Il nuovo brano dei Seahaven, “Midnight Hour”, e gli altri singoli internazionali di questi giorni

A gennaio era uscita Long Goodbye, e con la nuova canzone Midnight Hour i Seahaven annunciano ufficialmente il loro nuovo album, che sarà self-titled e arriverà il 5 giugno per Pure Noise Records, mixato da Will Yip, a sei anni dal predecessore Halo of Hurt. Midnight Hour è un pezzo emo con influenze alternative rock, un po’ più leggero di quello che siamo abituati a sentire dal gruppo californiano, con vibe alla Citizen e Basement che a questo punto immaginiamo che saranno la caratteristica del disco visto che le sonorità sono simili a quelle del primo brano.
A tre anni dall’EP Lost Lights, gli Hawthorne Heights tornano con un brano intitolato Like a Cardinal, che ci sembra una canzone pienamente fedele al sound classico del gruppo dell’Ohio: emo in stile primi 2000, con qualche scream e un ritornello di facile presa. Il “cardinal” del titolo, a scanso di equivoci, è un uccellino noto come “cardinale rosso” -protagonista anche di una bellissima canzone dei The Wonder Years.
Dopo Good, You?, I The Flatliners pubblicano il secondo singolo dal loro prossimo album Cold World, in arrivo l’8 maggio per Equal Vision / Dine Alone. Inner Peace è un pezzo più aggressivo del precedente, un punk rock con influenze hardcore nelle strofe semi-urlate, bilanciate però da un ritornello melodico.
Un anno e mezzo fa li avevamo visti all’Alcatraz di Milano in apertura al concerto di Frank Turner e ci avevano anche fatto divertire un bel po’. I The Meffs annunciano ora l’uscita del loro secondo album, Business, previsto per l’11 settembre sull’etichetta FLG. Il duo inglese ci fa anche ascoltare la title track del disco, che unisce punk rock, hardcore e nu metal (e accenti pesantemente d’Oltremanica, aggiungeremmo).
Dopo il singolo Long Short Round di fine scorso anno, gli Ain’t tornano con un nuovo brano intitolato Grazer, che preannuncia anche l’uscita del primissimo EP del gruppo londinese: How They Faked the Moon Landing sarà pubblicato il 22 maggio da Fear of Missing Out Records. Il nuovo brano si mantiene più sul lato indie rock che su quello emo, anche se sarebbe potuto benissimo passare per un brano di qualche gruppo emo revival dei primi anni 2010.
Da ascoltare anche:
Object of Pain e Death from Above dei Portrayal of Guilt: in attesa del disco …Beginning of the End in arrivo per Run for Cover Records il 24 aprile, i Portrayal of Guilt pubblicano un doppio singolo che arriva a qualche settimana dal primo brano Ecstasy. Su Object of Pain e Death from Above la band continua a unire black metal, industrial e screamo in un mix parecchio curioso.
Go Go Boots dei LavaLove: dopo il doo-wop anni ’50 di Sniffin’ Around e il post-grunge di Never Better, i LavaLove cambiano ancora sonorità per il nuovo singolo Go Go Boots, che è un pezzo fra punk rock e rock alternativo con cori da cheerleader (loro lo definiscono un “party girl anthem” che racconta la nightlife di Los Angeles per una ragazza). Il disco Tan Lines uscirà il 3 aprile per Pure Noise Records.
The Ocean degli Annie Taylor: gli Annie Taylor ci erano piaciuti con il singolo Lucidity, e ci piacciono anche con The Ocean anche se abbassa decisamente i giri del motore, suonando a metà strada tra una ballad in stile Western e un pezzo indie rock (anche un po’ Brand New volendo). Il disco Out of Scale uscirà il 22 maggio per Clouds Hill.
Labour of My Love dei For Nina: alterna parti molto tranquille a chitarre parecchio energiche Labour of My Love, il nuovo singolo dei dublinesi For Nina, che ci erano piaciuti molto già con il brano Swallow dello scorso anno. Una struttura “a onda”, sia nello strumentale che nel bel cantato di Holly Owens, che dà un dinamismo potente alla canzone.
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