Gli album del mese: Pale Waves, Stand Atlantic, MJ Lenderman & more

Pale Waves
Foto di Katia Temkin

Pale Waves – Smitten

(Dirty Hit, 27 settembre 2024)

Con i Pale Waves è sempre la stessa storia: ascoltiamo i vari singoli che man mano vengono pubblicati prima dell’album e storciamo il naso, poi ascoltiamo tutto il disco e inevitabilmente ci ritroviamo a canticchiare i brani già al secondo ascolto. Smitten è il quarto disco del gruppo di Manchester, e vede Heather Baron-Gracie e compagni tornare su un sound vicino a quello del disco d’esordio My Mind Makes Noises (2018): un pop rock leggero, senza particolari pretese ma sempre maledettamente iper-orecchiabile. Le esplorazioni pop punk alla Avril Lavigne udite sul precedente Unwanted (2022) qui sono perlopiù abbandonate, per un album che musicalmente non presenta grandissimi spunti di originalità a livello strumentale, ma che mette in fila dodici ritornelli istantaneamente catchy con testi dolci e vagamente ammiccanti che parlano di relazioni, amorose e anche meno amorose.


Stand Atlantic – Was Here

(Hopeless Records, 23 agosto 2024)

Per qualcuno gli Stand Atlantic hanno raggiunto l’apice della propria discografia con il primissimo EP Sidewinder (2017). Altri hanno apprezzato anche i successivi lavori usciti per Hopeless Records, in cui la band ha dapprima sviluppato un sound abbastanza classicamente pop punk, per poi provare ad arricchire le proprie sonorità espandendosi su influenze molto variegate, dall’hardcore al pop mainstream, specialmente sull’ultimo album F.E.A.R. (2022). Il nuovo disco Was Here porta all’estremo questa tendenza, proponendo ben 15 tracce che esplorano ogni sottogenere del rock e del pop spingendosi fino all’EDM, senza tralasciare il post-hardcore urlato come nella collaborazione coi Polaris su Criminal. La sensazione è che la band abbia tentato l’approccio “buttiamoci dentro un po’ di tutto e speriamo che qualcosa funzioni”, perché Was Here non dà mai l’impressione di essere un lavoro coerente e strutturato ma più una raccolta di pezzi scollegati, e spesso anche malfunzionanti (si vedano brani come Girl$ o Sex on the Beach che sono al limite dell’ascoltabile).


Boston Manor – Sundiver

(Sharptone Records, 6 settembre 2024)

È difficile pensare a una band nella scena alternative che abbia avuto un’involuzione più repentina e drastica dei Boston Manor. Quella che era partita come una delle tante band pop punk degli anni 2010 aveva ben presto sviluppato un sound emo oscuro, cupo e particolarmente allettante che la poneva come erede diretta dei defunti Brand New, anche per il lavoro con Mike Sapone alla produzione. Dopo il covid però i Boston Manor hanno -a nostro modo di vedere inspiegabilmente- deciso di stravolgere il proprio sound, buttandosi su un post-hardcore con influenze metal che tenta molto maldestramente di scimmiottare i Deftones. Lo hanno fatto su due EP nel 2021 e nel 2022, ma ahinoi hanno deciso di confermare questa linea anche sul loro nuovo album full length, Sundiver. I pezzi sono ripetitivi, pesanti ma senza sprigionare energia, e sembrano scritti apposta per risultare più noiosi possibile, come in un perverso tentativo di fare un dispetto all’ascoltatore. Un esempio su tutti potrebbe essere il singolo Heat Me Up, con un ritornello vagamente Linkin Park che ripete due frasi ad infinitum su melodie totalmente prive di ispirazione, ma la stessa cosa potrebbe dirsi di quasi tutti i brani del disco, culminando con Horses in a Dream che sembra un pezzo scartato per scarsa qualità dal peggior disco dei Black Keys.


MJ Lenderman – Manning Fireworks

(Anti-, 6 settembre 2024)

Nuovo sweetheart della critica indie-alternativa americana, chitarrista dei super acclamati Wednesday (nonché fino a poche settimane fa partner della loro cantante, Karly Hartzman, che su questo disco fornisce alcuni cori), MJ Lenderman è un cantautore piuttosto prolifico visto che Manning Fireworks è il suo quarto album full length da solista in sei anni. Quello che propone l’artista di Asheville (North Carolina) è quel connubio di indie e country che sembra riscuotere consensi unanimi in America, e in effetti ascoltando il disco possiamo anche ben capire perché. I brani sono accattivanti, alcuni anche direttamente catchy come She’s Leaving You o Joker Lips, la scrittura vitale e potente, gli arrangiamenti ricchi e studiati. E poi il country è il genere del 2024, per cui un disco come Manning Fireworks sembra proprio uscire nel momento perfetto con le sonorità ideali. Ci saremmo forse solo risparmiati gli ultimi sei minuti e mezzo della traccia finale Bark at the Moon, con quell’infinito loop di chitarre che non aggiunge davvero nulla al disco.


Origami Angel – Feeling Not Found

(Counter Intuitive Records, 27 settembre 2024)

Gli Origami Angel sono da sempre considerati una delle band di spicco della quinta ondata emo, anche se la loro interpretazione dell’emo è molto particolare dato che hanno una componente sperimentale che li allontana, anche sensibilmente, da gruppi giudicati affini come Hot Mulligan o Mom Jeans. Il loro terzo album accelera ulteriormente sull’aspetto sperimentale della loro musica, diventando quasi una sorta di pastiche sonoro in cui i brani accatastano alla rinfusa aggressivi riff di chitarra hardcore, ritornelli pop punk melodici e orecchiabili, effusioni R&B e passaggi leggerini da indie rock newyorkese, spesso tutto all’interno di un’unica canzone. Il rischio di sentirsi sballottati tra una miriade di sound differenti e discordanti è concreto, ma su Feeling Not Found ci sembra che gli Origami Angel abbiano finalmente anche trovato la capacità di scrivere canzoni che possano restare impresse e diventare memorabili. C’è confusione insomma, ma è una confusione positiva nella quale la band sembra trovarsi parecchio a proprio agio.


Enumclaw – Home in Another Life

(Run for Cover Records, 30 agosto 2024)

Hanno appena firmato per Run for Cover Records, e ora ci propongono il loro secondo disco. Gli Enumclaw vengono da Tacoma, nello Stato di Washington, e sono una realtà parecchio peculiare perché il loro sound è una fusione -a volte anche gioiosamente caotica- di tantissimi sottogeneri del rock. Su Home in Another Life si sentono influenze che spaziano dall’emo in stile Basement / Balance and Composure al post-grunge di Drug Church e Angel Du$t, dal rock alternativo melodico con sinuosi riff di chitarra al post-hardcore incazzato e squamoso. Il risultato è un pastiche musicale che stuzzica il palato ma che lascia a volte un senso di incompiutezza quando la band perde un po’ di vista il fatto che di base le canzoni dovrebbero essere orecchiabili per essere memorabili. Quando riescono a trovare la quadra, gli Enumclaw lasciano intravvedere grandi potenzialità, come si sente su Change o su Not Just Yet.


Konoha – Komorebi

(self-released, 13 settembre 2024)

Unoazero, Tapes4profit, Non Ti Seguo Records, We’re Trying Records, Friendly Otter, Mevzu Records, Entes Anomicos, Dancing Rabbit, Salto Mortale Music. Se così tante etichette si vengono incontro per sostenere un disco, forse vale la pena di darci un ascolto. In ogni caso questa comunanza di intenti mostra l’affetto della scena skramz italiana verso l’EP d’esordio dei konoha, intitolato komorebi, che in giapponese significa “luce che filtra dagli alberi”. Nelle sei brevi tracce che compongono il disco ritroviamo gli elementi tipici dell’emo/screamo/post-hardcore italo-europeo (vedi alle voci Radura, flowers&shelters, Put Pùrana): melodie delicate e avvolgenti squarciate dall’irruenza di urla e strumenti pestati. Luce che filtra dagli alberi. [Simone De Lorenzi]


Braveweather – Try to Forget

(self-released, 23 agosto 2024)

Secondo album per i braveweather dopo l’ottimo esordio stay here (2022). La band di Orlando – una città che ultimamente sta facendo scoprire gioiellini di gruppi come Magnolia Parks e 408 – arriva ben rodata a try to forget con il suo alternative rock con influenze emo, pop punk e indie rock (memore di band iconiche come The Dangerous Summer e The Early November, per dirne un paio). Tra gli arpeggini di wedding day, il featuring con i We the Kings in exposed, l’elettronica dance di RSCLRD.mp3 try to forget riesce ad essere con convinzione un disco nostalgico e moderno al tempo stesso. [Simone De Lorenzi]


Mondocane! – Mondocane!

(NEEDA, 13 settembre 2024)

EP self titled per l’esordio dei mondocane!, duo che si definisce “indietronico”, un termine che evoca scenari post-apocalittici in cui cyborg con la faccia di Lodo Guenzi prendono il sopravvento sull’umanità. In realtà nulla di minaccioso: la componente elettronica non ha nulla della dance un po’ tamarra che ci perseguita nelle hit estive, è anzi impiegata con cura e precisione in maniera complementare al retroterra alt rock. Infatti l’indie dell’etichetta nasconde il rock e come nella migliore tradizione indie rock (sulla scia di Zen Circus, Management, Sick Tamburo…) la voce e i testi devono molto al cantautorato italiano. Per rimanere in tema animale, ci aspettavamo qualcosa più in stile I Cani (o, appunto, Lo Stato Sociale), invece è un lavoro che per certi versi è possibile assimilare all’emo: più pacato, riflessivo, in cui i synth hanno una funzione ambientale e non nel senso zarro del termine. [Simone De Lorenzi]


Kilian – Pioggia ultra

(Irma Records/Pluma Dischi, 27 settembre 2024)

Pioggia o lacrime, tutto scorre nell’Ep d’esordio di Kilian. Un lavoro tanto agognato e atteso da attraversare innumerevoli fasi prima di vedere la luce. Partendo da 10 tracce, quello che poteva essere un album è diventata una raccolta più ristretta e centrata sull’identità di Kilian, al secolo Luca Restaino, uno degli ultimi baluardi sani della musica elettronica emergente incrociati di recente. Nella sua musica l’artista mescola un’elettronica fortemente influenzata dal gusto inglese a delle forme di soul e cantautorato più vicine a progetti come Venerus in Italia e, più in là, attingendo dalla sfera emotiva di Frank Ocean e Bon Iver. Ma non vi sbagliate, in PIOGGIA ULTRA, non si piange solo, si balla anche. La prime tracce, ULTRASOGNO e GRATTACIELO DIAMANTE, sono brani salterini nonostante i testi covino sempre una qualche forma di nostalgia riconducibile ai pianti di gioia. Kilian è custode di un segreto che ancora non va svelato, che coniuga la musica elettronica ad un’emotività tipica del cantautorato. L’attenzione riposta nella stesura dei testi, in questo senso, ha dato i suoi frutti, rendendo senza dubbio PIOGGIA ULTRA una delle uscite più fresche e interessanti della settimana.


Leonardo Visioli – Disco-stante

(Risorgiva Dischi, 4 ottobre 2024)

Disco-Stante, il nuovo EP di Leonardo Visioli, è un viaggio musicale che fonde con naturalezza rock e pop, mantenendo distinti ma complementari i due generi. Pubblicato da Risorgiva Dischi, l’EP affronta tematiche universali come amore, introspezione e socialità attraverso brani che spaziano dai virtuosismi di chitarra di Croma agli arrangiamenti emozionali di Satellite. Questo brano, in particolare, si distingue per la sua delicatezza e sensibilità, riuscendo a catturare un pubblico trasversale. Con episodi come Simposio Moderno e Dentro me dentro te, l’artista mostra la sua versatilità, passando dal rock energico a sonorità più sperimentali e digitali. Disco-Stante conferma l’eclettismo dell’artista e rappresenta un manifesto della sua curiosità e creatività musicale.


 

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