Tina Platone, Sisto, Alicechi: le recensioni dei singoli italiani

Tina Platone
Tina Platone – Impulsi elettrici

A qualche settimana dal suo ultimo brano Luna d’arancia, Tina Platone torna con un secondo singolo intitolato Impulsi elettrici per l’etichetta Triginta. Si tratta di un brano fortemente elettronico, ma non nel versante tamarro del termine; Tina si muove su binari più sperimentali, a tratti minimali, giocando con linee vocali non convenzionali, cambi di scenario inaspettati (come quando ti aspetteresti l’esplosione di un ritornello scatenato e invece parte un chorus allucinato e ipnotico) e sonorità alogene. Il pezzo è presentato come “un dramma sexy, un ballo nella psiche tra i pensieri tristi di giornate no e quelli delle profonde epifanie che si manifestano nel dolore”, e ci pare la descrizione perfetta -e anche un po’ poetica- per una canzone fuori dagli schemi convenzionali che non vuole però rinunciare a farsi apprezzare dalla platea più ampia possibile.

Manicas – Lilium

Primo singolo per il nuovo album dei Manicas Posh Punk. Un bel brano synthpop con sfumature anni ’90 ma fortemente attuale sia a livello espressivo che nelle tematiche. L’arrangiamento curato e l’energia un po’ punk del brano rendono il prodotto efficace e orecchiabile, senza eccedere nella musica alternativa ma distaccandosi anche dal macromondo indie. In Lilium poi troviamo un’atmosfera bolognese che rende il tutto molto divertente. Un po’ come un drink al bar, in una sera d’estate con la città vuota e sonnolenta.

Sisto – Cara

Dopo il viaggio ad Amsterdam, Sisto si rivolge alla sua Cara per il nuovo brano, dal forte sapore anni ’80 nell’arrangiamento e in particolare nei synth. Con vocals che ricordano un pochino il cantato di Nek (prendetelo come preferite), Sisto presenta una canzone abbastanza accattivante nel suo incedere, che forse non sembra esattamente all’ultimo grido in termini di sonorità o di produzione ma che prende ed è pure piuttosto ritmata. “Come diceva Battisti tutto deriva dalla paura di innamorarsi troppo per cui nella vita non è mai il caso di farsi grosse illusioni. A volte è bello però lasciarsi cullare dalla fanciullesca incoscienza e credere che certi momenti o storie possano durare per sempre”, spiega l’artista marchigiano.

Tanarà & Roxy – Cocktail d’amore

L’unione di Tanarà e Roxy ci regala questo brano intitolato Cocktail d’amore, che è un pezzo di musica elettronica con un ritornello più pop e orecchiabile. La canzone “racconta di una storia d’amore tossica di due ragazzi che si stavano per suicidare ma poi si guardano negli occhi e si innamorano riscoprendo la vita”, ma a un argomento potenzialmente carino non corrisponde affatto un bel brano: i vocals sono abbastanza tremendi, sia quelli di Tanarà (che non sembrano per nulla convinti e necessiterebbero di lavoro tanto in quanto a tecnica come in fase di produzione) sia quelli di Roxy che al contrario appaiono fin troppo prodotti e “finti”; la musica tunz tunz delle strofe è difficilmente sopportabile, e la musicalità del ritornello non basta per salvare la situazione. Un pezzo veramente trash, ma probabilmente gli autori ne sono consapevoli, o quantomeno ce lo auguriamo.

Xcorsi – Il mondo crolla

Ci sono Xdono e Xverso di Tiziano Ferro, e ci sono i Xcorsi che però sono una band di Verona. In giro dal 2008, hanno pubblicato l’ultimo disco, Equilibrio, nel 2020, e ora tornano con questo singolo intitolato Il mondo crolla. Si tratta di una ballad pop rock molto in stile Negramaro, sia per la musica che per il cantato molto arioso e appassionato. Non troppo originale, ma comunque dalle sonorità apprezzabili, è un brano che parla “di quel frammento di vita in cui ci rendiamo conto che avere qualcuno di importante al nostro fianco ci permette di rialzarci, nonostante tutto attorno stia crollando”.

Alicechi – Acquarelli

Dopo Cuore acerbo, l’artista ligure Alicechi torna con un nuovo singolo intitolato Acquarelli, fuori per Aurora Dischi. La canzone prende spunto tanto dall’itpop più recente quanto dall’R’n’B, e in realtà sono proprio gli elementi più affini a quest’ultimo genere quelli che danno la miglior spinta al brano -principalmente perché l’indie ha un po’ stancato. Il brano è comunque molto gradevole, e ci ricorda un pochino le sonorità di Cecilia, artista che noi apprezziamo parecchio. “Parla di me e della confusione che spesso mi perseguita, e con confusione intendo quel flusso di pensieri che è difficile frenare”, dice Alicechi a proposito di Acquarelli.

Andrea Mingione – È tutto un déjà vu

Ritroviamo Andrea Mingione a qualche mese dal suo convincente e minimale singolo Fuori città. Ahinoi, lo ritroviamo con questo pezzo, È tutto un déjà vu, che è un brano dance da discoteca poco minimale e decisamente poco introspettivo: ispirato da un weekend foris portas in cui tutto quello che ha fatto (ovvero le classiche cose da “notte da leoni” nel club) gli è sembrato -appunto- un déjà vu, ha tirato fuori questo pezzo piuttosto reminiscente dei classiconi dance anni ’90, dove la parte musicale è gradevole ma derivativa e il testo senz’altro trascurabile.

Ciano – Mimose

Ciano ci presenta il suo nuovo singolo Mimose, terza proposta dopo i due brani Tempo perso e Scelgo te dello scorso anno.  Si tratta di una leggera canzone pop, non troppo lontana dalla sensibilità indie/itpop contemporanea ma meno fastidiosa, e peraltro non particolarmente autocelebrativa visto il testo in cui l’artista spiega di essere visto come uno spacciatore o un pornoattore (dai genitori della ragazza a cui il brano è dedicato) e promette legnate alla sua tipa -per chiarire: dopo c’è uno svolgimento.“Mimose è un mazzolin di sentimenti buoni e spontanei, prepotenti, incontrollabili e vivaci, perché l’amore è così: sentimento libero ed emozionante; ma anche un accecante senso di protezione che distorce il modo di leggere cose e persone”, dice Ciano.

Daniele Signanini – Vita da scendere

“C’è ancora un’altra storia” per Daniele Signanini, per citare il titolo del suo primo singolo: l’artista lunigianese torna con un nuovo brano intitolato Vita da scendere, frutto della collaborazione con l’etichetta Musicantiere. Su questa canzone Daniele propone sonorità che si situano fra la musica leggera della tradizione italiana e il pop rock (lui cita Negramaro e Marco Masini come riferimenti), con un ritornello dove l’artista mette in mostra le proprie doti vocali e che è -inevitabilmente- il pezzo forte del brano. “Ho voluto mandare a una persona molto importante ma che mi ha profondamente deluso un messaggio di augurio di una vita buona e piena di felicità”, spiega Daniele a proposito del significato della canzone.

Domani Martina – Simone

I Domani Martina sono nati nel 2020 e per essere agli esordi sembrano avere le idee ben chiare: portano sulle scene un pop-rock di stampo brit ma adattato per il panorama nostrano. La nuova canzone Simone comincia leggera, ma poi il rock irrompe con le sue chitarre distorte e i ritornelli energici, sempre mantenendo un profilo baldanzoso. È un sound fresco ma potente al tempo stesso, che mi ha ricordato un gruppo di Parma, i Musicanti di Grema: indie ma non fino in fondo e con delle componenti che sembrano attingere al folk pop. Molto bello il concept del testo, per cui Simone è “un supereroe abitudinario che ad un certo punto si perde e perdendosi trova la felicità”. In fondo vorremmo essere un po’ tutti Simone. [Simone De Lorenzi]

Domenico Di Puorto – Bolle di sapone

L’estate 2022 oltre a svariate calamità ci porta anche il “flamenbachaton”, ovvero un mix di bachata, reggaeton e flamenco. E se già dal nome vi sembra una disgrazia, avete probabilmente ragione, anche se il brano che ci viene portato a esempio di questo nuovo genere, ovvero questa Bolle di sapone di Domenico Di Puorto (che avevamo peraltro già visto all’opera lo scorso anno con la sua Tutto è perfetto), non è alla fine così tremendo e fastidioso come prometteva di essere. Intendiamoci, parliamo di una canzone latineggiante con testo stile “festa, drink, balliamo, mare” e ambizioni da hit estiva da spiaggia, quindi non è che possiamo farne un panegirico, ma tutto sommato, alla fin fine, quelle chitarre da flamenco salvano in calcio d’angolo il pezzo facendolo diventare una canzone appena tollerabile in questo clima già caldo di suo.

Human Deception feat. Alice Grupallo – Originally, It Was One

Il deathcore melodico degli Human Deception tenta di intraprendere strade leggermente diverse nel nuovo singolo Originally, It Was One. Complice la collaborazione della vocalist Alice Grupallo (Atwood, Delirant Chaotic Sound) vengono valorizzate le componenti melodiche e dal sapore più intimo e malinconico: l’intreccio di questa voce morbida si sposa bene con l’aggressività del frontman senza intaccare il tono epico del brano – che tematicamente contribuisce a proseguire la saga faustiana cominciata in precedenza. Che bello quando i gruppi che fanno solo scream si concedono anche dei vocals puliti. [Simone De Lorenzi]

Jesse Bla – Non lo so

Terzo singolo per Jesse Bla ma primo di questo 2022. Non lo so è un pezzo decisamente ispirato dal pop punk anni 2000 dei Blink (na na na compresi, che però qui diventano simpaticamente “no no no”), e ovviamente anche dalla sua versione revamped che ci fa trangugiare Machine Gun Kelly insieme ai suoi emuli. Le chitarre, va detto, qui lasciano più che volentieri spazio a un synth, ma non se ne sente nemmeno troppo la mancanza; segno forse di quanto questa nuova wave ci abbia abituati alla contaminazione con trap e simili. Con vocals leggermente meno in primo piano nel mix, sarebbe un pezzo perfetto per inserirsi nell’ondata contemporanea (ma anche così tutto sommato può funzionare, tanto in Italia siamo abituati).

Luman – Vieni con me

“Vieni con me, ti porterò lontano perché…” Ah, no. Qui si sta parlando di una canzone totalmente diversa, non tanto per il titolo ma per le sonorità che ci propone Luman sul suo nuovo brano. Lontano dalla dance estiva di Paps & Skar, la sua Vieni con me è una ballad che prende decisamente spunto dalla musica leggera italiana, con un pianoforte delicato e una chitarra in sottofondo a dare il ritmo agli arrangiamenti. La voce di Luman è particolare; può non piacere sia per il timbro che per l’interpretazione un po’ sopra le righe, ma almeno si stacca dalla massa di voci indie pop tutte simili e indistinguibili.


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Una risposta

  1. 6 Luglio 2022

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