Il paradiso simbolico delle Hawaii – Intervista a Ramo

Ramo

 

Il 2025 si sta rivelando un anno molto prolifico per Stefano Ramelli, in arte Ramo, cantautore melegnanese che con “Hawaii” ci regala il quinto singolo dell’anno, presentandocelo nella forma di una commovente ballata che affronta il tema dell’abbandono.

In questa intervista gli abbiamo chiesto di parlarcene più nel dettaglio e abbiamo colto l’occasione per ripercorrere insieme a lui la sua carriera musicale, tra collaborazioni, riflessioni e momenti di crescita.

“Hawaii” è una parola evocativa, lontana, calda. Perché proprio questo titolo per un brano sull’abbandono?

Ciao ragazzi e grazie mille per l’invito. Le Hawaii sono un posto caldo dove, si dice, che si viva bene ed in pace con se stessi, una specie di paradiso. Il fatto di dire “Se passi le giornate a fare niente, se lavori oppure pensi alle Hawaii” indica proprio ciò, ci si interroga se l’altra persona ha raggiunto quel paradiso personale (mentale o vitale che sia) oppure lo sogna ancora.

Hai pubblicato brani con toni diversi, dal pop-punk di “Veleno” alla leggerezza di “R-e.State a casa”. Cosa ti fa decidere il “vestito musicale” di ogni canzone?

Semplicemente perché sono un decerebrato mentale (ride). Ogni brano è giusto che abbia un vestito adatto. Per mia fortuna, ascoltando un po’ di tutto, mi identifico molto in queste scelte musicali, che siano mie o consigliate dai vari produttori. Nel caso di “Veleno” c’era la voglia di disintossicarsi di qualcosa, quindi si puntava a qualcosa di più immediato. “R-e.state a casa”, invece, in entrambi le versioni, ha qualcosa di più leggero nonostante le tematiche sociali affrontate all’interno.

In “Hawaii” sembri voler lasciare spazio al silenzio e alla riflessione. Da cosa deriva questa scelta stilistica?

I motivi sono vari: il primo è sicuramente il fatto che parlare d’abbandono è sempre qualcosa che viene fatto poco, oppure viene fatto sotto altri aspetti. Sicuramente cerco di far immedesimare e far entrare l’ascoltatore nel brano, anche perché, diciamocelo, chi non si è trovato, bene o male, in una situazione come quella?

Ti rivedi ancora nel Ramo degli esordi o senti di essere entrato in una nuova fase?

Assolutamente sì. Per mia fortuna tutto ciò che racconto nei miei brani fa parte della mia vita, tutte le fasi che ho passato mi hanno permesso di raccontare quello che sono ora, sicuramente mi sento maturato nel tempo. Le varie collaborazioni (Naba, Davide Tagliapietra, Luca Sala, Sabatino Salvati) sicuramente hanno influito e consigliato ciò che fosse giusto per il mio percorso, infatti posso solamente ringraziarli (sia loro che i prossimi, ma ancora non spoilero).

Se dovessi pensare a un prossimo singolo come seguito ideale di “Hawaii”, che tema vorresti affrontare?

Allora, potrei dire che in realtà è già pronto. Lo sto registrando in questi giorni, vi posso solamente dire di aspettare fine novembre, vi lascio con la suspence!

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