Yassmine Jabrane, Giunta, Purple Fam: le recensioni dei singoli italiani

Yassmine Jabrane
Yassmine Jabrane – Bazaar

Dopo il suo primo singolo Dea Fortuna, ritroviamo la romana Yassmine Jabrane con il suo nuovo brano Bazaar. È un pezzo pop ritmato e incalzante ma anche dotato di un certo minimalismo nelle sonorità, sebbene non manchino gli effetti sonori e gli orpelli che arricchiscono il brano. L’interpretazione di Yassmine in questo caso è più trattenuta e impostata che nel brano precedente, ma si tratta di una scelta che si addice del resto alla natura sonora della canzone.

Giacali – Uccelli senza ali

Dopo aver svelato che La Terra è triangolare, Giacali sul suo nuovo singolo ci parla di Uccelli senza ali (no doppi sensi, o almeno crediamo). Canzone pop alla chitarra, quasi una ballad, la verve ironica del precedente brano è qui smorzata in favore di un approccio più poetico e ricco di immagini al testo. Non manca comunque un bridge dove il pezzo assume una direzione più elettronica e pop alternativa. Insomma, vediamo un secondo lato dell’artista classe 1996, che dimostra di saper anche scrivere pezzi più tradizionali.

Giunta feat. Annetta – Non voglio cambiarti

Esattamente a un anno dall’ultima volta che l’avevamo incontrato (con il suo singolo Futuro), ritroviamo l’artista palermitano-milanese Giunta con un nuovo brano, intitolato Non voglio cambiarti, in collaborazione con Annetta (qui al suo debutto); “una canzone estiva che non parla d’estate”. Il concetto di featuring viene leggermente stravolto, nel senso che la canzone parte con la prima strofa che viene affidata ad Annetta, dove solitamente il featuring avviene nel bridge o al massimo nella seconda strofa; un elemento interessante e una scelta che si rivela anche azzeccata, perché la voce di Annetta è non solo adatta al pezzo ma anche espressiva e dotata di potenziale, considerando che si presenta per la prima volta. Il sound del brano s situa su un pop elettronico, effettivamente ideale per l’estate, abbastanza ritmato senza arrivare all’upbeat.

Kashmere – Chi ti crederà più

Secondo singolo per Kashmere, che aveva esordito alcuni mesi fa con il brano James Brown. L’artista classe 2000 presenta un pezzo synthpop abbastanza ritmato e abbastanza ballabile, senza eccedere in alcuna delle due direzioni e presentando degli apprezzabili elementi nell’arrangiamento, a partire da una chitarra appena accennata che imprime però il proprio carattere all’andamento ritmico del brano.

Marāsma – Mi basterebbe una notte

A Marāsma basterebbe una notte per “inventare una scusa e buttarmi stanco morto sul letto” e “mescolare i ricordi con le parole che non ci siamo mai detti”. E però non ci riesce -poi ci dovrà anche spiegare il perché. In compenso ci ha cavato fuori un bel brano indie pop classico italiano, con una componente di musica leggera nei vocals che rende il tutto parecchio melodico, un po’ da accendini accesi al concerto. Nulla di innovativo, ma Marāsma ha azzeccato le melodie e i suoni giusti che potrebbero benissimo spalancargli le porte delle radio.

Matilde – Fantasmi

A qualche settimana da Sabato giallo, Matilde Dominici -in arte semplicemente Matilde- torna con un nuovo singolo per l’etichetta Musicantiere, intitolato Fantasmi. Si tratta di un brano influenzato principalmente dalla musica leggera italiana, con un ritornello melodico che mette ben in evidenza la voce dell’artista, dotata di passione e di una certa potenza forse ancora in parte latente. Il brano affronta un amore adolescenziale con tutti i suoi errori e le sue imperfezioni, da cui la protagonista è emersa con una maggior coscienza di sé, della propria persona e dei propri bisogni.

Nemos – Berlino

Misterioso il nostro Nemos, a partire dal nome d’arte. L’artista è italiano ma vive nel Nord Europa (in Polonia, ci pare di capire) da anni, e sceglie non solo di non condividere il proprio nome, ma di non mostrare nemmeno la propria faccia. In tempi come quelli che corrono può non essere una scelta così malvagia. In ogni caso, è una scelta che fa sì che ci si concentri sulla musica (almeno in teoria, visto che abbiamo appena speso quattro paragrafi a parlare della sua identità celata). Berlino è il titolo del suo singolo tratto dal disco La leggenda del soldato gentile, ed è un pezzo rock spazioso, quasi progressivo e con influenze post, con un cantato leggero e sussurrato che mette la voce allo stesso piano della musica -sempre per la storia che è quest’ultima il vero fulcro del progetto. Un brano che incuriosisce e che lascia come una sensazione di incompleto: vogliamo saperne di più su Nemos.

Oana – Istinto

Dopo il suo baudelairiano EP I fiori del male del 2021, Oana ritorna con un nuovo singolo intitolato Istinto. Si tratta di una canzone elettronica basata interamente sui synth, ma sono synth leggeri e delicati -un po’ come la voce stessa dell’artista- che creano quasi un’atmosfera alogena e alienante; a volte sembra vagamente di sentir parlare le due gemelle di Shining che invitano il piccolo Danny Torrance ad andare a giocare con loro per sempre. Quella di Oana è proposta interessante; forse i vocals potrebbero non essere per tutti, ma chi ha voglia di scavare più in profondità di quanto si ascolta su media e piattaforme standard ci troverà degli spunti non indifferenti.

Purple Fam – Baciami

Nuova proposta per la Purple Fam, vista di recente con il singolo Onda d’urto. Baciami è il nome del nuovo brano, che “è la piena essenza di ciò che si vive quando si è innamorati. Racchiude tutte quelle sensazioni che riesci a vivere e sentire a pieno solo ed esclusivamente in quei momenti, ma niente è per sempre. Finisce tutto e subito”, come spiega Elle J, componente del gruppo insieme a Bore e T.White. Anche in questo caso si tratta di una canzone dalle spiccate influenze emo-trap, comprese chitarra acustica e vocals iperautotunati, ma con un elemento parecchio melodico dato probabilmente dall’uso del falsetto e dal giro di chitarra molto tranquillo, da ballad radiofonica di qualche rapper americano dei primi anni 2000.

Rob Bellusci – Motivate U

Rob Bellusci sembra non voler farci stare senza nuova musica troppo a lungo e a poco più di un mese da I Wish (di cui avevamo parlato in quest’intervista), torna con Motivate U. Questa volta il singolo ha un tocco diverso. Se le precedenti canzoni avevano un sound più da Blink e Neck Deep, questa canzone ricorda tantissimo i Finley del periodo di Tutto è possibile o di Fuori. Questo cambiamento non è un problema, anzi dà un tocco inaspettato al brano e crea quella novità strana ma bella che lo rende il singolo totalmente adatto per l’estate. Da cantare a tutto volume in macchina diretti per una vacanza o qualsiasi avventura il futuro ci riservi. [Maria Chiara Cerra]

Shadouone – T-rip

Una chitarra emo/pop punk ci accompagna nell’introduzione di T-rip, il nuovo singolo della prolificissima Shadouone. Vista un paio di mesi fa con il singolo sperimentale Kantico, la poliedrica artista ci presenta qui un pezzo tra hip hop (nei vocals effettati e nel beat di fondo), pop (il ritornello melodico) ed emo (la chitarra e l’incedere del brano), confermando la volontà di Shadouone di esplorare tutte le strade che sente di poter percorrere davanti a sé. Da notare anche il gioco di parole del titolo: “possiamo interpretarlo come “trip”, ovvero viaggio mentale, o “rip” come la morte. I due modi di leggere il titolo si uniscono per spiegarci il messaggio di Shadouone: T-rip è il viaggio della vita attraverso gioie e difficoltà”.

Simone Galassi – Replica

Già incontrato con il precedente singolo Rainbow Tempo, Simone Galassi ci presenta ora un nuovo brano intitolato Replica, che non è la replica del singolo uscito alcuni mesi fa ma un brano dal sound differente, meno “arcobaleno” e più funky, seppur sempre piuttosto ritmato e ballabile. Manca un ritornello forte che segni il cambio di passo rispetto alle strofe, ma se l’obiettivo è quello di far muovere gli ascoltatori, si può dire che Simone ci sia riuscito. “Questa canzone è la celebrazione di una vita spesa finora alla ricerca dell’isola che non c’è. A volte fa male pensare di rimanere delusi e di non poterla in realtà mai trovare, così si inizia a cedere, perdere di vista le cose importanti; ma poi, proprio come un cactus, un altro braccio si aggiunge all’equilibrio e si riesce ad andare avanti”, spiega l’artista a proposito del brano.

Il Sistema di Mel – Tornare a casa

In vista di un nuovo disco la band bresciana si ripresenta con un singolo che fissa le coordinate di questa nuova fase del progetto. Tornare a casa è un brano dalla sonorità post-rock con una struttura a ondate, come un mare mosso che cresce per infrangersi, ritirarsi e infine gonfiarsi di nuovo ma senza mai eccedere da quell’equilibrio. Il Sistema di Mel dal canto suo continua a essere una band atipica nel panorama emocore italiano e la voce pulita e baritonale che spicca dal mix e che si pone centrale rimane un sintomo della loro parentela con quella scuola italiana simboleggiata dai Fine Before You Came. Insomma questo primo estratto è sicuramente interessante e ben fatto ma la prossima sfida per i ragazzi è mostrarci nella sua interezza un lavoro che superi i precedenti.

Aida – Lo sai che c’è

Innanzitutto dobbiamo notare come Aida sia il nome di una band, e non di una tipa come invece eravamo stati ingannati a pensare. Il gruppo presenta un particolare modo di fare musica, con un sound piuttosto indie rock standard alla Matador Records, ma vocals che passano con scioltezza e disinvoltura dal cantato al parlato all’interno delle stesse strofe, spesso accompagnando un testo sbarazzino che non si prende nemmeno esageratamente sul serio. Il sound della band alla fine ne risulta fresco e convincente, un po’ britannico ma con una decisa componente italiana tipo-Velvet.

Carlomanzo – Premi Oscar

Tra una chitarra, un synth effetto archi e un cantato molto indie pop all’italiana, ecco Premi Oscar, il nuovo singolo del cantautore salernitano Carlomanzo fuori per Visory Indie. Prodotto da Molla e Gianluca Sala, è un brano abbastanza ritmato e incalzante ma con il sapore della ballad per i suoi suoni acustici. L’artista l’ha descritto come “un inno alla serenità, frutto dell’esigenza di staccare almeno per un secondo dai problemi e dai casini del quotidiano che ci portano a creare pippe mentali da premi Oscar”.

Cortellino – Lento

Lento di Cortellino non è un brano lento; più midtempo se vogliamo. Disquisizioni sul significato del titolo a parte (“mentre il mondo gira sempre più in fretta / io voglio andare più lento” è il motivo per cui la canzone si chiama così), l’artista triestino, già visto sul singolo Una giornata butto via, ci presenta un gradevole brano pop, quieto e tranquillo e basato più sul synth che sugli strumenti tradizionali. Come già in parte visto nel passo che abbiamo citato del testo, è una canzone che “parla di una fuga dalla monotonia e dallo stress della quotidianità. Quando tutte le cose si susseguno così freneticamente da non lasciare il tempo di viversi come si vorrebbe, è proprio in quel momento in cui si sente il bisogno di rallentare un po’”.

Federico Cacciatori – Il riflesso che dominerò

Federico Cacciatori è un giovane batterista e compositore e, immaginiamo, non un vocalist. La voce che interpreta il suo nuovo pezzo Il riflesso che dominerò è infatti una voce femminile, che sicuramente dona una maggior dolcezza e musicalità al brano, già di per sé -va detto- molto riflessivo, quieto e tenue, e anche vagamente oscuro nelle tonalità evocate dal pianoforte, strumento principale che troviamo nella canzone. Forse ci sarebbe piaciuto avere i vocals un po’ meno sparati a palla nel mix per apprezzare appieno anche la composizione musicale di sottofondo.

Ferretti – Appunti di vita

Secondo singolo per il marchigiano Ferretti, dopo l’esordio con Sorgono. Su Appunti di vita, l’artista mischia rap e rock, ma non nel modo che avete in mente voi: la prima strofa e la terza sono rappate su una base suonata al piano con una chitarra, per poi risolversi in un ritornello decisamente più rock e melodico. Il flow delle parti rappate a dire il vero non sembra troppo convinto, meglio il ritornello cantato che invece esprime parecchia energia nonostante non sia scatenato. La proposta è interessante, forse ci sarebbe da lavorare sulle parti non rock.

Filippo Arpaia – Lascia stare

Reduce dal singolo Di lunedì con Marco Fasano, Filippo Arpaia rinnova la collaborazione per il suo nuovo pezzo Lascia stare, una dolce ballad che parla di “cose che malgrado tutto vanno evitate senza alcun ripensamento”. In Lascia stare lo spazio è dato principalmente alla melodia e alle sensazioni struggenti e vagamente nostalgiche, per un brano che sembra incidentalmente perfetto come colonna sonora di qualche film -saranno anche i “na na na” nei cori durante il bridge.


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