Giungla, Millennial Daze, Plz: le recensioni dei singoli italiani

Giungla
Foto di Tom Porter
Giungla – Limited Edition

Era da un bel po’ che non avevamo notizie discografiche di Giungla, precisamente dall’EP Turbulence uscito nel 2021. L’artista torna ora con questo singolo intitolato Limited Edition, che fa da preludio a un nuovo disco. Non sappiamo quanto la canzone sia indicativa del sound dell’album intero, ma presa a sé marca un certo scostamento dalle sonorità precedenti: prevalgono un beat computerizzato e una chitarra semplice, per un arrangiamento piuttosto minimale che non impedisce comunque al brano di suonare pieno. La canzone non è particolarmente catchy e il testo è abbastanza ripetitivo, cose che non depongono troppo a favore del brano. Da rivedere anche nel contesto dell’album.

Nicole Perini – Senza nome

Secondo singolo del 2024 per Nicole Perini, che a gennaio aveva pubblicato Ci facciamo male. Rispetto a quest’ultima, Senza nome è un brano maggiormente intimista e delicato, specialmente nelle strofe minimaliste, mentre il ritornello è decisamente orecchiabile e assolutamente pop. Si tratta di musica leggera come da grande tradizione italica, e pure fatta molto bene, con un potenziale radiofonico.

One Glorious Minute – Parole toste

Parole toste… di una band davvero strana. O forse non troppo: gli One Glorious Minute fanno un pop punk abbastanza tradizionale e tradizionalista: non eccedono con l’autotune, non inseriscono synth a casaccio come si suol fare nelle recenti versioni di questo genere; semmai riprendono un sound molto vicino a quello che andava di moda negli anni 2000, con un ritornello smaccatamente catchy e melodico e una bilancia che pende più verso la parte pop che quella punk.

PLZ – 107 (opinioni)

E quanto ci piacciono i brani che non assomigliano a nient’altro. I PLZ sono una realtà incredibile e che, incredibilmente, ancora non tutti conoscono: un gruppo di cantautorato elettronico, che non ha paura di lasciarsi andare a derive pop e decisamente orecchiabili. È anche il caso della loro ultima pubblicazione dal titolo 107 (opinioni), una critica sociale, una critica alle chiacchiere da social e da aperitivi, una critica al fare milanese e forse a tutta la scena musicale. Questo è un decisivo nuovo capitolo per il duo senza volto: quest’anima pulsante techno pop, una creatura luminosa dalle venature cantautorali che, come uno spettro, vedevamo aggirarsi per la scena musicale già dal 2021, quando uscì l’album di debutto M E G A, e che ora (finalmente) è di ritorno. Forse questo numero, il 107 che dà il titolo al brano, ha un significato esoterico, da numero primo senza quadrati. O forse 107 è solo il numero del preset da cui è nato questa traccia, la prima scritta per il nuovo disco dei PLZ.

Ribes – Clienti

Non c’è da prendere troppo sul serio Ribes, o forse sì? L’artista scrive canzoni ironiche e leggerine, ma che in realtà -come nel caso del nuovo singolo Clienti- mascherano riflessioni più profonde in tema sociologico. Il nuovo brano ad esempio “ironizza su quanto la società giri tutta intorno al mero guadagno, senza nessun desiderio di metterci l’anima”, e di come quindi le relazioni umane e interpersonali siano state ridotte a un mero rapporto utilitario. Sound molto retro da dance anni ’90, cantato esuberante ma anche un po’ di riflessione.

Sechi – Aria

Aria è il nuovo singolo di Sechi, che torna a pubblicare musica inedita dopo un 2023 interlocutorio. L’artista toscano scrive una canzone intima e delicata, una effettiva ballad intrisa di malinconia per ricordare una relazione terminata. Le sonorità di riferimento sono quelle dell’indie pop italiano, sia per la musica che per il cantato, e il ritornello parecchio orecchiabile fa sì che Aria diventi un brano dall’istantaneo potenziale radiofonico.

The Shalalalas feat. Bengala Fire – Let’s Shalalala

Noti per la colonna sonora della fiction L’allieva, i The Shalalalas fanno un brano che si chiama Let’s Shalalala, il che fa abbastanza ridere (o scialare). La canzone però non fa ridere, o meglio, è allegra ma è un bel brano, di un indie rock movimentato e ritmato, molto upbeat e pure piuttosto catchy. Piace la sporcatura della chitarra in produzione, che dà un taglio più aggressivo e graffiante al pezzo.

Vince – Amore Teenager

Dopo l’esordio Madison pubblicato un paio di mesi fa, Vince arriva al secondo singolo Amore Teenager. Il percorso tracciato allora – in bilico tra pop rock e pop punk, tra nostalgia e contemporaneità – rimane lo stesso, ma qui i ritmi si fanno più trascinanti e l’espressività maggiore. Madison era una canzone d’amore, mentre in Amore Teenager paradossalmente l’amore resta sullo sfondo: è solo la scusa per parlare dell’ansia di crescere, dei primi passi nel temuto mondo degli adulti; è un rimpianto a posteriori dei problemi adolescenziali, che non erano drammatici quanto lo sono adesso il lavoro, le bollette e chissà cos’altro. “Mamma che ansia, ho compiuto vent’anni”: tranquillo Vince, nobody likes you when you’re 23. [Simone De Lorenzi]

4grigio – Aiuta il mondo

Gli Enter Shikari si occupano da quasi vent’anni di portare l’attenzione sul cambiamento climatico tramite le proprie canzoni e lo fanno con pezzi che mischiano il post-hardcore con l’EDM più sfrenato. 4grigio tenta di fare la stessa cosa ma con un sound più cantautorale-pop anche se sempre influenzato dall’elettronica. Il suo nuovo brano Aiuta il mondo “tratta il tema del cambiamento climatico e le responsabilità che le persone al potere hanno nei confronti del pianeta”. Pezzo dal messaggio molto meritevole quindi, con sonorità semi-ballabili anche se forse il cantato non è super orecchiabile.

Alberto Moscone – Alghe

Anche se il nome non suona granché (immaginiamo sia il suo nome di battesimo, sul quale ovviamente Alberto ci può fare poco, anche se potrebbe sempre trovare un nom de plume), Alberto Moscone fa musica che suona molto interessante, come dimostra il suo nuovo singolo Alghe. Il sound è quello di un pop lo fi, suonato alla chitarra e ampiamente effettato sia negli strumenti che nel cantato, che peraltro ci ricorda molto nello stile quello del buon Francesco Galavotti nei suoi innumerevoli progetti come One Glass Eye e Cabrera. Pezzo non immediato ma artisticamente molto valido.

Antonio Freno – Carboidrati

Pasta, pizza, patatine sono i Carboidrati cari alla parte deresponsabilizzata di noi, quella di cui canta con acume Antonio Freno. Dopo il lol-rap, forse quello che ci aspetta è il lol-cantautorato? Direi di no: la canzone dell’artista calabrese di base a Bologna si adagia su un arrangiamento blues rock dall’intento alto, almeno quanto il valore della comicità fatta bene. Nemmeno comico, quanto più ironico nel suo approccio alla scrittura, senza dimenticarsi però della destinazione finale: arrivare all’ascoltatore. Al pubblico che ascolterà Carboidrati, la canzone chiede un patto, qualcosa di simile alla sospensione di incredulità che esperiamo davanti al film. Carboidrati parla segretamente di noi e della nostra inspiegabile pigrizia che ci colpisce quando meno ce lo aspettiamo, al termine dell’adolescenza, periodo dell’innocenza che sembra non finire mai. Antonio Freno canta di un atteggiamento di subordinazione davanti a uno dei grandi piaceri della vita, la cucina, che nei Carboidrati trovano la propria quintessenza (almeno in Italia). Consigliamo.

Biava – adhd

Seconda uscita sotto Nigiri Records dopo Nata in primavera, Biava torna con una canzone che conferma il passo in avanti qualitativo suggeritoci poco più di un mese fa. Se nello scorso singolo riusciva delicato senza essere sdolcinato, in adhd il cantautore varesino assume una veste più trascinante e coinvolgente che riprende le strumentali pop rock/pop punk su cui si è formato, rimediando a certe movenze fin troppo adolescenziali che si trovavano in alcuni vecchi pezzi. Il nuovo brano è invece fresco al punto giusto, moderno e catchy, e contribuisce forse a dare una forma più definita e convincente al suo sound. La canzone – si intuisce dal titolo – parla proprio di ADHD, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, che viene vissuto e narrato in prima persona dal cantante. [Simone De Lorenzi]

Caspio – Questa sera

Questa nuova veste rock di Caspio ci convince sempre di più: con questa sfacciataggine, e questa voglia di raccontarsi e pretendere leggerezza. Innegabili influenze dell’alternative rock degli anni novanta ci accompagnano verso l’invito a lasciarsi andare, a dimenticare, una sera di vino e pochi pensieri: questa sera, facciamo finta che nulla possa farci male e riempiamo il vuoto con qualcosa che valga davvero. Leggiamo che Caspio aveva pensato, qualche anno fa, dopo aver pubblicato il suo fugit, di lasciare la musica per sempre, ma non possiamo che rallegrarci della sua decisione di tornare: in fondo serviva solo una nuova casa, e dimenticarsi di tutte le dinamiche di mercato per una sera. Bentornato!

Colombo – Libido

Ciò che ci piace di Colombo è il ruolo, spesso centrale e così trascinante. Un brano come Libido è viscerale e come un pugno allo stomaco, e ritroviamo tutta il background classico dell’autore, che si scontra con l’aver ascoltato troppo spesso i Coldplay, con l’aver tifato Mahmood a Sanremo, con tutto il pop che spesso non ha tutta questa cultura dietro. Libido è probabilmente il vostro nuovo brano preferito, che è troppo pop e non sapete consigliare agli amici (e nel dubbio, vi diciamo di sì). Questo brano nasce dopo un caffè con un amico, un amico di cui scopriamo di non sapere niente, come il fatto che abbia problemi sessuali con la propria ragazza. Chiunque ha diritto a coltivare la propria fantasia e il rapporto con sé stesso; ma cosa succede se quella zona di autonomia rimane l’unica in cui ci si riesce a esprimere? Se non si riesce a comunicare i propri bisogno a chi abbiamo davanti, per una notte o per tutta la vita? Colombo certamente ha qualche risposta.

Laria – Non dirmi

Dopo Anche in America uscita a gennaio, Laria pubblica il suo nuovo singolo Non dirmi, caratterizzato da un sound pop leggero, allegro e frizzantino. Il brano trasmette un grande senso di libertà e si configura come un pezzo perfetto da ascoltare nelle mattine luminose d’estate, anche grazie alla voce argentina di Laura. Il messaggio di fondo del brano è che “si può anche ricominciare, l’importante è continuare a ballare sulle note della nostra vita ricordandoci di fermarci ogni tanto e assaporare ogni attimo”.

Malinverni – La radio di notte

Si rimette in pista dopo l’EP Musica/che/non/funziona Malinverni, con questo brano intitolato La radio di notte, concepito come “la canzone di un viaggio in macchina da solo, in cui si ripensa alle occasioni perse, le ansie e ciò che è andato storto”. È un semplice brano pop leggero nell’arrangiamento e nelle sonorità, sicuramente notturno nelle sue atmosfere e con un tocco cantautorale. Abbastanza accattivante il ritornello.

Millennial Daze – Teenage Queen

I Millennial Daze tornano con la nuova Teenage Queen, a pochi mesi di distanza da Paranoia (she’s called). La band con il suo punk rock alla Green Day riesce a creare un brano assolutamente energico e movimentato che fa venir voglia di cantarlo per ore. Il ritmo serve per smorzare il testo e la sua patina di ricordi e malinconia di un glorioso passato. Forse non troppo originale, ma molto catchy. [Maria Chiara Cerra]


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