Il primo album dei WEL, e le novità dall’Italia

WEL

 

WEL: in arrivo finalmente il primo album

Sembra strano a dirsi, visto che parliamo della band pop punk di maggior successo in Italia degli ultimi dieci anni, ma i WEL in tutto questo tempo non hanno mai pubblicato un album full length (hanno comunque all’attivo svariati EP). Il trio modenese pone rimedio anche a questa curiosa situazione, annunciando l’uscita del primo disco, Vita, morte e miracoli, previsto per il 3 aprile. Dodici tracce, con feat. con Allerta!, Sunset Radio + Jack Out e xDiemondx, e un tour proprio insieme agli Allerta! già partito questo weekend che toccherà Roma (4 aprile), Treviso (17 aprile), Milano (18 aprile), Torino (1° maggio) e Livorno (2 maggio).

Donatella Gregorio – Invisibili

Un brano che si muove nel territorio dell’ansia e delle paure interiori, attraversando un paesaggio sonoro elettronico teso e in continuo movimento. In un’atmosfera notturna, quasi sospesa, Donatella Gregorio racconta le proprie ossessioni e gli incubi ricorrenti che abitano la sua mente: presenze invisibili che si nutrono della paura e restano spesso incomprensibili anche a chi ci sta accanto. È proprio questa invisibilità – il sentirsi soli con ciò che non si riesce a spiegare – a diventare il nucleo emotivo del brano.

 

Lady and the Clowns – Pretty Snake

A qualche settimana da Leggere poesia, i Lady and the Clowns pubblicano un nuovo singolo, altra anticipazione da un nuovo disco in arrivo a breve. Pretty Snake alza i giri del motore rispetto al singolo precedente, con sonorità rock più energiche e potenti, sia per le chitarre ruvide di derivazione hard rock, sia per il cantato, ma senza tralasciare l’importanza di riff e linee vocali trascinanti e di impatto immediato. Il testo è incentrato sulla figura di Cleopatra, immortalata “nel momento psicologico in cui spoglia sé stessa della fragilità convenzionale appartenente al genere femmile: “I have nothing of woman in me / From head to foot” citando apertamente le parole di Shakespeare”.

 

Mammaliturchi – Alfredo / Una lingua a tua scelta

Sei anni dopo la pubblicazione del primo album “Marsa”, Mammaliturchi torna con due brani che condividono lo stesso orizzonte narrativo ma lo attraversano da prospettive diverse: “Alfredo” e “Una lingua a tua scelta” vengono pubblicati insieme, come due lati della stessa domanda, due tentativi di osservare l’identità quando smette di essere una costruzione lineare e diventa invece un campo di tensioni tra ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che avremmo voluto essere.

 

Otus Medi – Senza maschere

Dopo aver pubblicato alcuni mesi fa il suo album Ethus, Otus Medi torna con un nuovo singolo intitolato Senza maschere, che vede la partecipazione di Nomini Lemhen che ha prestato la propria voce per cantare il brano e la propria penna per il testo. Si tratta anche del primo brano cantato in italiano per l’artista, cosa che aiuta a rendere più immediato il messaggio che invita “a ritrovare sé stessi, a togliersi le maschere che la società ci impone”. Le sonorità sono tra pop ed elettronica, con atmosfere un po’ dark e urbane-decadenti, anche se il cantato di Nomini Lemhen dà un tocco di dolcezza alla canzone, riecheggiato anche dalle belle note di pianoforte conclusive.

 

Alessandro Ponte – Ti accompagno ancora

Nuovo singolo per Alessandro Ponte, che avevamo conosciuto lo scorso anno quando era uscito il brano Sofia non lo sa. Ti accompagno ancora è un brano cantautorale retto in primis da un pianoforte elegante e dalla voce dell’artista-architetto genovese, che racconta la storia di un amore lunghissimo con parole dolci e raffinate; un po’ come avveniva con il brano precedente, anch’esso un pezzo d’amore ma dedicato alla figlia.

 

L’Appeso – Teodora

Già noto per il suo lavoro con gli Oceans on the Moon, Marco Martini aka L’Appeso torna con questo singolo intitolato Teodora, che si basa su richiami al mondo dei tarocchi -sui quali lasciamo direttamente la parola all’artista: “con la grazia dell’Imperatrice, ci conduce per mano nel cuore del potere, esplorato come una profonda condizione dell’anima umana costellata di sogni, ambizioni, desideri e sensualità”. Il brano è cantato da Caterina Contardi, la cui voce si sposa particolarmente bene con questo brano dalle tinte ’80s, un po’ algide, un po’ misteriose, proprio come le immagini evocate nel testo.

 


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