Claudym, Parigi, Silly Sam: le recensioni dei singoli italiani

Claudym
Claudym – Una serie di sfortunati eventi

Altra aggiunta al disco Incidenti di percorso per Claudym, che lo scorso mese aveva già inserito la canzone Complici alla tracklist dell’album. Il nuovo brano si chiama Una serie di sfortunati eventi ed elenca, appunto, una serie di sfortunati eventi, come passare sotto le scale, adottare gatti neri e rompere specchi, anche se l’evento più sfortunato di tutti è una relazione che non funziona proprio come dovrebbe. Il pezzo è stato scritto insieme a Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari e a Okgiorgio, ed è un brano pop tranquillo e delicato pur con la produzione ricca che contraddistingue sempre i brani di Claudym. Una chitarra acustica morbida accompagna le strofe, mentre l’elettronica spinge sull’acceleratore nel ritornello, per un brano che magari non supera i pezzi migliori di Incidenti di percorso, ma che si aggiunge con efficacia alle tracce del disco.

Molla – Sandy Marton

Oltre a produrre praticamente qualsiasi artista sia nato tra Foggia e il Salento, Molla trova anche il tempo di scrivere canzoni per il proprio progetto. L’ultima si chiama Sandy Marton, come l’hitmaker croato anni ’80 (quello di People from Ibiza, se ve lo steste chiedendo), ed è un pezzo pop leggero, fresco ed estivo, di stampo prettamente indie o itpop, come del resto molte delle produzioni altrui a cui Molla mette mano.

Parigi – Three Summers Ago

Dopo l’uscita dell’EP d’esordio Ready for Nothing dello scorso anno, tornano i Parigi da Viserba. In Three Summers Ago pop punk ed emo si mescolano alla perfezione a costruire una canzone che dà quelle vibes nostalgiche di estati finite ancora prima di iniziare. I The Wonder Years della Romagna ci regalano un singolo estivo nell’accezione buona (non-reggaetoniana) del termine, riconfermando le impressioni positive che avevamo avute dal primo lavoro. [Simone De Lorenzi]

Silly Sam – IPOCRITA!

Silly Sam è sempre pronto a mostrarci lati nuovi di sé ed ecco arrivare Hardcore Sam: la nuova IPOCRITA! infatti si consuma in 48 secondi di punk rock spedito, pestato e cattivo. Il brano è l’altro lato della medaglia di Non morirò per te, assieme al quale va a costituire un mini EP (o meglio, sarebbe il lato B di un singolo, ma parlare di singoli nel 2024 è ambiguo e confusionario): se lì il protagonista si scagliava contro la sua lei tossica, adesso – in un moto di invidiabile onestà intellettuale – è lei a prendere la parola e a dire la sua, in modo secco e incisivo, breve ma non per questo meno efficace. Il risultato ha un po’ il sapore che aveva avuto F**k the Wrld de La Sad, ma se le tre Superchicche l’avevano confezionata giusto per dimostrare ai detrattori di saper fare “vero punk”, Sam e compagni si lanciano in un esperimento molto più genuino. [Simone De Lorenzi]

Antonio Spenillo – Sopra l’astronave

Antonio Spenillo anticipa il suo nuovo album Quello che resta, scritto a quattro mani con il fratello Mauro, con un singolo intitolato Sopra l’astronave. Si tratta di un brano pop con sonorità e arrangiamenti jazzistici e pure un pochino R&B, e un cantato retro che ripesca melodie anni ’80 della musica leggera italiana. L’artista descrive il brano come “un viaggio sopra l’astronave per ritrovare sé stessi e ciò che conta davvero: i sentimenti, unica benzina per rimanere vivi”. Nonostante il plot twist finale che non possiamo forse propriamente definire allegro, il pezzo mantiene un’aura leggera e positiva che non può che instillare sensazioni di rilassatezza e di benessere nell’ascoltatore.

Enrico Brizzi & The Perfect Cousins – Archivio magnetico

Ennesima veste declamatoria-cantautoriale per lo scrittore Enrico Brizzi, che dopo la recente messa in musica del romanzo Bastogne insieme a Yuguerra, torna ai microfoni per la rendition musicata del suo libro d’esordio, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, del quale ricorrono i trent’anni dalla pubblicazione. La traccia che anticipa l’album – versione in studio di un reading che porterà in tour dalla fine di agosto – richiama l’iconico “Archivio magnetico del signor Alex D.” nel quale il protagonista metteva a nudo i suoi pensieri ed è la trasposizione in spoken word, cullata da melodie rock, della Intro del romanzo: “presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio…”. Cinebrivido. [Simone De Lorenzi]

Giambo Riot – Calice nero

Nuovo singolo per Giambo Riot, che ritorna ai microfoni con Calice nero. Il pezzo si immette nella scia del pop punk più recente, ma riuscendo a rimanere dentro i confini dell’originalità senza cedere a derive emo-trap. In apertura della traccia fa la sua comparsa anche una felice conoscenza del giro pop punk: Marco Cosentino, frontman dei The Last Confidence, che rinsalda il legame tra vecchia e nuova scena. Due minuti secchi per una traccia che fa il suo senza esagerare. [Simone De Lorenzi]

Fight for Four – The Showdown

I Fight for Four sono un duo (ma che vale per quattro evidentemente, almeno quando combatte) veronese, e da poco la lineup è stata modificata con l’ingresso della nuova cantante Marta. Il primo risultato è questo singolo intitolato The Showdown, che si aggira su movenze cadenzate, lungo le direttrici di un pop elettronico ed etereo molto piacevole a sentirsi. Migliorabile la pronuncia inglese di Marta, ma il pezzo è orecchiabile e ben ritmato.

Jhonny Cannuccia – L’alba dei quarantenni

“Lo abbiamo aspettato a lungo”, come diceva la voce che introduceva il mitico Spitty Cash. Eh, sì, perché del solitamente piuttosto prolifico Jhonny Cannuccia non avevamo notizie ormai dallo scorso anno, quando era uscita Come una fenice. Ora il buon Jhonny torna giusto in tempo per le vacanze estive con questo singolo intitolato L’alba dei quarantenni, un pezzo rappato che però musicalmente ha un piglio decisamente più rock. Una specie di J-Ax dell’underground insomma, anche per il testo un po’ scanzonato. “Sono arrivato ai 40, non sono assolutamente spaventato, anzi sono sempre più convinto che voglio fare ancora casino, perché in fondo addosso mi sento vent’anni”, dice Jhonny.

NapstaMind – Rovi

Primo singolo tratto dal nuovo album, fuori a fine estate stando a quanto ci dicono, per i NapstaMind. Rovi è un pezzo alternative rock con influenze mutuate anche dal post-grunge e un riff di chitarra che non avrebbe sfigurato sui primi dischi dei Velvet Underground. Il cantato è in italiano e fa decisamente italiano (immaginatevi Le Vibrazioni dark e incattivite), cantando un testo “che descrive un rapporto sempre più distante e impossibile”.


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