Etta, Joy Giver, Simone Villa: le recensioni dei singoli italiani

Etta – Perché Sanremo è Sanremo
Anche quest’anno, purtroppo, Sanremo è Sanremo. Lo ribadisce Etta, con questo singolo che arriva dopo il successo dell’album Scemi e contenti uscito lo scorso anno. Supereroina dei giorni nostri, Etta arriva a incriminare il Festival della canzone italiana nei suoi lati oscuri davanti agli occhi di tutti ma che nessuno si azzarda a riconoscere: “la canzone che vende” rispetto al brano di qualità, la vittoria dell’intrattenimento televisivo sull’importanza della musica vera e propria (“il dissing a Tony Effe”), il democristianesimo della conduzione per cui “non si parla di guerre”. Ciliegina sulla torta l’audio della celebre intervista a Massimo Troisi. [Simone De Lorenzi]
Simone Villa – Succo
Ci gasa tantissimo la scelta di Simone Villa di intitolare il suo nuovo singolo “Succo”, uno dei titoli più prosaici e meno romantici che si possano pensare per una canzone. Eppure Simone riesce a rendere quasi poetica questa parola così quotidiana e -si potrebbe forse dire- iper-realista. Lo fa in un brano indie pop con synth gentili che creano atmosfere vagamente nostalgiche (mood di gran moda di questi tempi) ma non privo di ritmo: un brano che si potrebbe ballare a un DJ set dell’Arci Bellezza, diciamo. Ottimo seguito per il precedente singolo Baffi, altra parola un po’ buffa per il nome di un brano.
Thief – Figli
Il racconto dei ricordi di cui siamo Figli, in uscita il 7 febbraio per Honiro Label. La delicatezza dell’hip hop soul accompagnata da frammenti, immagini di un rapporto umano che non esiste più fisicamente, ma che rimane scolpito dentro di noi. Si sa: da un giorno all’altro si può essere dimenticati, diventare ‘’figli’’ del nulla, nonostante la nostra esistenza si basi sul cercare di lasciare un’impronta, in qualche modo. Ma, alla fine, ciò che importa davvero è lasciare qualcosa alle persone a cui si vuole bene e, soprattutto, tenere saldo ciò che è davvero importante per se stessi, per il proprio percorso e bisogno.
Dedo – Calcetti
Sonorità itpop che accompagnano il bisogno naturale d’amore nel nuovo brano di Dedo, Calcetti, in uscita il 7 febbraio per Honiro Label e Luppolo Dischi. Amarsi è una pratica spontanea quanto di difficile comprensione per le dinamiche che crea dentro di noi. Entrano in gioco i loop di pensieri che ci fanno dubitare o temere cosa ci sia dall’altra parte, nell’altra persona; e, a quel punto, dare conclusioni affrettate o pretendere proprio nei confronti dell’altra parte diventa quasi una conseguenza. Ma, alla fine, se siamo pronti davvero ad amare, andiamo oltre a ogni congettura e ogni difficoltà, perché quello che riusciamo ad avere in chi ci sta accanto è direttamente proporzionale a quello che regaliamo di noi stessi.
Jhonny Cannuccia – Non smetto
Una chitarra molto pop punk suona le prime note di Non smetto, il nuovo singolo di Jhonny Cannuccia. Ma Jhonny non è una persona banale e prevedibile, come abbiamo già avuto modo di verificare con le sue uscite recenti degli ultimi anni, e infatti il brano non si sviluppa su sonorità da American Pie anni 2000: il pop punk dello strumentale lascia spazio a un cantato molto più vicino al rappato, che però si fa da parte nel ritornello in favore di un cantato femminile particolarmente intenso. Un pot pourri di suoni e influenze insomma, che può di primo acchito spiazzare l’ascoltatore ma che in realtà denota una vitalità creativa invidiabile.
Joy Giver – Blame
Dopo il primo – ottimo – EP self titled uscito lo scorso anno, i Joy Giver inaugurano il loro 2025 con nientemeno che una ballad acustica strappalacrime che lascia intravedere il retroterra pop punk/emomanifestatosi in full band nel lavoro d’esordio. Blame ha la stessa forza di una Clairvoyant dei TSSF o di una Tracks dei ROAM: i vocals ruvidi che si fanno spazio sopra alla delicatezza della chitarra acustica e le vibes nostalgiche che ci catapultano a dieci anni fa, alla nostra adolescenza. Lacrimuccia d’obbligo. [Simone De Lorenzi]
Polemica – Lo stato emotivo
La ragion d’essere e la ragion di stato che si incontrano tra le emozioni nel nuovo EP di Polemica, Lo Stato Emotivo, in uscita il 7 febbraio per Honiro Label. Si racchiude il cerchio introspettivo dell’artista in un romanzo musicale tutto da vivere, che si addentra, traccia dopo traccia, nei lati dell’essere umano più inesplorati e più intimi, che diventano il focus, il centro del rapporto che abbiamo con noi stessi, ma anche con gli altri. Spesso mettiamo da parte ciò che potremmo dare al mondo, proprio per paura di affrontarlo e di confrontarci con esso. Ma la crescita personale è proprio qui: mettersi in gioco; e, forse, se tutti ne fossimo consapevoli, il mondo stesso potrebbe avere una direzione diversa?
I Qualunquisti – Ma che cosa vuoi
Titolo aggressivo per I Qualunquisti, che chiamano il loro nuovo brano Ma che cosa vuoi (in realtà nel ritornello lo fanno diventare un ancora più arrabbiato “ma che cazzo vuoi”). Si tratta di un pezzo rock, però in realtà il titolo è molto più cattivo di quanto non lo sia il brano: la band romana si muove su binari pop rock che puntano molto sull’orecchiabilità del ritornello, indubbiamente catchy. Un rock vivace ed energico, ma che può anche passare in radio senza spaventare le orecchie dei benpensanti.
Ric Malone – Her
Appena sedicenne, Ric Malone è un cantautore che va assolutamente tenuto d’occhio. Con un sound tanto delicato quanto intenso, il suo nuovo singolo si insinua nel cuore come uno di quei pomeriggi d’autunno in cui il sole comincia a calare in fretta, ma noi vorremmo che quella giornata non finisse mai. È una felicità pregna di malinconia quella che viene evocata, che in un certo senso ricorda le atmosfere nostalgiche di alcuni brani dei Syd Matters, una felicità impalpabile e quasi dolorosa, proprio come quella di chi è innamorato e non sa come esprimerlo, o come quella di chi sta vivendo qualcosa di talmente bello da aver nostalgia del presente stesso.
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