Il nuovo brano degli Weezer, “We Might as Well Be Strangers”, e gli altri singoli internazionali di questi giorni

Dopo aver pubblicato sei album in due anni, gli Weezer hanno finalmente avuto la buona idea di prendersi un attimo di pausa per provare a scrivere qualche canzone decente invece che gettare fuori roba nuova in stile fabbrica fordiana. L’esperimento SZNZ, che ha visto la band pubblicare un disco ogni tre mesi (uno per ogni stagione dell’anno) è stato tremendamente difficile anche solo da ascoltare, avvicinandosi pericolosamente al fondo toccato dai Green Day con il famigerato terzetto Uno / Dos / Tré, ma noi agli Weezer vogliamo bene anche per queste cose, e allora eccoci di nuovo euforici per l’annuncio dell’uscita del nuovo album di Rivers Cuomo e soci.
Il disco, manco a dirlo, sarà self-titled (per la settima volta nella discografia del gruppo), e sarà identificato dal colore oro che campeggia nella copertina (copertina che fa sanguinare gli occhi, ma anche a questo siamo abituati; e poi non sarà certo peggio di quelle di Hurley o di Raditude). Il singolo di lancio del disco si chiama We Might as Well Be Strangers e ha un featuring con Karly Hartzman e Xandy Chelmis degli Wednesday, band indie della nuova leva che gasa parecchio (Bleeds, l’ultimo disco uscito a fine 2025, ci era piaciuto molto). Il sound è quello che possiamo definire “100% Weezer”: suona come un brano medio del Blue Album ma con una produzione aggiornata al 2026; sono anche inclusi i classici testi un po’ cringe che ci fanno tanto amare Rivers (vedi la rima “Nietzsche / need ya”) Non cambierà probabilmente la storia musicale della band, ma sembra un perfetto ritorno a quello che il gruppo sa fare meglio.
Tempo di title track per i Citizen, che dopo Highs and Lows ci fanno ascoltare la canzone che dà il nome al loro prossimo album, Halcyon Blues, in arrivo il 7 agosto per Run for Cover Records. Nella tracklist è il brano che occupa la terza posizione, ma nonostante questo si tratta di una ballad soffusa e un po’ malinconica, con un sound full band appena accennato; come concetto non ci pare troppo dissimile dalle (numerose) ballad che contribuiscono alla tracklist del nuovo disco dei Basement.
A soli quattro mesi dall’ultimo disco Listen Up!, i New Found Glory ci fanno già ascoltare una canzone nuova -che immaginiamo essere un pezzo registrato durante le sessioni di quel disco ma che non ha trovato posto nella tracklist definitiva. Good to Go è un pezzo pop punk accattivante, anche se leggermente più tranquillo della media dei brani del genere (e della band stessa); le melodie sono classicamente NFG comunque, e il tocco della band floridiense si sente in ogni parte del brano.
Se su disco gli Stand Atlantic ci convincono poco ormai da qualche anno (Was Here si ascoltava con davvero tanta fatica), vederli live allo Slam Dunk Italy ci ha sorpresi non poco, con una performance super incazzata e Bonnie che urlava come fossimo stati a un concerto di Poppy. Ora che la band ci fa ascoltare un singolo nuovo, siamo quasi spiazzati sentendo che le sonorità hardcore di alcuni pezzi recenti (e riproposte in buona parte della scaletta dal vivo) sono state messe da parte in favore di un pezzo fra pop rock e pop punk, un po’ come se la band fosse voluta tornare alle origini, a quell’EP Sidewinder che alcuni tuttora considerano la miglior uscita della band. Un solo brano è poco per capire la direzione futura della band (che da qualche mese è libera da vincoli contrattuali, dopo la fine del rapporto con Hopeless Records), ma Velcro ci sembra molto più fedele allo stile degli Stand Atlantic di tutto quello che è uscito negli ultimi cinque anni.
Altro nuovo singolo per gli As It Is, che ci hanno già fatto ascoltare quasi tutto il loro prossimo album, un self-titled che uscirà il 17 luglio per FLG. Patty Walters e soci ci presentano a questo giro Live, Laugh, Love, Los Angeles, un pezzo alternative rock con una tromba che corre per quasi tutta la durata del brano, contribuendo a dare un tocco un po’ retro a una canzone dai toni vagamente epicheggianti dati dalle linee vocali e dai cori nel ritornello.
Dopo Superstar uscita qualche settimana fa, i Sesame Girl ci fanno ascoltare un nuovo singolo intitolato Wings of a Butterfly, che conferma tutte le sensazioni suscitate dal precedente brano. La band australiana propone un pop rock un po’ sognante, un po’ malinconico sulla scia di Pale Waves e Beabadoobee, leggero e molto molto bravo a soddisfare le orecchie con le sue melodie accattivanti e la voce delicata di Heather Duncan.
Terzo nuovo singolo per i Corella, che dopo Simple Life e Rewire ci fanno ascoltare Bitter End, tratta dall’album A Beautiful World to Lose che uscirà il 18 settembre per FLG. La canzone si pone sempre sulle sonorità alternative rock all’inglese che caratterizzavano i precedenti brani, ma questa volta più energiche, veloci e aggressive facendo intravvedere influenze punk.
A qualche settimana dal singolo d’esordio Thanks a Million, i Divil ci fanno ascoltare un secondo estratto dal loro primo EP Divil I, in arrivo il 19 giugno. Orangutan, forte anche di un titolo aggressivo e potente, punta più sul lato post-punk ed energico del gruppo rispetto al primo singolo che inseriva anche influenze alternative rock e indie. Non per nulla, la band la descrive come la rappresentazione “del rumore di un uomo in casa da solo che cammina in giro lottando contro le proprie smanie e urlando contro un iPad”.
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