Her Skin, Voina, WEL: le recensioni dei singoli italiani

Her Skin
Her Skin – Practical Magic

È curioso che non avessimo mai parlato in tutto questo tempo di Her Skin, artista di una certa fama nell’ambito del panorama underground italiano e già protagonista di palchi importanti non solo nel nostro Paese ma anche in giro per il mondo (Primavera Sound, Sziget, SXSW per fare qualche nome). C’è sempre tempo per recuperare e rimediare evidentemente, e così eccoci qui a parlare di Practical Magic, nuovo singolo di Her Skin, un bel brano leniente e confortante tra indie rock e rock alternativo: chitarre in primo piano con dei bei riff angloamericani, produzione decisamente internazionale e cantato di classe. Il brano ha tutto quello che solitamente non sentiamo nelle canzoni che provengono dall’interno dei nostri confini e che una piccola parte di noi italiani invidia ai più sgamati americani. C’è un motivo se l’artista piace anche all’estero.

Voina – Che vita di merda

Con una copertina che forse poco sorprendentemente richiama la Merda d’Artista di Piero Manzoni, i Voina ci presentano il loro nuovo singolo intitolato Che vita di merda. La band abruzzese, che a marzo sarà in tour per la Penisola per promuovere il nuovo album in arrivo a febbraio, mette in piedi un brano rock alternativo con un grosso chitarrone nella strofa e un ritornello invece più leggerino -anche se poi la frase-hook “che vita di merda” viene risospinta dalle chitarre potenti. Un brano che suona energico e carico pur non essendo veloce, e anche se secondo noi manca un filo di ritmo in più, il sound è orecchiabile e immediato tanto quanto spinto, per cui è un sì deciso.

Sea.bass_beat – Dimensioni

Prima si chiamava Seabass, nome con cui avevamo già avuto modo di conoscerlo; ora fa musica ancora più elettronica e si fa chiamare Sea.bass_beat, come fosse un canale YouTube o l’handle di Instagram di qualche produttore. La sua nuova canzone, Dimensioni, è un singolo solo ma idealmente diviso in due sotto-brani: uno più tunz tunz e ballabile, con un campionamento della famosa voce di donna di Dolcenera di De André, l’altro più spazioso e sognante con sonorità un po’ house-trance fine ’90/inizio ’00. Esperimento interessante, anche per noi che di solito bazzichiamo poco questi sound.

SE7TE – Tanto non ci stai

Primo singolo per Se7te, che era conosciuta finora con il suo nome di battesimo, Gaia Gemmellaro. L’artista dell’etichetta Musicantiere presenta un brano intitolato Tanto non ci stai, che è un classico brano pop nel prolifico alveo della musica leggera italiana, con un pianoforte e un’interpretazione vocale delicata ed emotiva. Proprio la voce sembra il vero punto di forza del progetto: Se7te sa cantare eccome, e sa infondere nella propria voce tutte le emozioni di cui il brano ha bisogno.

Ventura – Avevi ragione tu

Dopo l’EP L’ultimo dei romantici, Ventura torna aprendo il proprio 2024 con un brano intitolato Avevi ragione tu: “un pugno preso con il sorriso, perché anche se alla fine avevi ragione tu, ne è valsa la pena”. La canzone conferma il penchant dell’artista per le sonorità itpop che tanto sono andate in Italia negli ultimi anni. Avevi ragione tu è un brano diretto, orecchiabile e semplice da ascoltare, senza tantissime pretese e con un cantato che per noi è anche un po’ troppo indie. Buon pezzo insomma, ma che a questo punto non può non sapere di già sentito.

WEL feat. Ojne – Con nessuno

Featuring che spiazza, e pure un po’ avventato sulla carta, quello tra i WEL e gli Ojne. Pop punk meets screamo. Con nessuno è un brano che di base è in tutto e per tutto un pezzo dei WEL del loro nuovo corso, con sonorità pop punk veloci e accattivanti, ma poi si innestano gli scream feroci di Gianluca che danno alla canzone una veste completamente nuova. Opinione personalissima e quindi intrinsecamente discutibile: ci sarebbe piaciuto sentire i guest vocals per ancora più tempo rispetto a quanto non figurino nel brano.

Wilder – Cambiamenti

Poco dopo il singolo Gli sciacalli, ecco già di nuovo Wilder con il suo nuovo brano intitolato Cambiamenti. L’artista usa una base musicale che è quasi letteralmente presa paro paro dai Depeche Mode per innestarle sopra un testo ai limiti del parodistico, ma con la sgradevole sensazione che l’artista l’abbia scritto senza alcuna finalità ironica. Quel “cambiamenti” ripetuto in tutte le lingue del mondo a inizio canzone fa già capire da che parte tirerà l’aria, ma il resto del testo riesce a fare anche di peggio, sembrando un testo tradotto male con Google Translate più che una composizione originale. Un passo falso da mettersi al più presto alle spalle.

Arianna Pasini feat. Generic Animal – Tempo

Tempo è il secondo singolo che anticipa l’atteso album d’esordio di Arianna Pasini. il marchio di fabbrica (e di qualità) è la cura maniacale per un suono vintage, a tratti sporco, ricavato da strumenti di altre epoche musicali. Il brano è stato registrato per la maggior parte in presa diretta assieme a musicisti con i quali Arianna, nelle sue esperienze da turnista, ha già condiviso il palco. Uno di questi è sicuramente Generic Animal, featuring pregiato che palesa il suo inconfondibile timbro misurandosi in un botta e risposta con la voce della cantante ravennate. Il pezzo è uno squarcio di vita vissuta: la sofferenza di un trasloco dovuto a una rottura viene appesantita dal fatidico momento in cui si vanno a recuperare le proprie cose. È in quel momento che nasce Tempo, come monito di ciò che è andato perso assieme alla fiducia.

Clio M – A Good Day

Confermiamo le nostre impressioni su Clio M, artista di Milano che di recente ha iniziato il suo nuovo percorso solista dopo la sua esperienza come Clio & Maurice, con il violinista Martin Nicastro. La collaborazione con Martin continua, ma Clio è diventata protagonista. Il primo singolo Fight ci aveva fatto innamorare di questo progetto: oggi Clio torna con un nuovo pezzo contro la violenza sulle donne, un brano intenso che ben si allinea con i recenti fatti di cronaca. Il testo riflette su come ogni donna voglia semplicemente vivere la propria giornata senza che venga rovinata da una violenza piccola o grande, fisica o verbale, individuale o strutturale. Si balla e ondeggia su un beat uptempo, e la voce di Clio è ipnotica e violenta, unica nel suo genere e imparagonabile. Vorremmo sentirla in italiano, ma non vogliamo toglierla dalla scena internazionale. E non dite che non ve l’avevamo detto.

Criso – Gelosa

Torna il cantautore e ballerino con un nuovo singolo dal titolo Gelosa, uno specchio su una relazione tossica, di quelle che ce ne sono tante, dove l’unica forma d’amore rimane quella dell’essere gelosi del proprio partner. Criso lo racconta in un modo anche un po’ ingenuo, ma che arriva diretto in faccia come uno schiaffo. Criso, che si condisce di un piglio funk affondando in sonorità che strizzano l’occhio alla playlist Scuola Indie, è come una fiction RAI che sa di casa e non è nulla di particolare ma dalla quale non riusciamo a staccare gli occhi. Un brano che suona grintoso ed energico, senza perdere la capacità di veicolare immagini evocative ed emozioni universali estremamente condivisibili attraverso la sua penna.

Eakos – Chiuso nel cubo

Dopo Faccio un giro, già un nuovo singolo per Eakos, che ci propone questo brano intitolato Chiuso nel cubo. L’artista, coadiuvato da The Ego e RudeBobo, mette insieme una produzione piuttosto minimale caratterizzata da un ritmo abbastanza riflessivo e un cantato urban/hip hop. Il brano è stato scritto “pensando a quanto sia limitante vivere all’interno della stessa identica routine, sperando che un giorno le cose poi possano cambiare”.

Erry & Kenzo – On the Flow

Tanto strambo e matto era il precedente singolo di Erry & Kenzo Urlo, quanto normale e tranquilla è la loro nuova proposta On the Flow. Singolo cantato in inglese, è un pezzo rassicurante sul pop, con delle percussioni abbastanza ritmate a dare movimento al pezzo, chitarre acustiche e un cantato rilassante e vagamente malinconico. Il duo italo-svizzero non poteva fare un 360° più pieno di così, ma in un certo senso apprezziamo questa volontà di non dare punti di riferimento.

Kiesa – Una vita qualunque

Secondo singolo in assoluto per Kiesa, artista classe 2002 originario di Caltagirone (CT). La sua Una vita qualunque è un brano dal cantato urban/hip hop e caratterizzato da una base piuttosto essenziale ma non minimale, con una chitarra vicina all’emo rap e atmosfere tendenzialmente scure. La canzone è intesa come “una potente rappresentazione visiva del coraggio nel fronteggiare le sfide quotidiane”.

Laplastique – A proprio tempo

Laplastique sta tenendo il ritmo di un solo singolo all’anno: Frastuono nel 2022 (ne avevamo parlato su queste pagine), Overthinking nel 2023, e ora A proprio tempo nel 2024. Bravissima, più artisti dovrebbero fare così, soprattutto quelli che pubblicano musica di m***a. Laplastique però non pubblica musica di merda: A proprio tempo è un singolo minimale nelle proprie sonorità, con un beat tranquillo a dare ritmo al pezzo e una chitarra che accenna pochi semplici accordi, lasciando in primo piano la voce argentina dell’artista, che forse avrebbe meritato un filo di produzione in più. La canzone è il “racconto di una coscienza che raggiunge e riconosce sé stessa, facendosi (auto)coscienza infelice del proprio luogo abituale, che trova il coraggio di abbandonare tramite una presa di posizione”.

Mattia Rame – I ghiacciai

Mattia Rame ha da poco pubblicato il suo album Lo spazio l’Egitto Battiato, da cui proviene questo singolo intitolato I ghiacciai, che è poi la traccia d’apertura del disco. Il riferimento a Battiato nel titolo dell’album non sembra affatto casuale, perché lo stile dell’artista ricorda alcuni passaggi del compianto cantautore. Il sound de I ghiacciai è quello di un indie rock/indie pop leggero ma accattivante, con un cantato però molto più indie all’italiana; lo strumentale ci piace, i vocals un filino meno, per un singolo che ha del potenziale ma che sarebbe potuto anche essere più accattivante.


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