Lizi and The Kids, The Crooks, RosGos: le recensioni dei singoli italiani

Lizi and the Kids
Lizi and The Kids – Overthinker

Direttamente dalla California, ma il progetto è italianissimo. Lizi and The Kids tornano a farsi sentire a qualche mese di distanza dal disco Go Hard or Go Home, con questo singolo Overthinker che anticipa il disco Keep Walking in uscita l’11 maggio su Maninalto! Records. L’album è stato registrato a Los Angeles insieme a nientemeno che Gilby Clarke (già membro storico dei Guns N’ Roses) e con la partecipazione del batterista dei The Bronx ed Eagles of Death Metal, Jorma Vik. Il singolo di lancio è una summa perfetta dei temi e soprattutto del sound dell’album: pop punk divertente, veloce e scatenato che strizza l’occhiolino alla musica che andava forte negli anni 2000. Veramente catchy il refrain del pezzo (“the day I shoot, don’t ask me why”), che ha tutto per sfondare sia dalle cuffiette che dal vivo.

Deep Town Diva – Jager of Jager

Divertirsi/divertire, fare festa, bere e passare serate da ricordare con gli amici. Questo in soldoni il messaggio che lanciano i modenesi Deep Town Diva con il loro singolo d’esordio Jager of Jager -brano che del resto chiarisce fin dal titolo quale sia l’argomento del proprio testo. Il genere della band non poteva che essere vicino all’hard rock, con vocals potenti, riff trascinanti di chitarra e un ritornello accattivante quanto carico. Una formula che ha portato al successo band come gli Hardcore Superstar ma che non stanca mai davvero, anche perché di divertirsi e fare festa ce n’è proprio bisogno dopo gli anni che ci siamo faticosamente lasciati alle spalle.

Elephants in the Room – I Love It

Al di là dell’espressione tipica dell’inglese (“una verità che, per quanto ovvia e appariscente, viene ignorata o minimizzata”, dice sinteticamente Wikipedia), il nuovo singolo degli Elephants in the Room parte nello stesso modo in cui potrebbe fare irruzione un elefante in una stanza: pesantemente e facendo fragore. Il brano si risolve poi in un indie rock con influenze alternative e anche punk, molto movimentato e upbeat e soprattutto con un ritornello parecchio trascinante che mette voglia di ballare e saltellare.

Eman – Il matto

Sul suo nuovo singolo Il matto, Eman “si mette nei panni di Simone, ai margini di una società in balia del consumismo e che non riesce a dare più il giusto valore alle piccole cose”. Una persona che viene presa per matta da tutti, ma riflettendo bene sul modo in cui viviamo, viene probabilmente da riflettere che i matti siamo tutti noi che viviamo tra algoritmi e che andiamo troppo forte e poi viviamo a metà. Il sound del pezzo è decisamente in linea con il tema: un pop upbeat con dei begli inserti di archi, che danno quasi l’idea di saltelli e sprizzi di gioia -un po’ come farebbe un matto!

Francesco Morrone – Persone sole

Terza proposta per Francesco Morrone dopo L’amore non conviene e Mani, singoli tratti come questo nuovo Persone sole dal suo prossimo album Grotte, un disco registrato per metà in un garage e per metà in una grotta del Circeo. Persone sole è un pezzo che inizialmente potrebbe sembrare quello più “pop” e accessibile fra quelli presentati sinora, ma da metà brano evolve in realtà con cori, strumenti a percussione dai ritmi quasi ancestrali e la quasi totale sparizione della chitarra acustica, che la rendono una canzone di cantautorato artistico-sperimentale assolutamente in linea e dello stesso valore di quanto ascoltato finora. “Nella notte buia di un viaggio ricco di nuove conoscenze ho capito quanta felicità può esserci in un attimo di eterna solitudine”, spiega Francesco a proposito del pezzo.

Luca Gemma – Sul precipizio

Luca Gemma fa parte della vecchia guardia, di quella Milano che resiste e vive di musica, nonostante i tempi, e nonostante tutto. Questa settimana è uscito il suo Sul precipizio, un nuovo capitolo per il cantautore di origini romane, ma di stanza a Milano, che ci avvicina a un album in uscita a settembre. Sul precipizio è un brano rotolante in quattro quarti in cui la chitarra acustica accentua il backbeat e trascina tutto dall’inizio alla fine. Le voci, una bassa e una alta, e il kazoo fanno il canto. Il piano elettrico e gli archi il controcanto. Diventa difficile non cadere e lasciarsi andare.

Nicomi – Quanto costa?

Secondo singolo per Nicomi, visto l’ultima volta con L’ultima volta lo scorso gennaio. Il cantautore barese su Quanto costa? propone un sound un po’ meno nostalgico e maggiormente ritmato, con sonorità ballabili e ritmi piuttosto trascinanti pur senza risultare “bubblegum” o argentini. Potremmo quasi definirlo un singolo estivo, ma non di quelli che fanno venire voglia di spiaggia, cocktail e mare; semmai di ballare di sera, forse addirittura al chiuso. “Il protagonista della mia storia è sicuro che la scelta più giusta sia l’amore, ma ha paura che dall’altra parte non ci siano le stesse intenzioni. Ha paura che si tratti tutto solo di un’illusione”, spiega Nicomi a proposito del singolo.

Posh – We Are Falling Down

Era da qualche mese che non avevamo news dai Posh, visti lo scorso anno con alcuni singoli fra cui l’ultimo Open Arms. La band italiana ma di base in Germania lo scorso 28 marzo ha infine pubblicato il suo nuovo album Port Out Starboard Home, da cui tratto il singolo We Are Falling Down. La canzone vede la band alle prese con il proprio sound fra alternative rock e indie rock, con un ritornello molto orecchiabile ma comunque piuttosto intenso, e un ampio bridge strumentale in cui fanno anche la propria comparsa effetti sonori al computer. Qui sotto è disponibile il video ufficiale del pezzo.

Purple Fam – Onda d’urto

Torna la Purple Fam, il collettivo marchigiano formato da Bore, Elle J e T.White. Lo scorso anno si era concluso con Voglio solo stare bene, mentre il loro 2022 si apre con Onda d’urto, un brano che non c’entra con la radio bresciana ma in cui “vengono raccontati, con un velo di ironia, gli alti e bassi affrontati nel corso di 12 mesi particolarmente difficili”. La canzone è retta da un giro di chitarra simil-emo trap (ma occhio all’assolo finale!) e un beat minimale su cui si alternano le voci in stile hip hop del trio, con dosi massicce di autotune come ahimè si usa nei tempi che corrono.

Qvintessence – Focus on the Crash

Visti alcune settimane fa con il loro singolo Ghosts, i bolognesi Qvintessence tornano ora con un nuovo brano intitolato Focus on the Crash, dal loro album self-titled in uscita il 21 maggio. La canzone continua a presentare le influenze grunge anni ’90 già viste sul precedente brano, ma aggiornandole anche qui con quell’alternative rock che è salito alla ribalta a partire dai primi anni 2000 anche grazie a band come i Foo Fighters che del resto del grunge erano dirette discendenti. Punti bonus per il cantante che ha un’estensione vocale notevole e deve solo stare attento a non esagerare con i tecnicismi fini a sé stessi -non intendiamo su questo singolo, ma in generale!

RosGos – Fraud

Abbiamo parlato del coraggioso ed epicheggiante progetto di Maurizio Vaiani, in arte RosGos, in occasione del suo singolo Lust: l’artista pubblicherà il 19 maggio Circles, un concept album basato sull’Inferno dantesco, in cui ognuno dei nove brani corrisponde a una delle cerchie infernali. Fraud è la seconda proposta tratta dal disco, e vede sonorità meno elettroniche e maggiormente suonate, con un pianoforte e gli strumenti di una full band a supportare un brano che è magari meno “cinematografico” (non ci sono i cori sul finale, per dirne una), ma che si lascia ugualmente ascoltare molto volentieri e anzi forse anche con maggior leggerezza e “abbordabilità”. Un lato più indie del disco forse?

Van Dyne – Luna park

Ecco il singolo di debutto del progetto Van Dyne. Luna Park è una riflessione sulla mancanza di comunicazione, sul silenzio, sul sentirsi soli anche quando intorno è pieno di gente che crediamo di conoscere ma che poi nell’intimità ci è totalmente estranea. Si sta formando una nuova e fervente scena bolognese che non vediamo l’ora di esplorare ed approfondire. Segnatevi il nome dei Van Dyne, perché ci troveremo presto ad ondeggiare ai loro concerti.

White Ear & Vincenzo Destradis – Empty

Progetto elettronico dai tratti decisamente sperimentali, White Ear è il nome con cui crea musica Davide Fasulo, artista brindisino di stanza a Bologna. Il suo nuovo singolo si chiama Empty ed è cantato da Vincenzo Destradis dei Westfalia. Si tratta di un pezzo che parte con sonorità minimali e quasi spaziali, che sembrerebbero appropriati per qualche remake di Odissea nello spazio, ma ben presto si arricchisce di ulteriori strumenti (come degli archi) e sonorità che aggiungono pepe al brano. Una sorta di climax che potrebbe benissimo rappresentare il sentimento che ha dato origine al brano, nato “dopo aver letto un articolo su sfruttamento e soprusi legati all’espropriazione di risorse in molti territori del continente africano.”

Carla Grimaldi – The Moon and the Tide

La luna e la marea. Un titolo decisamente onirico quello del nuovo singolo della violinista Carla Grimaldi, e del resto è un nome che si sposa bene con il sound proposto dal brano. Attenzione però: The Moon and the Tide non è un brano lento e compassato, tutt’altro. Il violino si accompagna a beat piuttosto ritmati, che creano un’interessante e anche inaspettata fusione di sound da musica classica e sonorità pop contemporanee. È una canzone dinamica, che trasporta in una notte dove i sogni sono positivi e portatori di ristoro ma anche movimentati e felicemente spensierati.

The Crooks – Apophenia

Altra proposta in ambito punk da Maninalto! Records, i The Crooks intendono celebrare i propri 25 anni di carriera con un concept album, intitolato Mediacracy, in uscita il prossimo autunno in Europa e anche negli States tramite ProRawk Records. Apophenia, con la partecipazione ai cori di Nando (Senzabenza), è il singolo di lancio, e vede le sonorità punk della band influenzate dal glam e dal power pop all’americana. Il ritornello è trascinante e varrebbe da solo il prezzo del download del brano se fossimo ancora nel 2008 (nel 2022 diciamo che vale il costo dell’abbonamento a Spotify); il modo dei The Crooks di fare rock ‘n roll li rende potenzialmente appetibili ai pubblici più disparati, da quelli che riempiono gli scantinati dove nascono e muoiono le scene di nicchia a quelli delle arene dove un brano del genere sparato a mille dagli amplificatori farebbe saltare migliaia di persone.


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