaze, industrial]. Pionieri della rinascita dello shoegaze -lo facevano già con profitto nel decennio scorso quando il genere non andava certo di moda come negli ultimi anni- i Nothing si preparano a pubblicare il loro quinto album, A Short History of Decay, che uscirà il 27 febbraio su Run for Cover. A lanciarlo c’è il singolo Cannibal World, un pezzo sperimentale, spesso cacofonico, dove shoegaze e sonorità industrial si mescolano in un insieme caotico, discordante ma sinistramente affascinante. La cura che è stata dedicata al mix impone di ascoltare questo pezzo su una piattaforma che garantisce buona qualità sonora, soprattutto per godersi i frequenti rimbalzi fra il canale sinistro e destro.
New Found Glory – Treat Yourself [Pure Noise Records; pop punk]. In attesa del nuovo album Listen Up! in arrivo il 20 febbraio, i New Found Glory pubblicano il singolo Treat Yourself che fa seguito a Laugh It Off di inizio ottobre. Si tratta di un pezzo pop punk con vibe mutuate anche dall’hardcore, leggermente più pesante della media dei NFG ma comunque pur sempre ampiamente orecchiabile e con il classico testo positivo che invita “give yourself a break”.
Conditions – Belong Forever [alternative rock, emo]. Era il 2013 quando i Conditions pubblicavano il loro ultimo album, Full of War, prima di sciogliersi l’anno seguente. I più stagionati fra noi probabilmente li ricorderanno, benché la band non abbia mai raggiunto nemmeno lontanamente una posizione di successo all’interno della scena -complice anche il periodo non particolarmente favorevole per questo tipo di musica. La band della Virginia ora è tornata con un nuovo singolo, che mescola un po’ di elementi dell’emo, del post-hardcore, del rock alternativo; un brano piuttosto intenso con un ritornello arioso, un filino throwback come del resto ci si può aspettare da un gruppo che torna dopo dodici anni.
The Molotovs – Rhythm of Yourself [Marshall Records; rock ‘n roll, indie rock]. In attesa di vederli presto in Italia (21 novembre a Pordenone, 22 novembre a Roma e 23 novembre a Milano), i The Molotovs ci fanno ascoltare un nuovo brano in cui mettono in mostra tutta la freschezza e la contagiosità del loro rock ‘n roll tardoadolescenziale e parecchio inglese.
I Promised the World – Bliss in 7 Languages [Rise Records; post-hardcore, emo]. Prendete tutto quello che amavate della scena metalcore/post-hardcore/emo di fine anni 2000 e fate copia-incolla. È più o meno quello che hanno fatto gli I Promised the World, che hanno appena firmato con Rise Records (del resto, una delle principali responsabili di quell’ondata all’epoca) e il 16 gennaio pubblicheranno un nuovo EP self-titled. Lo anticipa il brano Bliss in 7 Languages, che ricorda i tempi fantastici di band come Alesana, Drop Dead, Gorgeous e Blessthefall. Il consiglio migliore arriva dai commenti su YouTube: “Be sure to watch in 240p to really get the 2010 vibe going”.
Sex Mask – Cold [post-punk, alternative rock]. Nuova band dall’Australia con già un po’ di buzz attorno a sé, anche grazie a recenti apparizioni al The Great Escape di Brighton e a un tour europeo andato molto bene. I Sex Mask pubblicheranno il 26 novembre il nuovo EP Body Broker, anticipato da questo singolo intitolato Cold che pesca dal post-punk e dalla new wave anni ’80 rimodulandoli in chiave contemporanea.
Commoner – Breach [Pure Noise Records; emo, post-hardcore]. Nuova band che si aggiunge al roster di Pure Noise, i Commoner vengono dall’Arizona e fanno un emo influenzato dal post-hardcore così come dallo shoegaze e dal metalcore. Loro fanno i nomi di band come Kraus, Loathe e Static Dress per enumerare le influenze; qualcuno nei commenti li accosta ai Breaking Benjamin; sicuramente il sound è molto debitore dell’alternative in voga negli anni 2000.
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