Cosmetic, Millennial Daze, Tacoma: le recensioni dei singoli italiani

Cosmetic – Vuoto / Gemella
Due anni fa i Cosmetic ci regalavano quel capolavoro che è Paura di piacere, disco rimasto fisso in rotazione sulla nostra macchina fino a poco tempo fa. La band romagnola torna ora con un doppio singolo che, ci dice, ha “fatto parte di noi per diverso tempo e aveva bisogno di farsi sentire”. Le due canzoni che i Cosmetic ci propongono si chiamano Vuoto e Gemella, rispettivamente un originale e una cover di un artista di nome Nevica. Più classicamente Cosmetic la prima con il suo sound emo/shoegaze/indie un po’ ’90s, più soffusa e meditabonda la seconda, sono due brani dove prevale la voce di Bart. Vuoto ci piace molto, Gemella soffre forse la nostra forte avversione per le cover, o forse semplicemente il ritmo compassato.
Dresda – Nettuno
Nettuno, primo singolo dei Dresda, è un intenso grido di denuncia, dove il dio del mare diventa simbolo della ribellione della natura contro l’indifferenza umana. Il brano si ispira alle tragedie del Mediterraneo, con riferimenti espliciti ai naufragi dei migranti. Il testo mescola immaginario mitologico e attualità, richiamando l’urgenza di rispettare il mare e la vita umana. La musica si muove tra post-punk e rock alternativo, con influenze dei Fontaines DC, e aggiunge elementi di new wave e shoegaze, creando un sound cupo e vibrante. Le chitarre aggressive e la voce evocativa contribuiscono a un’atmosfera intensa e drammatica. Il brano non è mai didascalico, ma offre una riflessione profonda sulle conseguenze dell’indifferenza collettiva, culminando in un auspicio di cambiamento e di speranza.
Elia Turra – Telecom Tower
“Vorrei vegliare anch’io su qualcuno come fai tu con tutti noi”, dice Elia Turra in apertura del suo nuovo brano Telecom Tower, e non è difficile immaginare a chi sia riferita la frase (così come tutto il brano) considerando che il titolo del brano è dedicato alla costruzione più alta di Verona, città dell’artista. “In questi anni, mentre ero in giro per la mia città, ovunque mi trovassi, finivo sempre per scorgere la Telecom Tower, da qualunque zona o prospettiva”, dice Elia con una frase che suona quasi rassegnata di fronte al simbolo di un presunto progresso. Il pezzo ha sonorità folk pop molto orecchiabili, il testo ha una verve ironica non fragorosa ma delicatamente marcata: le canzoni d’amore possono così risultare convincenti anche quando sono dedicate a un blocco di cemento.
Epoca22 – Ibis redibis
No, non è il nome di un incantesimo di Harry Potter, ma il nuovo singolo del progetto Epoca22, che in un tunnel oscuro e una melodia sepolta da colpi bassocentrici, ci porta nel nuovo e probabilmente ultimo capitolo di questo disco che vedrà la luce a fine anno. La cosa più colpisce, ancora una volta, è una stratificazione di suoni ed influenze che convince sempre di più, una musica che non ha casa e che erra vagabonda su più fronti: queste chitarre che ci portano dirette negli anni Novanta, sono sospiri violenti, di quelli che potrebbero ipnotizzarci ai live, a cui speriamo proprio di partecipare presto. È un vortice ipnotico e violento; cinematografico. Stasi, ripartenze, climax e variazioni rendono vivide le sculture sonore concepite dalla band. Così, Epoca22 scardina i limiti di genere, portando rock, post punk e cantautorato su nuovi territori.
Marcello Gori – Troppi (ok boomer)
Un ritratto generazionale, che però parla a chi non si considera neanche una generazione, quella di Marcello Gori è la generazione inconsapevole dei boomer, e con una voce tagliente e un fare scanzonato, Marcello Gori ci racconta questa incredibile distanza, dalla sua vita vera e quella dei suoi coetanei, lontano dai balletti su Tik Tok, incomprensibili. Un brano che cerca un punto di equilibrio fra la profondità della musica d’autore e la memorabilità di una canzone pop; e così facendo racconta dell’alienazione in cui tutti siamo immersi, non avendo ancora compreso, della maggior parte delle cose del mondo, se ci ripugnano o ci affascinano. Un bellissimo e nuovo capitolo, in attesa di un disco che non vediamo l’ora di ascoltare, che racconterà quei fratelli troppo grandi, che leggono tanto e studiano recitazione e che proprio non abbiamo mai capito.
Matteo Salzano – A tratti
A Tratti, il debutto di Matteo Salzano, è un brano che avvolge l’ascoltatore in un’atmosfera sospesa e contemplativa. Nato a Napoli nel 1999 e ora di base a Guastalla, Salzano è un cantautore e polistrumentista dal talento precoce. Diplomato in batteria jazz, ha sviluppato autonomamente la sua passione per la chitarra e il canto, creando un suono che riflette sia il rigore accademico che l’eclettismo personale. Nel brano A Tratti, questa dualità si manifesta in arrangiamenti ricchi e ariosi, dove la chitarra guida una selva di strumenti, dal pianoforte allo chalumeau, in un dialogo musicale di grande maturità. La sua capacità di bilanciare spazi vuoti e virtuosismi strumentali, e di coinvolgere l’ascoltatore in un gioco di non detti e suggestioni, rende questo esordio affascinante e maturo. A Tratti è il primo passo di un percorso artistico promettente, che anticipa l’uscita dell’EP Qualcosa Giusto Per Iniziare.
Millennial Daze – Might Be Easier
A qualche mese da Teenage Queen ritornano i Millennial Daze, forti di un’estate live fruttuosa (tra cui il Monterock insieme alle Bambole di pezza e l’apertura ai Rumatera a Biassono). La nuova Might Be Easier abbandona le coordinate skate punk dell’ultimo pezzo per dirigersi verso un pop punk meno rocambolesco ma non per questo meno carico. Il taglio è sempre chiaramente debitore degli anni Novanta/Duemila, senza risultare anacronistico ma anzi fondendosi con fluidità con le sonorità più contemporanee. Dietro alla spensieratezza del sound Might Be Easier nasconde la cruda resa dei conti di una relazione in crisi, mantenendo alto il livello di tensione emotiva. [Simone De Lorenzi]
NapstaMind – Lui è qui
Lui è qui. Titolo alquanto inquietante per il nuovo brano dei NapstaMind, del resto appropriato per le sonorità della canzone, un pezzo rock distorto, cupo che evoca atmosfere da film gotico. “Ma chi è questo Lui? Forse non lo scopriremo mai, ma potrebbe essere interpretato come un pensiero ossessivo circa qualcosa di concreto o astratto che sia”. Un cantato grattato, a tratti urlato, suscita visioni demoniache mentre le chitarre si prodigano in riff ossessivi ma non privi di melodia, come può testimoniare il bell’assolo nel bridge. La band pubblicherà un disco, Nel giardino a vapore, a ottobre, già anticipato dai singoli Nessuno resterà e Rovi.
Sunymao – Rottami
Già giudice nel programma All Together Now, Sunymao debutta ora con il proprio singolo d’esordio intitolato Rottami, concepito come “una “dedica” ai miei due ex molto simili per giunta; per il titolo mi sono ispirata a una foto del 2022 dove sopra le loro teste vi era la scritta ROTTAMI”. Quello di Rottami è un pop soffuso e leggermente elettronico, dalle atmosfere riflessive e caratterizzato da un cantato che rivela una voce niente affatto male per quanto un po’ classica nell’impostazione.
Tacoma – Stanotte, stanotte
Nuovo brano per Tacoma, che avevamo visto l’ultima volta a inizio estate con il leggermente sgrammaticato Più che sai peggio stai. La nuova canzone si chiama Stanotte, stanotte, ed è indubbiamente uno dei pezzi più convincenti che l’artista abbia proposto fin qui. Le sonorità si accostano al pop rock con risvolti elettronici e già di per sé funzionano molto bene, conferendo profondità al brano, ma le linee vocali sono quelle che fanno davvero la differenza, con un ritornello che è estremamente accattivante pur senza scadere nel banale o nel mainstream: uno di quei pezzi insomma che mettono voglia di premere play ripetutamente e che starebbero benissimo pure in radio.
ALLERTA! – Anche se muoio
Primo singolo per gli ALLERTA!, che esordiscono nella scena proponendo un crossover tra pop punk e rap. Fermi, lo so cosa state pensando: anche basta, ne abbiamo sentito fin troppo. Ma tranquilli, non sono gli ennesimi epigoni de La Sad: gli ALLERTA! mescolano in una maniera davvero efficace e genuina gli spunti dei due retroterra, quello punk e quello hip hop: Anche se muoio potrebbe essere l’anello di congiunzione mancante che mette d’accordo i fan di entrambi i generi. Nelle strofe fa propria l’aggressività del rap – ma che poi è la stessa rabbia del punk –, per poi aprirsi nel ritornello a una chiave melodica che riprende melodia e catchiness del pop punk. [Simone De Lorenzi]
Segui la nostra playlist Italian Selection su Spotify, con la nostra selezione delle canzoni più interessanti uscite in Italia negli ultimi mesi!
Per leggere le precedenti recensioni dei singoli italiani clicca qui.
