Gli album italiani: Milanosport, Claudym, Nepobaby & more

Milanosport Concrete copertina

Milanosport – Concrete

(Factory Flaws, 15 marzo 2024)

I Milanosport nascevano come band punk ‘n roll: canzoni veloci, ritmi serrati, tanta energia sul palco e in cuffia. Col passare dei mesi la band si è sviluppata, ha trovato casa sotto l’etichetta Factory Flaws, sempre attenta a tutto quello che di interessante si muove nell’underground italiano, ed è ora pronta per il suo primo grande passo, ovvero la pubblicazione dell’album di debutto Concrete. Il disco vede nove brani che esplorano il rock del 2024 un po’ in tutte le direzioni: ci sono ovviamente parecchie influenze derivate dal post-punk, genere che ha spadroneggiato negli ultimi cinque o sei anni in giro per il mondo; ma ci sono anche ritmi più cadenzati in buona parte dei brani, più vicini all’indie rock e al rock alternativo, così come in alcuni casi si sconfina in altro, si veda Genau che è una canzone pop in tedesco, romantica e affusolata, o la strana sperimentazione di Sushi. I Milanosport sono più “artistici” di come li avevamo conosciuti agli esordi, ma Concrete non è un album velleitario o pretenzioso; è al contrario un disco stimolante che presenta un gruppo italiano con ambizioni assolutamente internazionali.


Claudym – Incidenti di percorso

(Island Records, 7 marzo 2024)

Dopo una badilata di singoli e il bell’EP Un-Popular del 2022, Claudym ci regala finalmente il suo primo vero disco full length, dal nome Incidenti di percorso e fuori per la major Island Records. Di questo disco conoscevamo già metà della tracklist, ma l’altra metà dei brani ci regala qualche piccola sorpresa che rende l’ascolto vivace. L’artista milanese sembra aver voluto seguire un paio di direzioni: da una parte, il disco fa una panoramica delle varie sonorità che Claudym ha esplorato nel corso degli anni, e abbiamo così ad esempio un brano come Blahx4 che suona un po’ alla Billie Eilish come era stato per il singolo Nightmare, o Cose che si dicono che pare un pezzo tratto direttamente dalla tracklist di Un-Popular; dall’altra parte Claudym adotta l’approccio più pop che l’abbiamo finora sentita avere, perdendo un pochino di quella stranezza che la rendeva un unicum nel panorama musicale italiano ma senza snaturarsi: Ragioni sbagliate è un classico pezzo pop che magari avremmo potuto sentire anche da altri artisti, mentre Più di così è direttamente un brano sanremese per sonorità e specialmente melodie. Nel mezzo, c’è spazio anche per due scatenati club bangerz come Trigger e Uomini alfa che sono tanto esaltanti quanto fastidiose (e lo fanno apposta, basti vedere la parte finale di Uomini alfa), e pure un brano alla Britney Spears quale Una settimana da Dio. Tutto questo fa di Incidenti di percorso un disco eterogeneo e vario, un ascolto divertente che potrebbe davvero piacere a chiunque cerchi una mezz’oretta di svago con della musica leggera ma fatta bene e alternativa alle solite proposte da radio mainstream.


Nepobaby – Greatest Hits

(self-released, 8 marzo 2024)

Nepobaby è l’ironico nome del duo formato da Benedetta Raina e Alessandro Vanossi, che giurano comunque di non essere davvero dei nepo baby anche se non siamo in grado di confermare indipendentemente quest’informazione. I due di base a Milano partono già subito con un EP d’esordio intitolato Greatest Hits, un po’ come avevano fatto i Remo Drive (e ai Nepobaby auguriamo di non replicare l’infausta traiettoria del gruppo americano, il cui album Greatest Hits è risultato poi essere davvero un greatest hits alla luce dei terribili album successivi). Sono cinque canzoni che ci dicono che ai Nepobaby piacciono parecchio le Boygenius e in particolare Phoebe Bridgers (ci sono similitudini a nostro parere innegabili fra la loro canzone Dear Paul e Savior Complex di Phoebe Bridgers ad esempio), ma c’è anche un pezzo (My Favorite Word Is Maybe) che ammicca un pochino ai The 1975. L’EP è in generale buono: il sound è internazionale molto più che italiano, la produzione semplice ma calibrata bene, l’interpretazione dà la giusta passione; forse c’è qualche passaggio lento di troppo, e sicuramente i Nepobaby hanno bisogno di ulteriore rodaggio per scrivere pezzi che siano davvero memorabili, però la base di partenza ci sembra molto buona. E poi che bello sentire dei giovani italiani che decidono di cantare in inglese (anche se andrebbero ripassate le regole sull’inversione verbo-soggetto nelle interrogative indirette) a differenza della stragrande maggioranza di artisti che ormai cantano solo nella nostra lingua in quest’epoca di autarchia musicale.


Votto – Gli ultimi istanti delle nostre vite precedenti

(Non Ti Seguo Records, 22 marzo 2024)

Dopo un solo singolo (Il nastro di Möbius), i Votto escono con il loro secondo album intitolato Gli ultimi istanti delle nostre vite precedenti. I filosofi dello screamo cambiano abiti rispetto a Quindi noi sbagliando facemmo giusto, loro disco d’esordio, raggiungendo una nuova gradazione di nero, più scura della pece, percepibile esclusivamente attraverso l’udito. A partire da Fune di fuga, prima traccia dell’album, si coglie la maturazione dei Votto in una direzione più emo e aggressiva. La band piacentina disseziona il tema della paura, dentro e fuori da noi, specchiandosi con essa per capire fino a dove li definisce. La fobia è spesso raccontata come un parassita che si annida nel nostro corpo a nostra insaputa, alterando la nostra percezione, il nostro comportamento e omologando gli esseri umani in una stasi collettiva. La comunicazione può essere una via d’uscita, ma la distanza che creiamo per l’ansia di restarne feriti la rende a tratti impraticabile o, ancor peggio, lesiva. Dove non arrivano le parole arrivano però le chitarre, con fendenti ben più pesanti rispetto al primo disco, confermando una crescita organica che può traghettare i Votto lontano. Chissà, magari anche oltre confine.


Klaus’s Branch – Friendship & Wounds

(self-released, 29 marzo 2024)

 

Primo lavoro per i Klaus’s Branch che vengono da Pesaro e che hanno l’obiettivo di far rifiorire anche in Italia i gloriosissimi primi anni 2000. È evidente nei sette pezzi che compongono Friendship & Wounds, un disco veloce e tiratissimo fatto di canzoni brevi e dritte al punto, sulla scia dei grandi gruppi emo/post-hardcore che nascevano dalle parti di Long Island. La band sfodera dalla prima all’ultima canzone delle sgolate pazzesche che ci chiediamo come facciano questi ragazzi ad avere ancora delle corde vocali funzionanti, ma lo stesso si potrebbe probabilmente dire delle corde delle loro chitarre, che vengono tirate allo stremo delle forze. È un disco sù di giri, quasi estremo ed esasperato, e a noi piace davvero tanto per tutti i ricordi dei tempi andati a cui ci fa pensare.


Calma, Ora – Young Love

(self-released, 22 marzo 2024)

Abbiamo seguito in questi mesi le recenti uscite dei Calma, Ora, gruppo riminese nato fra le altre cose dalle ceneri dei Cucineremo Ciambelle. Il duo arriva ora al secondo EP, intitolato Young Love. Rispetto alle canzoni uscite nel corso del 2023, ci sono meno chitarre reverberate e influenze shoegaze/dream pop: la band ha infatti preferito orientarsi su un pop alternativo piuttosto rilassato e preso bene. Immaginatevi i Coldplay senza le produzioni multimilionarie. Come avevamo già avuto modo di scrivere, quei primi brani ci sembravano più caratteristici e forse anche semplicemente affini ai nostri personalissimi gusti, però è innegabile che i brani di Young Love siano positivi, ben ritmati e molto piacevoli da ascoltare.


Arianna Pasini – Verso una casa

(Brutture Moderne, 15 marzo 2024)

Se fino a oggi Arianna Pasini è stata una Spettatrice, degli altri e di sé, con Verso una casa, suo disco di debutto, l’artista ravennate è decisa a crearsi la sua strada. Il suo luogo ameno è al centro di sé, salda, non sospinta da venti corrotti di chi la vuole diversa o di chi semplicemente la vuole tutta per sé. Così da osservatrice diventa protagonista, di quelle con il passo felpato, ma non per ingannare il prossimo. Arianna è un’anima delicata che il terreno lo sfiora, non lo calpesta, come le corde della sua chitarra. Verso una casa ci regala dieci brani leggiadri e raffinati nella loro complessa semplicità; la sintesi perfetta: presentarsi a parole, conoscersi con la musica. Tra sonorità morbidissime e multiformi, evasioni jazz e una ricerca maniacale, il disco di Arianna Pasini suona live anche in cuffia, annullando l’esperienza di un ascolto distaccato. In un mondo che predilige sempre di più la sua forma digitale, Arianna si diletta con l’analogico. Il timbro organico, anche nelle transizioni lo-fi, di strumenti e voce rende la musica più reale che mai, pur immersa nell’iperrealtà dei nostri tempi. Verso una casa è un album onesto, come chi lo ha cantato: in bilico su un Burrone, salvata dai Giganti a Settembre, così da poter approfittare di questo nuovo Tempo da dividere con chi lo merita di più.


Five Sides – V

(TSCK Records, 1 marzo 2024)

V è il titolo del primo EP dei Five Sides, band romagnola che mette in mostra una certa passione per l’hard rock, con bei riff di chitarra all’americana, ritornelli orecchiabili, ritmi trascinanti e testi in italiano, che per questo genere possono essere una sorta di eccezione ma che si scopre suonano piuttosto bene -un po’ come se i The Darkness cantassero nella nostra lingua, per intenderci. Un discorso che vale per l’intero EP ma a maggior ragione per i primi tre pezzi, con gli ultimi due brani che prendono influenze e atmosfere anche molto anni 2000. Strano il testo di Coffee-Shop, molto più azzeccato e trascinante il testo (ma pure il sound) di BPPV, già ascoltata come singolo prima dell’uscita dell’EP; saltano all’occhio le durate dei brani, tutti molto lunghi, con una lunghezza che supera sempre i quattro minuti arrivando spesso anche vicino ai cinque: questa è una delle cose che ci hanno convinto meno del disco, con due o tre pezzi che forse avrebbero beneficiato di una piccola sfoltita verso il finale. Resta comunque un EP molto più che buono, fatto di pezzi melodici e facili all’ascolto anche per chi non bazzica solitamente i generi con le chitarre.


Filippo Cattaneo Ponzoni & Maelys – Magneti

(Futura Dischi, 22 marzo 2024)

Come due magneti, titolo del loro nuovo disco, Filippo Cattaneo Ponzoni e Maëlys si sono avvicinati in una collaborazione senza confini. Ne è nato un album che unisce i rispettivi mondi musicali, tra l’R&B di Filippo Cattaneo Ponzoni e le sonorità più delicate della cantautrice. Rivolgendosi alla loro generazione, ne cantano le difficoltà e i timori in un percorso scritto a quattro mani. Magneti scorre sulla pelle dell’ascoltatore lasciando un solco che tratteggia un percorso interiore, da intraprendere guidati da Filippo Cattaneo Ponzoni e Maëlys, che con delicatezza ne suggeriscono la destinazione.


Michael the Skillerz – Edga2 Allan Flow

(self-released, 19 gennaio 2024)

Secondo disco per Michael the Skillerz, che in questo Edga2 Allan Flow mette insieme dodici tracce rap. Tante le collaborazioni con amici rapper, presenti in ogni pezzo (a volte con più comparsate, come nel caso di Bella Espo e Veez), mentre a livello sonoro questa varietà è meno evidente: i brani seguono bene o male una stessa atmosfera e beat rigogliosi e pieni, con un flow piuttosto sciolto e cristallino che non pende verso le derive gangsta. “I pezzi più intimi sono solo un paio ed hanno lasciato spazio a delle melodie più fresche e meno cupe, a una scrittura più diretta e aggressiva, pur cercando di mantenere il livello di volgarità meno alto possibile”, dice Michael a proposito del disco.


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