Noday, Cólgate, Campa: le recensioni dei singoli italiani

Noday
Foto di Hélio Gomes

 

Noday – Occhiali da sole

Il momento che tanto temevamo è arrivato. Qualche settimana fa i Noday, quando avevano pubblicato il singolo d’esordio 30 gradi, ci avevano mandato l’intero EP da ascoltare; da allora ci si è infilato in testa il refrain “voglio stare a casa con gli occhiali da sole / Voglio solo stare solo con gli occhiali da sole”, che è appunto l’hook del nuovo singolo Occhiali da sole, indubbiamente il grande singolone dell’EP. Basta un ascolto per restare intrappolati a canticchiare a vita questo brano che per il resto è un gran bel pezzo di matrice fortemente ispirata dal grunge, con le influenze gaze della band che a questo giro fanno solo da contorno per attenuare leggermente le asperità del grunge. Ascoltatela a vostro rischio e pericolo, ma sappiate che il pericolo è gravissimo. L’EP, Solo stare solo, uscirà l’8 maggio per Dear Gear Records e l’inglese Shore Dive Records.

 

Cólgate – Villa

I Cólgate si sono messi in una posizione scomodissima, perché hanno pubblicato un capolavoro come disco d’esordio (Orrido, uscito all’inizio del 2025 e nostro disco italiano preferito dell’anno): adesso con il prossimo lavoro dovranno essere in grado di mantenere la stessa qualità. Per il momento abbiamo tra le mani un nuovo singolo, intitolato Villa, fuori sempre per La Tempesta Dischi. È un brano che inizia tranquillo e poi aumenta l’intensità strumentale in due riprese (secondo ritornello e outro); musicalmente è un rock alternativo con qualche influenza emo, grunge e shoegaze (un po’ come in Orrido, che forse calcava maggiormente la mano su queste influenze), stile ’90s sia per sound che nel cantato -in questo senso, va sottolineata la gran performance vocale di Marta Granzotto, che però dopo aver ascoltato Orrido non è certo una sorpresa.

 

Pricci – Sbalzi

“Sbalzi” è il singolo di debutto di Pietro Ricci, in arte Pricci, e rappresenta una prima dichiarazione d’intenti piuttosto chiara. Il brano nasce come uno sfogo diretto e istintivo. La canzone parla infatti di quei momenti in cui tutto sembra andare storto, quando si ha l’impressione di aver sbagliato direzione o di non riuscire più a vedere una via d’uscita. Eppure, nonostante questo peso emotivo, “Sbalzi” riesce a mantenere una vitalità sorprendente. Il sound è infatti dinamico ed energico, con un’impronta luminosa che crea un contrasto interessante con il testo del brano. La musica lascia filtrare quella luce che, anche nei momenti più complicati, continua a restare presente sullo sfondo, anche quando non riusciamo a vederla subito. Un esordio di tutto rispetto, che mostra già una chiara direzione espressiva e una buona capacità di trasformare le inquietudini personali in qualcosa di condivisibile.

 

Aendriu – Santi o bastardi

A poche settimane dall’uscita del brano Aria, Andrea Botti aka Aendriu, noto anche per il suo ruolo di chitarrista nei Punkreas, ci fa ascoltare un altro singolo, intitolato Santi o bastardi. Un brano che già dal titolo fa capire di essere un pezzo ruvido e diretto, molto energico ma assolutamente accattivante (e pure un po’ cattivo, ma solo a livello di sound): è un pezzo punk rock con bei giri di chitarra e un ritornello trascinante, che invita “ad accettare le proprie fragilità come parte integrante dell’identità, ricordando che ogni individuo è unico, fatto di limiti, ferite e meraviglie” (che poi è un messaggio punk, per quanto possa sembrare scontato dirlo [ma non farlo]).

 

Andrea Rana – Manimàn

Andrea Rana ci si presenta con Manimàn, una canzone cantata in dialetto lodigiano -per ora un unicum nella discografia dell’artista: una sorta di esperimento, se vogliamo, nato in modo spontaneo e non intenzionale “una sera di circa due anni fa, durante una festa musicale in un piccolo borgo dove ero stato invitato come ospite”. Le sonorità si muovono fra folk e Americana, un tipo di sound che a quanto pare si abbina particolarmente bene (e frequentemente) al cantato in dialetto; il testo parla di ricordi, e della “sensazione che restino da qualche parte, anche quando tutto cambia, e il desiderio umano di poterli trattenere con sé, oltre il tempo e oltre la vita”.

 

Campa – L’ultima volta

Nuovo singolo per Campa, dopo Come nei film uscito alla fine dello scorso anno. L’ultima volta farà parte di un disco che per ora non è annunciato ma che dovrebbe uscire nel corso del 2026. La produzione è ancora affidata a Luca Incerti dei WEL e si sente: al momento è l’unico produttore italiano che riesce a far suonare le band esattamente come i grandi gruppi pop punk angloamericani (basta sentire quanto spingono le chitarre su questa canzone e confrontarle con quelle più secche, fiacche e compresse che spesso si sentono in brani di altri artisti nostrani di questo genere). L’ultima volta è, proprio come il precedente, un brano in puro stile pop punk: ritornello orecchiabile, riff trascinanti, tutto pensato per saltare e fare crowdsurfing ai live, anche se il testo “racconta il disagio esistenziale di chi si sente soffocare dalla monotonia e dall’ansia”.

 

Coniugi Orsini – Piero

I Coniugi Orsini sono il cantautore Luca Orsini e il pianista Marco Bassi, compagni di avventure musicali ai tempi dell’università. Nei prossimi mesi uscirà il loro prossimo EP, anticipato da questo singolo intitolato Piero (sappiamo per ora che un altro brano dell’EP si chiamerà Sergio). Le sonorità di Piero sono di stampo cantautorale: voce e pianoforte costituiscono l’ossatura di questo brano intimo ma nient’affatto privo di energia e di vitalità, anche grazie a un ritornello potente e pure un po’ orecchiabile.

 

I Gini Paoli – Controra

I Gini Paoli tornano dopo tre anni con Controra, un brano che ha il passo febbrile di una città sotto il sole di mezzogiorno. Il singolo è una protesta dub allucinata che trasforma la ricerca di un po’ d’ombra in gesto politico: una pausa rivendicata contro la produttività forzata e contro una società che scambia la militanza per spettacolo. Il brano prende forma come un corteo surreale che attraversa la città tra slogan troppo complessi per essere davvero ascoltati. Protesta o flash mob? Le domande si accalcano mentre il potere osserva e decide come nel più classici immaginari orwelliani. Musicalmente Controra si muove tra dub e funk, con un groove ipnotico che amplifica il senso di spaesamento. La voce scorre come un flusso di coscienza, sostenuta da chitarre squillanti e percussioni tropicali che sembrano sciogliersi al sole. Ne esce una marcia ironica e inquieta che invita a rallentare per guardarsi attorno poiché oggi fermarsi può essere l’atto più radicale.

 

Ilaria Gusella – Con passo leggero

“Con passo leggero”, il nuovo singolo di Ilaria Gusella, è un brano che punta sull’introspezione e sulla sensibilità. Il pezzo affronta un tema universale, cioè il modo in cui ciascuno reagisce agli eventi della vita. Di fronte alle stesse situazioni c’è chi prova rabbia, chi si lascia andare alla rassegnazione e chi invece trova la forza di andare avanti. Il messaggio della canzone sembra proprio questo: accettare il tempo che scorre e affrontare le sfide quotidiane con coraggio, senza perdere la propria autenticità. Dal punto di vista musicale il brano costruisce bene la sua atmosfera. Le strofe scorrono dolci su un tappeto pianistico delicato. A emergere con particolare forza è la voce cristallina ed elegante della cantante, capace di trasmettere emozione mantenendo una grande precisione interpretativa. Una canzone che unisce raffinatezza e sentimento, lasciando spazio a una riflessione sincera sulla fragilità e sulla forza dell’animo umano.

 

Ilario Corona – Dawn of Moonlight

Dopo Summer Feels Colder uscita lo scorso dicembre, Ilario Corona torna con un singolo uno e (quat)trino: Dawn of Moonlight è infatti presentata addirittura in quattro versioni differenti: una versione “EFA” che immaginiamo sia quella “base” per così dire, una versione più ’90s con un arrangiamento più minimale e un maggior focus sui synth (potremmo anche definirla la versione Discoradio), una versione “dark” che suona abbastanza late-2000s dove il beat prevale sui synth, e infine una versione “intima” che ci sembra un buon bilanciamento delle versioni precedenti. Un esperimento davvero gustoso che permette di apprezzare come uno stesso brano possa cambiare pelle in base all’arrangiamento e alle sonorità scelte dall’artista -in questo aiuta anche il fatto che Dawn of Moonlight sia un pezzo veramente ben fatto, degno della grande tradizione EDM che l’Italia ha sempre avuto.

 

Leo Lennox – Terapia d’urto

Terapia d’urto, il nuovo singolo di Leo Lennox, nasce dall’urgenza di attraversare una frattura emotiva senza cercare scorciatoie. È un brano che sceglie di restare nella crisi, di analizzarla, di assorbirla fino in fondo per trasformarla in consapevolezza. Ma questa volta il percorso interiore prende forma dentro un immaginario sonoro preciso: quello della synthwave.

 

Lorenzo BITW & Rosita Brucoli – Segreto

Il nuovo singolo di Lorenzo BITW si sviluppa su un beat drum’n’bass che rievoca l’immaginario anni ’90, intrecciando scrittura in italiano ed elettronica con un taglio netto, lontano da nostalgie di maniera. Il risultato è un brano che porta l’urgenza del racconto dentro la dimensione del club: la scrittura procede per immagini dirette, quasi impulsive, mentre la produzione alterna accelerazioni e aperture più sospese, creando una tensione costante tra impulso ritmico e una dimensione più riflessiva.


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