Bhadmari, Alice Caronna, Cortese: le recensioni dei singoli italiani

Bhadmari – Forse è l’amore che manca
“Forse è l’amore che manca”. Questo il dubbio che ha assalito Bhadmari mentre scriveva il suo nuovo pezzo, un brano pop ipnotico fatto di loop, chitarre pitchate (registrate con l’iPhone, ci dice -un po’ perché il progresso tecnico ha fatto passi in avanti miracolosi e un po’ perché resterà per sempre bello scriversi e registrarsi le canzoni in cameretta), vibe da discoteca alternativa -o quantomeno da DJ set di qualche festivalino boutique per intenditori- e un cantato ammaliante che in un numero estremamente limitato di righe (il testo è fatto di sole due frasi) riesce comunque a veicolare un messaggio di riflessione, su di sé e sul mondo.
Cortese – Papillon
Papillon è il nuovo singolo di Cortese, registrato a Matino (SA) in casa del cantautore -all’estero direbbero “bedroom pop”, anche se Cortese afferma di averlo scritto e registrato praticamente in ogni singola stanza di casa sua, giardino compreso (batteria e basso nello specifico). Il brano ha sonorità e atmosfere positivamente nostalgiche: rivà con la mente ai tempi della gioventù dell’artista, vissuta in tempi pre-digitali (parliamo degli anni ’90, a scanso di equivoci), ma senza l’esaltazione dei “bei tempi andati” o la demonizzazione del presente, e questo fa sì che anche musicalmente il brano risulti positivo nella propria malinconia. Highlight del brano l’assolo di chitarra nel finale, con le sue poche semplici note dal sapore un po’ emo.
Elia Truschelli – Al di là del tempo
Dopo il suo album Sembrano favole, Elia Truschelli torna con un singolo intitolato Al di là del tempo, anticipazione di un EP in arrivo in autunno. Il brano si presenta con sonorità pop cantautorali, upbeat ma con un piccolo velo di nostalgia infusa nel cantato dal tema del brano, ovvero “il rapporto padre e figlio, un legame profondo che spesso si comprende appieno solo col passare degli anni”. Un’armonica dylaniana impreziosisce l’arrangiamento, conferendo alla canzone un flair senza tempo (rendendola quindi… al di là del tempo).
Filippo Poderini – Diorama
Reduce dal featuring con Young Signorino sul singolo Tutto storto di pochi giorni fa, Filippo Poderini pubblica già un altro brano intitolato Diorama, e ci anticipa che l’8 agosto ne usciranno altri due: un vero overload di musica. Per il momento abbiamo comunque questa Diorama che sembra quasi fungere da intro per il terzetto di canzoni, con le sue sonorità pop elettroniche introverse e introspettive, da primo mattino, un brano quasi incompiuto che sembra non voler davvero cominciare ma che alla fine trova un senso nei suoi due minuti e mezzo.
Flame – Viva l’estate
Arrivati al 20 luglio, dopo un mese e mezzo di caldo umido e rovente da non poter nemmeno passare mezz’ora all’aperto senza svenire, sciami di zanzare che succhiano il sangue da mezzogiorno a mezzanotte appena osi mettere un mignolo del piede fuori dalla porta, la stanza illuminata a giorno già alle cinque del mattino… non so come si possa essere entusiasti di quest’inferno sulla terra chiamato estate. Ma forse la mia prospettiva è pesantemente influenzata dalla Pianura Padana, mentre un figlio di Napoli come Flaminio Ciro aka Flame l’estate la vive in una maniera ben diversa dalla mia. Fatto sta che all’estate Flame dedica il suo nuovo brano, dal titolo decisamente eloquente: Viva l’estate è un pezzo pop con atmosfere dance che celebra con leggerezza la bellezza della stagione calda, caratterizzata dai suoi classici elementi come “il sole, il mare, le serate tra amici e la voglia di vivere ogni istante senza pensieri”. Beato lui, aggiungerei.
Otus Medi – Into the Dark
Un’aura di mistero aleggia nell’apertura del nuovo brano di Otus Medi, sarà per il titolo un po’ evocativo (Into the Dark), sarà per le sonorità house dai colori scuri. La canzone si apre presto ma senza mai perdere quell’alone viscerale che lascia spazio alla fantasia anche dove i ritmi invogliano a ballare, trasportandoti in altri continenti, altri tempi e altri spazi sia fisici che mentali. “L’ambientazione ritmica spazia dalla deep house alla jungle con suoni che si alternano in continuazione. Il basso la fa da padrone e si ispira ai suoni della scena house degli anni 90”, spiega l’artista.
Raesta feat. Lafée – L’infinito
Non sono passati molti giorni da quando abbiamo parlato di Raesta, in occasione della presentazione del prossimo brano del suo progetto Raestavinve, Mi vuoi bene o no. L’artista ora pubblica un brano del suo progetto solista, senza Vinve insomma ma con l’aggiunta de Lafée, ovvero l’artista francese Chloé Lafitte. I due artisti si lanciano in un brano bilingue cantato un po’ in francese e un po’ in italiano, (quasi) sempre però con le due voci in ottima armonia, per un brano le cui atmosfere spaziose e di ampio respiro il titolo ben descrive.
Accame – Fino a tre
Dopo il suo inno contro la guerra Non sarà facile, uscito a inizio maggio, Accame ritorna con un nuovo brano che si intitola Fino a tre e affronta temi “più leggeri”, almeno a detta del buon Giuseppe: i sentimenti e la loro complessità. Per altri artisti magari questo sarebbe “il brano impegnato”, ma comunque apprezziamo la voglia di Accame di affrontare diverse tematiche nei propri brani e anche provare a evocare atmosfere più diverse, in questo caso un po’ più giocose e upbeat, come dimostra anche il conto “uno – due – tre” che aiuta a rendere istantaneamente catchy il ritornello. “I sentimenti, se per studiarli ci fosse un’università specifica, forse non basterebbe una vita per laurearsi”, dice l’artista ligure, che intanto comunque con i sentimenti ci “gioca” in questo brano all’ukulele che fa un pochino Hey, Soul Sister.
Alice Caronna – L’uomo dei cerchi azzurri
Una riflessione dopo la fine di una relazione intensa: “L’uomo dei cerchi azzurri” nasce quando tutto è già successo e resta solo il rumore di ciò che è stato. Non è una canzone che tenta di salvare qualcosa, ma un brano che prova a capire cosa si è vissuto davvero, raccontando quel momento sospeso in cui ci si chiede se l’amore lasciato andare fosse reale o soltanto un’illusione, un’idea troppo bella per lasciarla morire. Il titolo richiama apertamente il romanzo di Fred Vargas, dove prende forma, in modo distante e velato, un amore mai risolto, rimasto in sospeso. Nel nuovo singolo di Alice Caronna, però, non c’è una corsa alla stazione né un bacio finale: solo la necessità di smettere di rincorrere e accettare che il senso della fine, forse, sta altrove.
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