Peaks!, Claudym, All You Can Hate: le recensioni dei singoli italiani

Peaks!
Peaks – Don’t Want to Be Like You

I Peaks tornano con un nuovo brano intitolato Don’t Want to Be Like You, che piazza il duo torinese su una dimensione decisamente più internazionale che italiana grazie all’approccio heavy e intriso di synth al rock alternativo. Un ritornello ripetitivo ma anche per questo piuttosto facile da ricordare contribuisce a fare di questo brano un ottimo pezzo rock moderno ed energico.

Claudio Clementi – Non è oggi

Un bel synth primaverile ci introduce in Non è oggi, il nuovo singolo di Claudio Clementi. L’artista della provincia romana propone un pezzo pop rock ritmato, fresco e orecchiabile, sia nello strumentale che nel cantato. Ci sono influenze dell’indie nostrano degli ultimi dieci anni, ma l’essenza del brano è molto più suonata e “rock”, e a questo contribuisce anche il giro di basso, che fa capolino in primo piano specialmente nel bridge. Il brano è “una riflessione agrodolce sul sentirsi costantemente fuori tempo massimo nella vita, mantenendo comunque una speranza accesa per il domani che ci attende”, dice Claudio.

Claudym – Complici

A due mesi dal suo album Incidenti di percorso, Claudym pubblica un’ulteriore traccia che nelle idee dell’artista va a sommarsi a quelle del disco, come fosse un’aggiunta postuma. Verosimilmente un B-side inizialmente non incluso nella tracklist ma che meritava comunque di vedere la luce del sole. In effetti ci sembra che Complici sia un pezzo qualitativamente in linea con quanto sentito su Incidenti di percorso: è un pezzo pop ritmato dal sound vagamente dark, moderatamente orecchiabile e ampiamente godibile; non cambierà probabilmente la carriera di Claudym, ma aiuta a far ballare un pochino di più.

Demonaco – Stavo pensando a te

Esistono ancora motivazioni reali, sentite, per cui fare una cover? Se lo chiedete a Demonaco la risposta è sì. Il brano che Demonaco ricuce secondo i suoi punti fermi è Stavo pensando a te, perla di Fabri Fibra uscita nell’ormai lontano 2017. L’artista di base a Bologna racconta di essere rimasto stregato dal brano al primo ascolto, una di quelle canzoni che entrano di diritto nella cartella preferiti, che ascolti più di 30 volte al giorno senza vergognartene perché sembra stia cercando di rivelarci qualcosa di noi. Stavo pensando a te è un brano che è rimasto particolarmente addosso a Demonaco, tanto da dover essere trasformato in qualcosa di più suo. Da qui nasce la cover in una chiave più soul, quasi come fosse registrata live, in cui le emozioni emanate da Demonaco viaggiano a fior di pelle. Il brano è accompagnato da una live session registrata nello storico LINK club di Bologna. Spegnete la luce, mettete play.

Luca Gemma – L’avventura

Torna Luca Gemma, con tutta la sua oscurità, reduce dalla pubblicazione del suo ultimo disco dal titolo Fantastiche visioni, con un progetto che ha dell’incredibile: il suo timbro più riconoscibile, le sue dilatazioni e il retaggio di un sound della scena rock degli anni Novanta, che oggi si fondono con l’opera immortale di Domenico Modugno. L’occasione per questo è arrivata a Luca alla fine del 2023, grazie a Sacre Radici, uno spettacolo della compagnia Koreoproject della coreografa e danzatrice Giorgia Maddamma, di cui Luca cura le musiche e le canzoni, suonandole in scena. Lo spettacolo sarà in giro per l’Italia per tutto il 2024. Nasce così questa versione bellissima, intensa e dolce-amara de L’avventura, un brano che è l’inizio di un progetto più ampio dove vedremo altri brani di Modugno, con la firma di Luca Gemma. Due cantautori che si scontrano e fondono quindi, in un risultato che ci accompagna per mano come in una assolata domenica pomeriggio, come quando non vediamo l’orizzonte, confusi e accecati da questo sole del sud, che noi a Milano conosciamo solo per sentito dire, che Luca Gemma ha voluto riportarci, con quella confusione e voltastomaco intenso e viscerale, di quando stiamo male per aver visto (o sentito!) qualcosa di bellissimo, come L’avventura di Antonioni, come L’avventura di Luca Gemma.

M Experience – Caduta libera

Nuovo singolo per gli M Experience, noti anche come il follower numero 2000 di Booklet Magazine su Instagram. La band aveva pubblicato il brano Usa e getta a marzo, e torna ora con Caduta libera che è un pezzo pop punk che ci fa molto pensare allo stile recente degli WEL / Why Everyone Left, cantato in italiano compreso: ritornello iper-orecchiabile, chitarre melodiche, atmosfere da fingerpointing e crowdsurfing. Il sound che ci piace insomma.

Massimo Palmiro – Con permesso

Secondo singolo per Massimo Palmiro, che con Con permesso continua ad anticipare il proprio EP d’esordio Sabbia in arrivo a giugno. Rispetto a Mi annoio subito che aveva ritmi quasi frenetici nel cantato, Con permesso è un brano più spazioso e ragionato: il cantato si fa quasi nostalgico e a tratti sussurrato, il sound ha un piglio maggiormente rock, e c’è un ritornello molto indie da anni 2010 italiani. Nel complesso ci sembra che questo brano sia più orecchiabile e radiofonico rispetto al primo singolo pubblicato, e questo non è certamente un male.

Sintesi – Silenzio

Già vincitrice di un’edizione del Festival di Castrocaro, Sintesi presenta il suo nuovo singolo Silenzio, in uscita per l’etichetta Musicantiere. Si tratta di un brano pop dalle caratteristiche suonate, vicine alla musica leggera italiana e con delle strofe che si avvicinano quasi (quasi, eh) al rappato, ma il ritornello molto melodico e orecchiabile alleggerisce le sfumature di una canzone dal potenziale radiofonico.

Vernise – Punti luce

Singolo d’esordio per Vernise, artista pugliese stranamente non prodotta dall’onnipresente Molla. Punti luce è una canzone delicata e soffusa, dai ritmi blandi e dalle sonorità rilassanti tanto quanto il cantato soffice e vagamente carmenconsoliano, pur con le debite proporzioni. “Punti luce nasce dall’attimo in cui si realizza il valore del cambiamento, cavalcandone l’onda, vivendolo, per abbracciarne le ombre, necessarie al raggiungimento di ogni plenilunio”, dice l’artista a proposito del brano.

Vienna – Come la primavera

Vienna torna con un singolo intitolato Come la primavera, che non potrebbe capitare in momento più appropriato, per quanto questa primavera per ora ci abbia portato quasi solo pioggia. Il brano è un pezzo multiforme, con archi nell’arrangiamento, momenti di quiete intima e riflessiva ma anche passaggi più rock con chitarre distorte e potenti. Il brano racconta “il momento in cui ho appreso con consapevolezza che quel controllo nocivo riguardava il passato ed il futuro, ma ogni momento presente è stato “futuro” e diventerà “passato””.

Yashal – Feel

Fa abbastanza strano pensare che ci siano ancora brani nati durante la quarantena che però devono ancora uscire, eppure questo è il caso di Feel di Yashal. Un brano intenso, trascinante, a tratti forse anche troppo melodrammatico e altisonante, che però racconta molto bene un momento di realizzazione, quello dei fortunati che nel 2020 si sono ritrovati da soli, chiusi in casa, e che hanno realizzato però di stare bene, lontano da tutti, con sé stesse, più forti, a proprio agio nel presente. Un pianoforte che affonda nelle strofe e ci accompagna, fidato compagno, verso l’epifania. Benvenuti quindi in questo mondo, quello ossimorico di Yashal, sfacciatamente pop, con le luci al neon e una melodia trascinante, ma che racconta di sensazioni viscerali e di un’armonia più profondi.

All You Can Hate – Choices

Dopo la demo pubblicata nel 2023, ecco anche la versione ufficiale -quella “con tutti i crismi”- di Choices, il singolo d’esordio degli All You Can Hate, band dal nome abbastanza geniale. Il sound che propongono questi ragazzi è un emo/alternative rock abbastanza upbeat e felice per essere emo: le chitarre sono briose, il pezzo veloce e il cantato, beh, quello forse è la cosa più emo del pezzo anche se deve adattarsi al ritmo sostenuto.


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