I singoli di marzo 2024: Twenty One Pilots, Pillow Queens, Lauren Mayberry & more

 

I Twenty One Pilots in versione The Strokes li avevate già sentiti? Forse sì qua e là nel corso della loro variegata carriera, ma Next Semester è un pezzo indie rock dall’inizio alla fine, con chitarre che non si sentivano probabilmente da almeno un decennio da parte del duo dell’Ohio. Sul finale rispunta pure il classico ukulele, assente da un pezzo nei loro brani. Piacevole sorpresa.

 

Le Pillow Queens con Like a Lesson fanno un singolo molto Pillow Queens: accento irlandese, tranquille chitarre indie rock, atmosfere rilassate e positive. Manca un ritornello incisivo a questo giro, ma l’ascolto è un piacere in ogni caso. || Gli Sløtface non sono più “gli” visto che hanno perso tutti i membri della band tranne la cantante Haley Shea. Il loro/suo nuovo singolo si chiama Final Gørl ed è un allegro pezzo pop rock molto orecchiabile e catchy, anche se poco particolare.

 

Frank Turner non sta facendo molto per farci prendere bene per il suo prossimo album Undefeated (5 maggio), e non lo fa nemmeno con il singolo Letters, che comunque resta il migliore (o il meno peggio) di quelli pubblicati finora. Sembra un po’ la versione depotenziata di I Am Disappeared. || Aaron West, con i suoi Roaring Twenties, decide per una volta di farci piangere un pochino meno e ci regala una canzone, Alone at St Luke’s, che ha un sound quasi country ed è indubbiamente uno dei suoi pezzi più upbeat e presi bene, o quantomeno meno tristi e presi male: visto anche il testo, la potremmo definire “la drinking song” di Aaron West. Poi però torna sui propri standard con Whiplash che è un pezzo lento e tristissimo pieno di malinconia nel sound e nei vocals.

 

Change Shapes è uno dei brani che Lauren Mayberry, voce dei Chvrches, ci aveva presentato in anteprima in autunno al concerto al Magnolia di Milano. Ora esce la versione studio, e ci sorprende un pochino perché è molto più minimale e tranquilla di quello che ci aspettavamo: è catchy, ma sinceramente crediamo gli manchi un po’ di energia. || Brano particolarmente breve (2:15) per gli Oakman, che su I Wish Myself to Be Happier per una volta abbandonano i synth e propongono il pezzo più rock della propria discografia, con un curioso giro di chitarra new wave alla The Cure (ma anche un po’ The Killers). Un pezzo gioioso, in linea con il titolo, e anche molto convincente.

 

I Bad Nerves hanno recentemente aperto il tour europeo dei Nothing but Thieves, doppietta milanese al Fabrique compresa, e il 31 maggio uscirà il loro nuovo album Still Nervous. Se anche solo metà delle canzoni sarà come questa You’ve Got the Nerve prepariamoci a un disco davvero di fuoco. È un pezzo punk rock veloce e tiratissimo, con un “hey you” che fa un po’ il verso al famoso “hey ho (let’s go)”. Non sorprende che Billie Joe si sia sperticato in elogi per il gruppo; noi intanto auguriamo alla band che il primo commento su YouTube si avveri: “That tram stop will be the next Abbey Road in 20 years”. || Bel punk rock anche quello proposto dai Destroy Boys, una delle poche band decenti messe sotto contratto da Hopeless Records negli ultimi anni. Plucked non è un brano scatenato come quello dei Bad Nerves, ma è un pezzo da vibe positive che può piacere tanto ai fan del punk quanto a chi è abituato a ritmi più blandi e chitarre più tranquille.

 

Grandi news in casa (ex) pop punk, perché i The Story So Far hanno annunciato l’uscita del loro nuovo album dopo ben sei anni di silenzio. I Want to Disappear uscirà il 21 giugno su Pure Noise Records, e la band guidata da Liam Gallagher lo anticipa con il singolo Letterman, che è un pezzo sostanzialmente alternative rock un po’ scarico, ma che siamo sicuri i fan della band adoreranno. Da notare il video diretto dall’ex chitarrista dei Turnover Eric Soucy. || A proposito di (ex?) band pop punk, gli Stand Atlantic stanno buttando fuori canzoni sempre più improponibili; fare peggio di quell’obbrobrio che era Sex on the Beach è molto complicato, ma con il nuovo singolo Girl$ i quattro ragazzi australiani ci provano, rischiando di riuscirci. Per farlo chiedono l’aiuto di Lynn Gvnn dei Pvris e della rockstar messicana Bruses, in un brano rock elettronico che suona davvero brutto, ripetitivo e confuso senza motivo apparente.

 

Nik Bruzzese è noto nell’ambito pop punk per essere il cantante e bassista dei Man Overboard, ma ha anche un progetto solista chiamato Casa Loma, con cui ha pubblicato un singolo insieme a Andy Jackson degli Hot Rod Circuit. Trouble Breathing è un must per tutti i fan dei MOB (anche solo per sentire i riconoscibilissimi vocals di Nik), ma pure un ottimo ascolto per chiunque ami il pop punk. || I Riley! fanno pop punk in maniera leggera e divertente, con un synth che fa un pochino Motion City Soundtrack per gradire. Il nuovo singolo si chiama Keep Your Cool, Man ed esce per la sempre attenta Counter Intuitive Records, che pubblicherà anche l’album Keep Your Cool il 19 aprile. || Gli Winona Fighter hanno un nome bellissimo e hanno appena firmato per Rise Records. I’m in the Market to Please No One è il loro nuovo singolo e ci piace davvero tanto; se ti piace il pop punk bello tirato con voce femminile, molto probabilmente piacerà anche a te.

 

Gli One Step Closer sono una delle nuove band di Run for Cover Records, e infatti ci sembrano i perfetti eredi di quella tradizione che ci ha portato gruppi come Basement e Citizen. Il loro nuovo singolo Giant’s Despair è un brano emo perfetto, con l’intensità del post-hardcore e il cantato emotivo al punto giusto. || Il nuovo singolo dei The Early November, What We Earn, è un classico brano emo con qualche leggera traccia di pop punk e un’inflessione che ci fa un pochino pensare ai Saosin e ai progetti di Anthony Green. L’unico dubbio riguarda il senso di annunciare un disco self-titled dopo venticinque anni di carriera. || Non cambia di una virgola il sound degli Hot Mulligan, e va benissimo così: Stickers of Brian è una canzone emo/pop punk che ci piace da morire, con il solito cantato frignato di Tades Sanville a farci sentire tutte le emozioni che nemmeno sapevamo di avere, e un ritornello molto accattivante.

 

Negli ultimi anni i The Dangerous Summer sono stati colti dalla frenesia della pubblicazione, buttando fuori dischi, EP e singoli a catena, e questo overload sembra cominciare a farsi un po’ sentire sulla qualità dei brani. O meglio, la qualità è sempre alta, ma facciamo fatica a sentire la presa bene e l’eccitazione per una loro nuova uscita visto che ce n’è una ogni pochissimo tempo. E questo vale anche per il loro nuovo singolo Gravity, che in sé non ha nulla di male ma che ci sembra uno dei tanti brani dei TDS che abbiamo sentito in questi anni. || I Fresh scrivono una canzone dedicata alla figura della Merch Girl, rivendicando l’importanza e la potenzialità di una figura spesso sminuita (“I’m not just a merch girl”). Lo fanno con uno dei loro soliti brani punk rock un po’ sgangherati ma molto divertenti e freschi, stavolta cantato in modo più aggressivo del solito. || I’d Get Along dei Cloud Nothings è un brano che sembra uscito dagli anni ’90, con una produzione sporca e sabbiosa a dare potenza alle chitarre fra punk e reminiscenze grunge.


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