Che al mercato La Sad comprò: i featuring nel pop punk italiano

La Sad e Naska
Foto di Onofrio Petronella

 

Tra gli effetti collaterali del nuovo revival pop punk – anche se ormai sono cinque anni che lo chiamiamo “nuovo” – c’è anche la forte contaminazione con altri generi, rap e pop soprattutto. E insieme a questo fenomeno la pratica dei featuring, ora utilizzata in maniera massiccia. In particolare, tra 2023 e 2024 abbiamo assistito a una rotazione dei soliti nomi: mossa commerciale o frutto di una stima reciproca genuina?

Se è vero che nei tempi passati i poppunkers in Italia hanno ricercato volentieri collaborazioni con artisti stranieri, di recente si sono accorti che anche i compatrioti possono essere un buon terreno da sfruttare. Sarà che sono cambiati i tempi? C’entra la ricerca di nuovi follower che vadano a ingrossare le file dei famigerati ascoltatori mensili? Tra l’hype del post in collaborazione e il tentativo di influenzare algoritmi e playlist, quanto ci sia di umano e quanto di artificiale non è dato sapere. Ma vediamo qualche esempio.

I featuring nel pop punk mainstream (e dintorni)

Il nome che ricorre più volte è naturalmente quello de La Sad, che nel disco Odio La Sad ospita sei artisti: tra questi troviamo il principe Diego Naska (Summersad 4), Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari (Maledetta vita; ma se vogliamo anche, come deus ex machina del periodo sadremese, Autodistruttivo), gli Articolo 31 (Goodbye) e Rose Villain (Non lo sai).

Chi sui featuring ha costruito un intero album sono i Finley, che nel Pogo Mixtape collezionano ben 14 collab. Ci troviamo nuovamente Rose Villain (Killer), Naska (Porno), J-Ax (qua senza DJ Jad in Goonies), mentre le new entry sono rappresentate dalle Bambole di Pezza (Blockbuster) – che a loro volta, nell’album Wanted, hanno ospitato proprio J-Ax in Cresciuti male ­–, e dai dAri (Perdonaci) che con Theø, Plant e Fiks hanno alle spalle il remix di Wale. Per finire c’è Divi dei Ministri (F.A.Q.), che comparirà anche in Pagine con le Bambole di Pezza. Le quali, nella title track Wanted, si alleano con Jack Out, che ritroveremo.

Switchando leggermente il genere (ma mi perdonerete, visto che Domani smetto era più pop punk di molte altre cose che oggi si professano tali) gli Articolo 31 in Protomaranza ricambiano La Sad con La fiera del cringe e vedono i PTN in Non finisce mai (la scuola). E occorre, per completezza verso il notaio, segnalare anche altri abbinamenti decisamente più comuni nel panorama pop rap. Uno di questi incroci coinvolge il rapper Guè, che compare sia con gli Articolo (Nel drink) sia nella hit estiva Come un tuono insieme a Rose Villain; un altro vede J-Ax collaborare in Madonna di Campiglio insieme a Ludwig e DJ Matrix, che hanno entrambi precedenti con i Finley: il primo in A me piace il punk rock e il secondo nella trashissima operazione nostalgia Rifarei tutto quanto.

I featuring nel pop punk (più o meno) di nicchia

Riprendiamo i dAri, che fanno da ponte verso scene meno frequentate: in Amore splatter (red side) di Ëgo i creatori di Wale collaborano su Odio tutto, odio tutti; ma dentro l’EP troviamo anche “il Corvo” Decrow in Cereali. Che a sua volta ha un feat con – l’abbiamo detto che sarebbe tornato – Jack Out (ReadyToDie). Il quale – oltre, ovviamente, a collaborare con La Sad nel 2022 (Addio) – ha firmato singoli con Sunset Radio (Va bene lo stesso) e WEL (Direzione, insieme a Moka). Non poteva allora mancare la riuscitissima collab proprio tra queste ultime due band (Oggi no).

Ripartiamo da Amore splatter (red side), dove troviamo Ëgo proprio con Moka (Marijuana). Lo stesso Moka che duetta con Jack Out in Country Life. Il quale ha collaborato su Dead or Alive con IN6N. Che non solo ha confezionato Lake Placid insieme a Decrow, ma anche N.D.X.S. e Come stai? insieme a xDiemondx (sì, quello di Settembre con Naska del lontano 2020…). Per chiudere (?) il cerchio, anche Ëgo non si sottrae a un feat. con Jack Out (Dolls Kill). Ma squadra che vince non si cambia e allora ecco il trio Ëgo-Jack Out-Decrow in Shawty – brano di cui è anche apparso un remix a cura del re di Emo Night Loob.

I dAri, lo abbiamo visto, guardano in alto e guardano in basso, non disdegnando comparsate con nomi minori della scena come Mr. Zame e Ugo (Kinky); un duo che tra gli amici di Il primo disco emosessuale invita Loob (Emosex Party). Il DJ più punx d’Italia lo ritroviamo qua e là, ad esempio in Numeri di Jack Out e dAri. Ma a questo punto ho perso la pazienza e sento che sarà un lavoro impossibile da condurre a termine: incrociando le tracklist dei vari album ed EP ritroviamo altri nomi ricorrenti: $uicide Gvng, Yans, Fulgur, Kunai… ma la cosa non ci sorprende perché abbiamo da tempo sconfinato nell’emo trap.

Alla fiera del cringe?

Okay, questo sottotitolo è puro ragebait: ma non potevo lasciarmi sfuggire il gioco di parole con la canzone della Sad 31. Oddio, qualcosa di cringe in effetti c’è. Ma non è questa la sede per argomentare.

Insomma, è un gran casino. E ho preso in considerazione solamente i featuring pop punk ricambiati o quelli tra cui si può intravedere una rete di relazioni diretta. Se dovessimo risalire fino ai famosi sei gradi di separazione non finiremmo più (i feat. dei WEL con The Last Confidence, Silly Sam e Øjne; quelli dei Lost con i dAri e Millefiori; Divi che collabora con i Rovere e così via).

Vedendo i nomi e conoscendo i personaggi, comunque, sembrerebbe che queste collaborazioni sorgano come spontanee attestazioni di amicizia, umana ancora prima che artistica. Almeno nel piccolo. Lasciamo il seme del dubbio su alcune operazioni più grandicelle e a favore di stream. La cosa carina, comunque, è che ai rispettivi live si ospitano a vicenda spesso e volentieri e questo ci fa sorridere. Non sappiamo come andrà a finire, ma è molto probabile che il trend non si esaurirà a breve. E verrà il gatto, che si mangerà il topo, che per due soldi…

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