Leatherette, Jennifer in Paradise, Feldspar: le recensioni dei singoli italiani

Leatherette – Hey There
Dopo aver annunciato l’uscita del nuovo album Ritmo lento con il singolo Lovers Drifters Foreigners, i Leatherette ci fanno ascoltare un secondo estratto dall’album (in arrivo il 28 novembre per Bronson Recordings). La canzone si chiama Hey There e adotta un approccio più rilassato rispetto al fumantino brano precedente: è una semiballad dalle influenze jazz, post-punk e indie, ritmata ma senza scatenarsi, quasi una rielaborazione in chiave full band di un brano cantautorale.
Jennifer in Paradise – 7milaanimali
Altro singolo per i Jennifer in Paradise, che ci stanno convincendo parecchio con le loro uscite recenti (in primis l’ultimo singolo Minormale) in vista dell’album di prossima pubblicazione. 7milaanimali è un altro pezzo tra emo e post-hardcore con decisi richiami all’epoca d’oro di questo genere dei primi anni 2000 alla Funeral for a Friend, From Autumn to Ashes, Scary Kids Scaring Kids e Saosin, ma anche un approccio tipicamente italiano al cantato, non solo per il testo nella nostra lingua. Musicalmente intenso.
Roberto Benatti – La tua casa
La tua casa di Roberto Benatti è un singolo che sorprende per la sua capacità di farsi amare proprio grazie alla semplicità e all’autenticità con cui è stato concepito. Roberto non sa cantare, ed è un fatto, ma questa cosa diventa paradossalmente la sua forza: la sua voce imperfetta e talvolta esitante suona come la confessione spontanea di un amico che prende in mano la chitarra per raccontarti qualcosa di personale, senza filtri, senza artifici, senza la pretesa di piacere a tutti i costi. Ogni stonatura, ogni piccolo inciampo vocale, ogni respiro pronunciato tra una frase e l’altra, contribuisce a costruire un’atmosfera di vicinanza e intimità che è quasi tangibile: ci sembra di essere lì con lui, seduti in salotto, mentre ci apre il suo mondo, i suoi ricordi, i suoi affetti e le sue fragilità. Il testo, semplice ma evocativo, parla di legami, di casa come rifugio e come luogo di memoria, ma l’effetto più potente arriva dalla sensazione che ciò che ascoltiamo sia completamente sincero, che non ci sia alcuna barriera tra l’artista e chi lo ascolta. Ecco perché, nonostante la tecnica vocale non impeccabile, il brano ci avvolge, ci emoziona e ci fa sentire accolti: perché ci ricorda che la musica non è solo virtuosismo, ma anche e soprattutto desiderio di comunicare, di condividere e di creare un momento di empatia. In questo senso, La tua casa non è solo un singolo: è un abbraccio, una piccola confessione intima che ci fa sentire vicini a Roberto e ci fa amarne l’imperfezione, fino a desiderare che resti così com’è.
Ctrl+Z – Crossover
C’è chi scrive monografie o retrospettive dedicate a periodi o ere della storia della musica, e c’è chi ci scrive canzoni: come i Ctrl+Z, che con la loro Crossover ripercorrono la storia musicale degli anni ’90, dal grunge alla nascita del rap alle commistioni della fine del decennio, ovviamente su sonorità che richiamano quegli anni. Una gran bella chicca per tutti i millennial che in quel periodo sono cresciuti ma anche per chi è un po’ più giovane e di quegli anni può solamente leggere e ascoltare le narrazioni, proprio come questa.
D!base – :::Combattiamo
Esordio assoluto quello di D!base con la sua :::Combattiamo, che già da titolo e nome dell’artista ci lascia capire dove si va a parare musicalmente: è un pezzo hyperpop – EDM, frenetico ed erratico, anche se il cantato sembra risentire della popolarità della trap. Il testo, su cui è peraltro veramente difficile concentrarsi, “racconta una lotta per non farsi schiacciare da ciò che fa paura e per restare in movimento, scappando dall’essere sempre gli stessi e dal non guardarsi mai attorno”.
Derri – Michelle
Con Michelle, Derri si distacca dalle sue precedenti produzioni per abbracciare un sound più accessibile e commerciale, pur mantenendo la sua cifra stilistica. Il brano si presenta come un pop elettronico dal ritmo coinvolgente, ma è nel testo che emerge la vera essenza del pezzo. Michelle racconta la storia di una ragazza che cerca di identificarsi in un ideale esterno di bellezza, esplorando con ironia e malinconia la pressione di conformarsi e la difficoltà di affermare la propria identità. La voce di Derri, che potremmo descrivere come una fusione tra Thom Yorke e Diodato, si muove tra malinconia e leggerezza, sospesa su cori e atmosfere che richiamano gli anni 2000. Il videoclip, diretto da Fried Films con Silvia Taliento nel ruolo di Michelle, aggiunge un ulteriore strato di significato al brano, esplorando visivamente il tema della ricerca dell’identità e della liberazione dalle aspettative sociali. In sintesi, Michelle è un brano che unisce la leggerezza del pop con la profondità del cantautorato, rappresentando una riflessione sulla generazione contemporanea e le sue contraddizioni.
Feldspar – Pasta Day
In occasione della Giornata Mondiale del Cibo, i Feldspar hanno pubblicato il loro nuovo singolo Pasta Day. Una pubblicazione apparentemente triviale visti il titolo e l’occorrenza, ma che in realtà il gruppo hardcore romano trasforma nell’occasione di lanciare un messaggio di solidarietà e di apprezzamento per le reti di persone e associazioni che permettono ai singoli di restare in piedi, in pieno spirito del genere.
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