Beabadoobee, The Story So Far, Falling in Reverse: i singoli internazionali del 10 maggio 2024

Beabadoobee
Foto di Jacob Erland

 

Beabadoobee – Take a Bite [Dirty Hit; indie pop, indie rock]. Dopo un disco bruttino e soprattutto molto noioso come Beatopia, sembra che Beabadoobee abbia provato a correggere il tiro sul suo nuovo singolo, che torna ad avere ritmi più sostenuti e proporre chitarre maggiormente (indie) rock. C’è una vaga componente Britpop di sottofondo, ma soprattutto c’è un’energia che sul disco precedente mancava del tutto. [7]

 

The Story So Far – All This Time [Pure Noise Records; pop punk]. Parker Cannon mette per un attimo da parte le velleità da Liam Gallagher e sforna un pezzo di puro pop punk quasi come se fossimo ai tempi di What You Don’t See, solo con una produzione un po’ meno martellante e forse in generale con un po’ meno brillantezza. [6,5]

 

Falling in Reverse – Ronald [Epitaph Records; metalcore, hip hop]. Ronnie Radke ha fatto una canzone che si chiama letteralmente Ronald, da buon troll quale è. È una canzone quasi interamente metalcore cattivissima, poi c’è un pezzettino hip hop a cura di Tech N9ne e un finale cinematico. Secondo noi fa così cagare che fa il giro e diventa bella. [senza voto]

 

Dance Gavin Dance – Speed Demon e Straight from the Heart [Rise Records; swancore]. I Dance Gavin Dance hanno litigato con Tilian Pearson e sono rimasti senza l’ennesimo cantante, per cui ora a cantare ci pensa il resto della band. Le vicende di questa band sono ormai una macchietta, ma per fortuna la musica resta bella: da questi singoli non aspettatevi grosse novità, ma sicuramente quello che i DGD sanno fare meglio. [7]

 

Stand Atlantic – Love U Anyway [Hopeless Records; pop rock]. I recenti singoli degli Stand Atlantic sono stati più che deludenti, per cui accogliamo questo nuovo pezzo quasi con un sospiro di sollievo perché non è inascoltabile. Certo, è un pezzo molto innocuo, leggerino e non particolarmente originale, ma almeno non fa schifo. [6,5]

 

Palaye RoyaleJust My Type [Sumerian Records; pop rock]. I Palaye Royale alleggeriscono le proprie sonorità proponendo un pezzo pop rock fresco ed estivo, parecchio orecchiabile anche se non proprio originalissimo. [6,5]

Half WaifBig Dipper [Anti-; indie rock, indie pop]. Sempre passata un po’ in secondo piano nell’ambiente indie rock che negli ultimi anni ha sfornato diverse star (pensiamo a Mistki o alle Boygenius ma non solo), Half Waif non avrebbe molto meno di altri artisti del suo genere e lo dimostra anche in questo delizioso singolo, soft al punto giusto. [8]

The Early NovemberTired of Lying [Pure Noise Records; emo, synth rock]. Per cambiare dal solito emo/pop punk, i The Early November fanno una canzone che alle sonorità alternative unisce dei synth piuttosto pervasivi. Letale l’acuto di inizio ritornello, ma al di là di quello la canzone ci sembra parecchio pasticciata. [5]

Oso OsoAll of My Love [Yunahon Entertainment; indie rock, Britpop]. La vena Britpop che si percepiva qua e là in Sore Thumb, l’ultimo album di Oso Oso, sembra aver preso il sopravvento in questo nuovo singolo che immaginiamo farà da preludio per il prossimo album dell’infaticabile indie legend americana. [6,5]

MothicaRed [Rise Records; 2000s alternative rock]. Rock alternativo dal sapore fortemente anni 2000 (immaginatevi gli Evanescence alleggeriti) e con qualche synth per ammodernare il sound. Ritornello discretamente orecchiabile anche se il pezzo è un po’ generico. [6,5]

Super AmericanManager Haircut [Wax Bodega; punk rock]. Più punk rock e meno pop punk del solito, ma sempre con il riconoscibile stile e l’ironia classica della band. Ci sono pure delle strofe con i synth per sparigliare un po’ le carte in tavola. [7]

Jetty BonesSleeping with Snails [alternative rock, indie rock]. Tre anni fa era l’artista più pompata da Rise Records, ora è indipendente e prova a ri-iniziare con questo singolo leggerino ma molto gradevole. Manca forse un ritornello davvero memorabile. [6]

Banks ArcadeHeartstop [UNFD; alternative rock, post-hardcore]. Il quartetto neozelandese di base in Australia presenta un brano alternative rock un po’ più heavy della media, traendo spunto da influenze post-hardcore. Il ritornello è vagamente orecchiabile, ma non sembra abbastanza per fare breccia. [5,5]

GurriersClose Call [No Filter; post-punk]. La band irlandese lancia il proprio album di debutto con un brano post-punk abbastanza dentro gli schemi che ormai conosciamo bene. L’energia e l’urgenza ci sono, l’originalità un po’ meno. [6]

Daily JHappy Slides [indie, pop rock]. Brano decisamente chill per questa band neozelandese che ci fa immaginare di trovarci su una spiaggia al tramonto a rilassarci. Un po’ come le canzoni dei Turnover, ma senza gli acidi. [7]

Jarki MonnoCharlie [Marshall Records; pop rock]. Jarki Monno ha un nome da cantante di qualche gruppo power metal finlandese, invece è un artista di Londra. La sua Charlie è una canzone di facile ascolto, su un pop/pop rock leggero e senza troppe pretese che prende un po’ dai The 1975. [6]


Puoi leggere tutte le nostre pagelle ai singoli internazionali a questo link.

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