Marrano, Cassandra, Life Like Low: le recensioni dei singoli italiani

Marrano band
Marrano – Ekomostro

Una batteria pestata e chitarre aggressive ed energiche ci introducono in questo brano in un modo molto alla Taking Back Sunday di metà carriera. Su Ekomostro i Marrano alzano i toni dopo la loro Poveri diavoli, singolo pre-estivo che ci era piaciuto davvero tanto e che presentava un sound leggermente più alternative rock tendente all’indie. Qui l’aspetto indie viene decisamente accantonato in favore di scariche elettriche percepibili non solo nello strumentale ma anche nei vocals più cattivi. Anche questo è un brano che ci piace parecchio, anche per la carica che sprigiona, più vicina a certa produzione d’Oltreoceano che a quanto siamo abituati a sentir uscire dagli studi di registrazione italiani.

Saimon Fedeli – Finisce così

Ha fatto passare quattro anni tra il suo disco Autoritratto e il successivo singolo Capita capita, ma adesso Saimon Fedeli sembra voler recuperare tutto il tempo “perduto”, visto che a distanza di nemmeno un mese e mezzo butta fuori un secondo brano, questo Finisce così introdotto e concluso da un bellissimo synth che in realtà è proprio la cosa che più ci piace del brano. Non che la canzone sia brutta, intendiamoci: è un tranquillo e intimo brano pop suonato alla chitarra, con accenti cantautorali, però è proprio il synth quello che rimane principalmente in testa dopo l’ascolto. “Mi sono accorto che stavo cominciando a lasciare per non essere deluso, rinunciare per non essere sconfitto, omettere per non fingere. E ho capito invece, che è proprio la fine a rendere tutto così maledettamente prezioso”, spiega Saimon a proposito del brano.

Simon Cole – Nudi

Ci era piaciuta molto Staccarmi da te, la precedente canzone dell’alessandrino Simon Cole. L’artista classe 2001 torna ora con un nuovo singolo, intitolato Nudi, che si orienta maggiormente verso i territori della ballad: strumentalmente è una canzone realizzata al piano, su cui si innestano i vocals malinconici e velati da un po’ di autotune (non con esagerazione comunque). Sicuramente è un pezzo meno originale del precedente, ma come ballad funziona e può avere del potenziale, se non radiofonico, quantomeno per lo sviluppo della carriera del giovane artista.

Breathe Me In – Prigionia

Non fosse per il titolo che suggerisce la lingua d’elezione, quando parte Prigionia ci si aspetterebbe una voce in inglese e invece i Breathe Me In sorprendono con un cantato in italiano davvero azzeccato – scelta controcorrente all’interno di uno stile che si rifà al post-hardcore e che non fa invidia a certo materiale che si può trovare oltreoceano. A integrare interviene una componente elettronica, sfruttata bene tranne che nella (poco necessaria) voce effettata e “robotica” del bridge. Nel complesso la band torinese riesce a essere originale e convince appieno. [Simone De Lorenzi]

Cassandra – Pop porno

Ricomincia questa stagione di nuove uscite con una di quelle scelte strane, per la band toscana dei Cassandra, sotto Mescal: una cover, una cover di un brano immortale che tutti conoscono e che sfido chiunque a non canticchiare. Quella dei Cassandra è una versione con le chitarre e le voci di chi ha voglia di urlare questo brano in macchina. Una canzone che ha lasciato il segno anche grazie alla parola che fa parte del titolo; va bene parlare di sesso, ma di porno? Un po’ come i mozziconi pestati per strada, le cartacce fatte volare dal finestrino, l’umido infilato nell’indifferenziato; praticamente tutti (o quasi tutti) almeno una volta nella vita hanno mollato l’educazione civica come praticamente tutti (o quasi tutti) hanno sfogliato una rivista porno, hanno guardato un film a luci rosse o hanno ravanato in Internet alla ricerca dell’immagine attizzante. Sarà la vostra preferita, per un po’.

Darte – Precipitiamo

Ritroviamo Darte con il suo secondo singolo del 2022, dopo Tisane love pubblicato a inizio anno sempre per Aurora Dischi. L’artista calabrese si mantiene su sonorità piuttosto tendenti all’indie pop, anche se a questo giro il pezzo è molto più malinconico e tristeggiante, forse già in accordo con la stagione autunnale che si appresta a iniziare nel giro di poche settimane. “Una canzone che mette a nudo la parte più profonda di un amore finito che ha lasciato con sé tante contraddizioni e rabbia, ma al tempo stesso piacevoli sensazioni e ricordi”, è infatti come la canzone viene descritta. Quelli di Darte non saranno magari suoni totalmente inediti e innovativi, ma le canzoni continuano a essere scritte bene, prodotte benissimo e a suonare fresche e leggere alle orecchie.

Decrow e In6n – Lake Placid

Un nuovo capitolo firmato Decrow, il progetto di stanza a Roma che unisce urban, punk e chitarre elettriche. Un brano, che si avvale della collaborazione con INS6N, ispirato all’omonimo film di Steve Miner che parla di una nottata di sesso ed eccessi in riva a un lago narrata mediante il doppio senso dato dalla trama dell’opera horror del 1999. È un pezzo che fonde l’aggressività del grunge con l’emo: il ritornello fa strillare, le strofe sono fatte per piangere.

Erasmo – Un attimo

Ha appena pubblicato un singolo Erasmo (Influencer, di cui avevamo parlato a fine luglio), ma torna già con un altro brano nuovo intitolato Un attimo (che è l’esclamazione che potremmo rivolgergli noi vista questa fretta). È una canzone che dura un minuto intero meno della precedente, il che significa comunque che sfiora i quattro minuti di lunghezza; presenta un sound leggermente più vicino al rap italiano, specialmente di qualche anno fa, ma resta molto suonata e con decise influenze rock. Piace la sovrapposizione con i backing vocals femminili nel ritornello, che crea un effetto pop se vogliamo anche piuttosto radiofonico.

Life Like Low – Distanza

“E se la vita fosse al contrario? Se iniziasse morendo?” Da questa riflessione parte Distanza, il nuovo singolo dei Life Like Low, seguito di Messico e Cenere pubblicato a giugno. “Ci siamo resi conto che sono più importanti le domande delle risposte; in questo senso sono due gli elementi che ci aiutano a capire e ci danno sicurezze: il provare a vivere all’inverso per vivere appieno, e, se proprio esistesse un luogo dove incontrarsi, la certezza che questo luogo sarà in questa distanza”. Così la band a proposito del significato del brano, che musicalmente si presenta come un pezzo tanto suonato quanto retto da synth e loop elettronici; a tratti si ha l’impressione che i Life Like Low siano una rock band, in altri momenti sembra di aver a che fare con il progetto solista di qualche artista indie. La canzone si fa ascoltare molto volentieri, con un ritornello melodico e sufficientemente accattivante, un substrato sonoro ricco e stimolante e una ricerca artistica che vuole l’accessibilità senza sacrificare l’estro.


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