WEL, Kuni, Umberto Emo: le recensioni dei singoli italiani

WEL Why Everyone Left
WEL – Stop

Proseguono a spron battuto con la pubblicazione di nuovi singoli gli WEL / Why Everyone Left, passati già da un pezzo definitivamente all’italiano per i testi. Stop arriva a un paio di mesi dal feat. con gli Ojne su Con nessuno, ed è un classico pezzo pop punk alla WEL che avremmo potuto anche sentire in uno dei loro precedenti EP, breakdown easycore compreso. Il ritornello è straorecchiabile, le strofe accattivanti, e in generale crediamo sia uno dei migliori brani che la band modenese abbia pubblicato finora; l’unico appunto che ci sentiamo di fare è che a noi i pezzi di questo genere piacciono di più in inglese.

Mica – Nascosta

Nascosta è il singolo d’esordio di Mica, un’artista che non sarà mica facile trovare sui social media senza sapere il suo handle preciso. La canzone nasce dalla riflessione su come “mettersi in gioco significa rendersi vulnerabile ed essere vulnerabili è fonte di vergogna. Provarci significa sbagliare e sbagliare non è concesso”. Si tratta di un brano essenzialmente pop, con venature e influenze R&B che rendono più vibey e sinuoso l’arrangiamento; molto bella la voce e quindi anche l’interpretazione di Mica, con un ritornello sufficientemente orecchiabile. Un buon esordio.

Millennial Daze – Paranoia (She’s Called)

Se nello scorso singolo Choke the Enemy i Millennial Daze parevano la versione italiana degli Anti-Flag, nel nuovo brano Paranoia (She’s Called) la band piemontese vuole piuttosto essere la copia nostrana dei Green Day. In ogni caso le coordinate intraprese dal trio sono chiare: seguono i sentieri del punk rock americano e li rintracciano mantenendoci quel tocco un po’ vintage. Forse sconta quel filo di ripetitività che di cui proprio il trio di Berkeley dava prova di recente in The American Dream Is Killing Me. [Simone De Lorenzi]

My Gravity Girls – Silly

Proposta minimale e attraente quella dei My Gravity Girls, che a dispetto di nome, testi e accento sono un gruppo italiano. Nel corso dell’anno uscirà un disco intitolato Silly Dizzy Guilty Joy, anticipato da questo singolo chiamato proprio Silly, che è retto da un beat veloce combinato a synth spaziosi e riflessivi; un contrasto accentuato dai vocals molto casual, quasi privi di passione ma che si inseriscono davvero bene nel contesto del brano. Una semplicità quasi allucinata che cattura l’attenzione.

L’Orchestrina di Molto Agevole – Martino cha cha cha

Martino cha cha cha è il primogenito dell’Orchestrina di Molto Agevole, progetto musicale che rompe di netto con il flusso di uscite a cui siamo abituati di recente: una banda di artisti provenienti da tutta Italia, musicisti di generi assai disparati, che si riuniscono per il solo amore per il liscio. Martino cha cha cha è il primo singolo estratto dal primo album di inediti dell’Orchestrina di Molto Agevole, intitolato A noi piace il liscio! che dichiara abbastanza chiaramente i propri intenti. Ogni canzone porta il nome di un figlio dei membri dell’orchestrina, al quale si aggiunge un ballo di riferimento, dal fox-trot alla mazurca, dal tango alla polka. La canzone invita il piccolo Martino, alle prese con le prime emancipazioni della vita, a godere anche dei momenti che non riesce a capire fino in fondo, che è più importante seguire il ritmo della musica e il profumo dei pranzi in famiglia. Martino cha cha cha, inoltre, è stata scelta da Fabio De Luigi per animare una scena centrale del suo film 50 km all’ora, uscito a gennaio 2024.

Umberto Emo & Negan – Incubo

Il problema degli Umberto Emo è che non si capisce mai quando le loro canzoni sono serie e quando non lo sono. Questa volta però sembrano essere seri: Incubo, che vede la partecipazione dei concittadini Negan, è un pezzo tra emo, rock alternativo e breakdown urlati che non lascia tanto spazio a giochi di parole, testi ironici o nonsense o le solite boutade della band. È anche un pezzo piuttosto catchy con quel ritornello orecchiabile a suo modo, e l’outro “ninna nanna, ninna oh / questo peso a chi lo do?” promette di diventare un punto fermo della discografia del gruppo.

Vince – Madison

Primo singolo per Vince, cantautore trentino classe 2000 che esordisce nel segno del rock, tra sonorità classiche figlie del pop rock ma anche di certo pop punk, in una formula impattante e moderna. In questa canzone d’amore-odio Vince riesce a coniugare molto bene il suo lato più delicato e intimo a quello più esuberante ed energico; il risultato – prodotto grazie alla cura di Gianluca Veronal degli Andead – risponde alla necessità di dare voce a un profondo sentire e ha nome Madison. [Simone De Lorenzi]

Alessandro Liberini – Domani

“Domani è già qui” vs. “Domani qualche cosa succederà”. Il primo è il noto singolo collaborativo degli Artisti Uniti per l’Abruzzo; il secondo è il nuovo brano di Alessandro Liberini, che avevamo conosciuto lo scorso anno con il brano Se cominciamo noi. La canzone è un pezzo rock alternativo abbastanza leggero e molto orecchiabile; potrebbe benissimo essere un pezzo dei Negramaro, e lo diciamo senza alcuna intenzione di insultare il buon Alessandro.

Chiamamifaro – Tutti contro tutti

Non ci aspettavamo nuova musica da Chiamamifaro in così poco tempo (l’EP Default è di soli due mesi fa), eppure eccoci qua. Per il nuovo singolo Tutti contro tutti ha pensato a un brano che continuasse la linea dance pop nutrita nell’ultimo lavoro, quella più sfrontata e meno intimistica (la nostra meno preferita, a onor del vero). Gli ingredienti sono quelli di sempre – specie i giochi di parole furbeschi dal sapore molto indieggiante –, declinati in chiave calcistica, dalle metafore tematiche agli alé alé da stadio nel ritornello abbastanza fastidiosi. Non esattamente nelle nostre corde. [Simone De Lorenzi]

Elia Truschelli – E non addio

Ritroviamo Elia Truschelli, il prolifico cantautore che avevamo visto l’ultima volta a gennaio con il singolo Ti sento. L’artista torna ora con un nuovo brano intitolato E non addio (“mi hai detto ciao / e non addio”), una delicata, intima e anche un po’ malinconica ballata acustica. L’arrangiamento è semplice, le sonorità immediate e tristine, anche se si tratta in fondo di una canzone d’amore: “un brano nato rileggendo alcune frasi scritte da molto tempo, quasi lasciate dimenticate”. A maggio uscirà il nuovo album di Elia, che conterrà anche questa canzone e la precedente.

Fabiana Martone – Magic’

Nota (e anche parecchio, negli ultimi tempi) per essere la voce dei Nu Genea, Fabiana Martone ha anche un progetto solista, con cui propone questo nuovo singolo intitolato Magic’ -che non è una parola inglese ma napoletana: il testo è infatti cantato in parte in italiano e in parte in napoletano. La canzone riprende sonorità da pop anni ’80, con un arrangiamento semplice ma efficace e un’interpretazione delicata che però dà frizzantezza ed energia positiva al pezzo. Le sonorità vagamente funky fanno il resto, per un brano da ballare lentamente, ripensando (o immaginando, per chi non c’era) a come si viveva quarant’anni fa.

Kuni – Showu

Dopo il duetto con Casx sul singolo di quest’ultima intitolato Janet, Kuni torna a pubblicare un proprio brano con questa Showu, fuori per Factory Flaws. Si tratta di un delicato brano alla chitarra acustica, quello che potremmo definire una ballad -non il nostro tipo preferito di canzone, ma comunque cantato con dolcezza e che scivola bene nelle orecchie. Brano brevissimo con i suoi due minuti di durata, il suo messaggio è che “è importante sbarazzarsi di ciò che è sbagliato per noi e cominciare a prendersi cura di sé. Un buon punto di partenza, a volte, è proprio un semplice addio”.


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