Feldspar, Vanarin, Silly Sam: le recensioni dei singoli italiani

Feldspar
Foto di Guido Gazzilli
Feldspar – Dead Friends Still Alive

Avevamo conosciuto i Feldspar con l’ultimo singolo Cobblestones, che ci aveva subito conquistati con il suo hardcore energico e per nulla italiano. La band romana rincara la dose con questa Dead Friends Still Alive, anticipazione dell’album d’esordio Old City New Ruins fuori il 30 settembre per Time to Kill. Gli amici morti ma ancora vivi del titolo fanno riferimento al “senso di perdita fisica ma anche la presenza costante che un amico lascia intorno a noi quando cresciamo insieme e lo perdiamo per sempre”. Il brano ha una dimensione leggermente meno aggressiva e incazzosa rispetto al precedente, inserendo una componente melodica (potremmo quasi dire “emo” ma solo per il suono delle chitarre), ma resta assolutamente un brano che spinge forte sull’acceleratore.

Vanarin – A Fly on the Wall

A due anni dal disco Treading Water, i Vanarin sono pronti per un nuovo ciclo che li porterà all’uscita del loro terzo album in studio, per Dischi Sotterranei, anticipato da questo singolo intitolato A Fly on the Wall. La band italoinglese propone un pop dalle forti influenze psych, e del resto fa i nomi di artisti quali Hot Chip, Phoenix e Tame Impala per dare un’idea del proprio sound. Il singolo è colorato ed evoca esperienze multisensoriali; non è strettamente catchy e forse nemmeno troppo memorabile, che è probabilmente la critica principale che possiamo portare alla canzone.

Akhila – Ideale astratto

Esordio per Akhila, nome d’arte di Alessia Pandit, che con la sua Ideale astratto vuole “alludere all’idealizzazione che si può fare nei confronti di una persona e alla paura che quest’idea possa rivelarsi effimera, quindi fragile”. La canzone è un brano pop ascrivibile alla lunga tradizione della musica leggera italiana, con un cantato arioso e garbato, anche se non ci convince fino in fondo il falsetto del ritornello -quest’ultimo per il resto piuttosto accattivante e facile da mandare a mente come dovrebbero essere le buone canzoni pop.

ETT – Frankie

Una vocina effettata decisamente inquietante ci introduce in Frankie, il nuovo singolo di ETT che si rivolge al suo amico immaginario (chiamato Frankie, appunto). Di inquietante a dire il vero non c’è solo la vocina ma anche le atmosfere che crea il sound del brano, con effetti sonori un po’ spettrali o halloweeniani, e un cantato acuto che gioca col falsetto.

Fabiana Martone – The Office

Si chiama The Office, come l’omonima arcinota serie TV (con cui però non dovrebbe aver nulla a che fare), la nuova canzone di Fabiana Martone, conosciuta anche per essere la voce dei Nu Genea. L’artista napoletana ha dichiarato di aver “preso spunto da situazioni di stress per ricreare momenti di relax”. E infatti la canzone suona estremamente rilassante e da presa bene, con questo pop un po’ funky e un po’ soul che induce pensieri positivi e a liberare la mente da qualsiasi ombra, almeno per tre minuti.

Gulino – C’era una volta

C’era una volta, dice Gulino nel suo nuovo singolo. L’artista romano scrive una canzone pop semplice, essenziale ma molto orecchiabile, e con un testo non banale che “parla dei problemi che ci accomunano e di come noi evitiamo di porgere l’altra guancia per migliorare la situazione”. L’interpretazione e le liriche del brano fanno sì che la leggerezza del pezzo assuma una veste in parte cantautorale che dà maggior profondità alla canzone, sospinta da uno strumentale accattivante.

Loox – Generazioni trap

Il brano si chiama Generazioni trap e questo ci ha fatto temere che trap fossero anche le sonorità del brano. Invece il titolo è una sorta di critica alle nuove leve della società, “dove i più giovani sono rappresentati da concetti senz’anima, dove gli status symbol estremi sono i nuovi idoli, perdendo quei valori umani di unicità, comprensione e dando vita a un processo di autodistruzione costante”. Loox presenta invece un pezzo pop rock abbastanza allegro nelle sonorità ma con un cantato grattato e quasi agonizzante, a sottolineare un’esasperazione o una sofferenza quasi fisica per lo scenario desolante che la società ci restituisce oggigiorno.

Salvo Boulevard – La strada

Secondo singolo per Salvo Boulevard dopo Giù dal metrò uscito a marzo. La strada “racconta le vite di tutti giorni, attimi di quotidianità e momenti vissuti dal rapper”, e unisce una base soulful e molto essenziale che rimanda agli anni ’90 con un cantato rappato abbastanza vibey anche se manca secondo noi una parte un po’ più catchy che possa rendere memorabile il brano.

Silly Sam – Non morirò per te

Lascia da parte le sigle per una volta, Silly Sam, e torna a qualche mese da PVC con un singolo intitolato Non morirò per te. Ad aiutarlo, nella produzione artistica del pezzo, ci pensano il solito buon Charlie Amendola e la new entry Andrea Caccese, che confezionano un brano in cui pop punk ed elettronica si mescolano per ottenere melodie catchy, ritmi agili e un sound concreto, pestato; il tutto lasciando spazio alla vena da rapper di Sam, che è sempre in agguato come un vulcano pronto ad eruttare. Il mood estremamente upbeat nonostante parli di amore che soffoca – o forse proprio perché canta la fine di una relazione tossica, ne è sfogo e liberazione – incarna il mantra “happy punk” che il cantautore friulano si è proposto di seguire. Reduce dal PRIMƏVERƏ TOUR, il suo “primo vero tour” che lo ha visto esibirsi, tra le altre serate, a Punk Rock Night, Emo Sucks e Pop Punk Mosh Party, Silly Sam conferma la sua impronta fresca e mai ferma a replicare sé stessa all’interno di un panorama pop punk ormai saturo e fiacco di originalità e inventiva. Moderno senza seguire le mode, Silly Sam fa musica col cuore e si sente. [Simone De Lorenzi]


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