Gli album italiani del mese: Gazebo Penguins, Cara Calma, The Light Drown & more

Gazebo Penguins – Temporale
(Dischi Sotterranei, 21 marzo 2025)
I Gazebo Penguins lasciano un altro segno nel sempre fecondo panorama post-hardcore italiano, tre anni dopo Quanto. Con Temporale la band di Correggio firma il sesto album, dopo che lo scorso anno ha spento la candelina del ventennale di attività. Il disco si muove come di consueto tra emo e post rock: nove tracce che scandagliano la psiche umana con il piglio, però, di un’osservazione terra terra, da quotidianità provinciale (“Se ci pensi è già lunedì: non pensarci che poi ti fa male”). Una narrazione incalzante, a tratti buia ma mai rassegnata, catartica senza dubbi, a suo modo filosofica. Portata avanti con una potenza che i Gazebo Penguins sanno sfruttare bene anche live. [Simone De Lorenzi]
Cara Calma – Itami
(Piuma Dischi, 21 marzo 2025)
A tre anni da Gossip! i Cara Calma riaffermano la propria presenza con il quarto disco Itami (parola giapponese che significa “dolore”). La formula impiegata nelle dieci tracce riprende quanto conoscevamo della band bresciana, che imbraccia un rock alternativo inzuppato di emo ma rivolto a un pubblico non di nicchia: trascinanti, emotivi, decisi senza mai risultare oscuri o duri, melodici eppure mai smaccatamente pop, di facile presa ma non per questo vuoti di contenuto. Forse mancano pezzoni, se si esclude Male cane, ma è un disco che si regge in piedi senza stampelle e conferma la validità della band, nonché della scena di cui rappresentano un carburante importante (lo testimoniano diverse band che sembrano seguire la loro scia). [Simone De Lorenzi]
The Light Drown – Manifesto
(Garbo Dischi, 21 marzo 2025)
Album d’esordio per i The Light Drown, formazione romana che si inserisce nella scena alternative rock a gamba tesa con una direzione chiara in testa e qualità da vendere. Sotto la vigile produzione di Divi dei Ministri il trio sforna otto tracce introspettive e intense – loro si etichettano senza paura come emo/dark wave – che vengono sferzate da una sensibilità più aggressiva tipica del rock alternativo nostrano. E i risultati migliori pare trovarli laddove spingono il pedale sull’acceleratore (come in Per me, azzeccatissimo singolo d’esordio). Ma anche rallentare e prendersi il tempo per riflettere ha un suo senso: nelle loro parole trovano posto l’alienazione e la sconfitta, il tentativo di reagire e di trovare un posto all’interno del disorientamento provocato dal mondo contemporaneo. [Simone De Lorenzi]
Naska – Milanconia
(Thamsanqa, 21 marzo 2025)
Testa o croce? Il Diegone nazionale ritorna in tutto il suo fascino da poeta maledetto: Milanconia è un EP che punta su uno dei due lati della medaglia indossata usualmente dall’artista marchigiano (ma ormai milanese d’adozione e di spirito) nei suoi precedenti lavori Rebel, La mia stanza e il più recente The Freak Show. Il lato in questione, come suggerisce il titolo, è quello malinconico, affettuoso e lacrimoso. Le nuove canzoni (Ho smesso di essere un ragazzo a 18 anni, Milano, Non aspettarmi, Sex toys) incontrano le aspettative, ma non aggiungono nulla di più stravolgente rispetto a quanto abbiano già fatto pezzi come Horror o Cattiva. Completano la tracklist la cover di Guarda che luna di Fred Buscaglione – omaggio al papà – e la versione acustica di Piccolo, chicche buone solo a movimentare la tracklist. E il lavoro sarebbe quasi monotematico e monostilistico, se all’ultimo non intervenisse Quando sarò morto, traccia che intraprende un inevitabile featuring con J-Ax a sconvolgere il mood di tutto il disco, avvicinandosi alle atmosfere alcoliche e cazzare di pezzi come The Pub Song. Come The Freak Show, un EP in gran parte dimenticabile. [Simone De Lorenzi]
Eugenio in Via Di Gioia – L’amore è tutto
(Woodworm, 21 marzo 2025)
Gli Eugenio in Via Di Gioia, negli anni, sono riusciti a creare quasi un loro mondo a parte, ma molto ancorato a quello reale: se non utopico certo positivo, dove i confini non esistono e la fratellanza è l’unica regola da seguire. Un mondo spesso ballabile, ma non con l’ingenua allegria hippy di un Jovanotti: dietro l’apparente buonismo di sentimenti della band troviamo invece la ricerca di una genuina cura per sopravvivere a quanto ci crolla attorno. Questo vale anche per L’amore è tutto, quinto album della band torinese: nell’accompagnarci ad affrontare l’alienazione della vita adulta, gli Eugenio vogliono risvegliare l’inner child dentro di noi, “milanesi che non parlan di soldi perché hanno tempo da perdere”. Un disco che non deluderà i fan del gruppo. [Simone De Lorenzi]
Human Deception – Mortals
(self-released, 21 marzo 2025)
Primo album per gli Human Deception, dopo l’EP d’esordio Chasm of Desire (2022). La band milanese in questi anni è diventata sempre più acclamata all’interno della scena melodic deathcore, celebre specialmente e quasi paradossalmente all’estero. Non sorprende allora di trovare in Mortals anche ospiti da band stimate della scena internazionale come Carcosa e She Must Burn, oltre ai connazionali Defamed e Sharks in Your Mouth. La produzione pulitissima, che perfeziona il connubio tra sonorità sinfoniche e metal pestato, fa il resto. Un risultato che giustifica le numerose partecipazioni al We Are Deathcore e le aperture live ad artisti fondamentali del genere. [Simone De Lorenzi]
Garda 1990 – Forevermore Segreti
(La Tempesta Dischi, 4 aprile 2025)
Dopo alcuni anni di silenzio discografico, i Garda 1990 tornano con un nuovo album per La Tempesta Dischi. I brani sono nove e pescano a piene mani dall’emo, risultando in questo abbastanza fedeli agli intenti e alle sonorità che il gruppo ha sempre perseguito. Le influenze sono sia quelle dell’emo revival dei primi anni 2010 che quelle dell’emo underground all’italiana, il cantato è nella nostra lingua come si usa di questi tempi, i ritornelli forse non immediatamente memorabili ma questa è quasi una caratteristica intrinseca di questo modo di fare emo, che punta più sull’intensità emotiva delle chitarre che sulla melodia.
EraNera – EraNera
(Pan Music Records, 28 febbraio 2025)
Album d’esordio self titled per gli EraNera, che arriva a qualche anno di distanza dalla loro prima pubblicazione. La band di Rozzano, che naviga tra alternative rock graffiato e sporco, punk e grunge, raccoglie sostanzialmente i singoli usciti in precedenza, aggiungendoci la versione acustica di Cadorna. Le tematiche del disco vanno a combattere l’alienazione della quotidianità, senza tralasciare una bella invettiva all’industria musicale odierna (La musica in Italia mi fa cagare); ma gli EraNera sono capaci di inserire anche elementi di dolcezza come in Ogni parte di te e Fumo l’ultima. [Simone De Lorenzi]
PGA – The Kids Aren’t Alright
(Rude Records, 28 febbraio 2025)
Riprendendo il titolo di un famoso pezzo degli Offspring, ritorna a distanza di nove anni il collettivo Punk Goes Acoustic per il quarto capitolo del progetto benefico di cover unplugged. Ben ventitré pezzi che spaziano da anthem storici, stranieri e italiani, degli anni Novanta (Misfits, Pennywise, Bad Religion; CCCP, Prozac+, PornoRiviste) e release più recenti (Bull Brigade), esteri e italiani, da parte di artisti anche qua molto variegati per background, età anagrafica e stile di punk affrontato – senza peraltro disdegnare il pop punk oppure artisti mainstream come i Paramore. La compilation esce per Rude Records con la solita cura di Andrea Rock e tutto il ricavato del disco sarà destinato a finanziare la no profit L’isola che non c’è, che favorisce l’inclusione di persone con disabilità attraverso attività artistiche. [Simone De Lorenzi]
Puoi leggere tutte le nostre recensioni a questa pagina.
