Vintage Violence, Krida, Silly Sam: le recensioni dei singoli italiani

Vintage Violence

 

Vintage Violence – Pora stella

A qualche settimana da Contro la società securitaria, i Vintage Violence pubblicano un nuovo singolo intitolato Pora stella, e chissà che non ci sia qualche uscita più corposa in arrivo nei prossimi mesi. Musicalmente, Pora stella è un brano più simile alla classica canzone “alla Vintage Violence” in termini di sonorità e di chitarre rispetto al più sperimentale singolo precedente. Si chiude in poco più di due minuti, così come parecchi brani recenti della band, che conferma la tendenza ad andare dritta al punto senza tanti orpelli musicali o lirici. Il testo “racconta l’assurdità del labirinto esistenziale nel quale l’uomo civilizzato si è scientemente calato rincorrendo bisogni indotti dai detentori dei mezzi di produzione”, spiega il chitarrista e principale compositore Rocco Arienti, che indica anche come ispirazione creativa una battuta del film Liberal Arts di Josh Radnor: “Nobody feels like an adult. It’s the world’s dirty secret”.

“Additare questo segreto, smascherare la funzione di simulacro sociale del “sentirsi adulti”, è qualcosa che può aiutare a convivere con questa assurdità che il nostro bambino interiore ancora percepisce tale non avendo ancora -e per fortuna- interiorizzato le pretese di un “tu devi” categorico, cieco, senza più nessuna ragione di esistere se non per inerzia. E poi c’è la dimensione del genitore che risulta doppiamente tragica: oltre a sperimentare su di noi il dolore di questa costrizione, portiamo sulle spalle il peso di doverla promuovere come passaggio obbligato per la civilizzazione. E lo facciamo. Ma ci scriviamo sopra una canzone”.

 

Blue27 – Casa sopra

Gioie e dolori (più dolori che gioie, a dire il vero) della vita da adulti: questo il tema di Casa sopra, il nuovo singolo di Blue27 che torna a qualche tempo dall’uscita di Maria, il suo ultimo singolo feat. Asia Ghergo. Le sonorità di questa nuova canzone, fuori per Dumba Dischi, sono particolari per l’artista marchigiano, che sperimenta con una bossa nova di stampo brasiliano: un po’ una sorpresa per chi ha ascoltato le precedenti uscite di Blue27, ma la canzone risulta molto leggera e piacevole, forse anche grazie al contrasto con il cantato sempre un po’ malinconico dell’artista.

 

D!base – ///Mai schivato le tue lame

Dopo il suo esordio a ottobre con :::Combattiamo, D!base torna con un nuovo singolo intitolato ///Mai schivato le tue lame, un brano che conferma le sonorità influenzate dall’hyperpop sentite sul pezzo precedente così come il cantato urban. ///Mai schivato è una canzone leggermente meno frenetica e che permette anche di focalizzarsi maggiormente sul testo, che racconta “la storia di un legame che si trasforma, dove l’immaginazione diventa un modo per riscrivere la verità, per convincersi che l’altra persona sia il nemico, solo per riuscire a lasciarla andare”.

 

Dario Jacque – Piano di evasione

Piano di evasione è la colonna sonora di una fuga: il singolo che anticipa il nuovo album del bassista Dario Jacque è una corsa tra luci soffuse e ombre cinematografiche, che richiama le atmosfere dei film gialli italiani degli anni Settanta. L’attesa, la preparazione e l’attenzione maniacale ai dettagli diventano materia sonora per raccontare l’evasione nel senso più ampio del termine: da un lato la spinta sociale, la voglia di sottrarsi a un sistema che impone, divide e distrugge; dall’altro una riflessione più intima, il desiderio di scappare dalla frenesia e dalla superficialità contemporanea.

 

Filippo Poderini – Poutpourri

Doppio singolo per il sempre prolificissimo Filippo Poderini, che a questo giro ci propone Poutpourri e Non sbaglio mai. La prima è un pezzo che si muove tra lo fi e indie pop, con sonorità minimali e vagamente urban, ed è accompagnato da un video ufficiale che potete guardare qui sotto (potremmo considerarlo un po’ come il “lato A” di questo doppio singolo, insomma). Non sbaglio mai invece è la versione unplugged di un brano di Filippo uscito tre anni fa, una “versione più vicina all’originale, nato come ballata chitarra e voce, prima di essere prodotto con una vibe deep house”.

 

Ilario Corona – Summer Feels Colder

Si chiama Summer Feels Colder il nuovo singolo di Ilario Corona, che esce quasi a Natale in un contrasto di tempistiche che tutto sommato ci garba non poco. La canzone “racconta il senso di solitudine quando in estate sono solo in città e tutti sono al mare”, spiega l’artista, emanando vibe tematiche alla Celentano. A differenza di Azzurro però Summer Feels Colder non è una marcetta, ma un pezzo elettronico di stampo minimalista, perfetto per esprimere la malinconia che Ilario ha usato come spunto per la canzone.

 

Jaranoia – Venere

Dopo Nostalgia del presente uscito a ottobre, Venere è il secondo singolo assoluto per Jacopo Ramonda, in arte Jaranoia, e anticipa l’uscita del suo disco previsto per il prossimo anno. L’artista propone un pezzo dalle sonorità e dall’arrangiamento minimali, con un giro di chitarra semplice ma molto evocativo, che starebbe benissimo in un pezzo emo revival come in un brano indie sperimentale britannico dei primi 2000, ma che suona un pochino anche come un brano dei The Velvet Underground. Il testo parla d’amore, incarnato appunto nell’immagine di Venere, inteso però in senso dicotomico: “Venere come passione e bellezza, Venere come un pianeta dall’aria irrespirabile, con pressione e temperature elevatissime, del tutto incompatibili con la vita”.

 

Krida – Fossi me

A qualche tempo dal loro ultimo singolo Schiena contro schiena, i Krida tornano con il loro quarto singolo, intitolato Fossi me. La canzone prosegue l’ottimo lavoro fatto dalla band parmense con i primi brani, situandosi su un pop punk di chiarissima derivazione angloamericana anni 2010, con linee vocali super accattivanti e un ritornello catchy, chitarre trascinanti pur nell’ambito di un pezzo orecchiabile e “per tutti”.

 

Luca Cescotti – No tu!

Con No tu!, Luca Cescotti torna a farsi sentire come cantautore, anticipando il suo primo album in uscita nel 2026. Il brano unisce la sensibilità di una formazione classica alla freschezza del cantautorato contemporaneo, con arrangiamenti ricchi ma mai invasivi. La chitarra acustica e la voce di Luca tracciano il filo emotivo della canzone, mentre piano, synth e una sezione ritmica calibrata costruiscono una tensione crescente fino a un finale strumentale improvvisato. Il pezzo racconta un delicato equilibrio tra malinconia e desiderio di rinascita: riflette il ricordo di un amore passato e la volontà di voltare pagina, ma contiene anche un sottile senso di ritorno alle origini. Pur vivendo all’estero, Luca sembra con No tu! aprire una finestra sulla propria casa, sulle radici e sulle emozioni legate al passato. In un panorama musicale sempre più dominato dai numeri e dai trend social, il singolo emerge per la cura degli arrangiamenti e per l’intensità di un cantautorato autentico.

 

Odd Socks – Bittersweet / Cherry Lady

Un titolo che lascia pensare a un doppio singolo, ma che in realtà nasconde una canzone unica. È il brano d’esordio degli Odd Socks, band romana che si presenta con un brano pop rock suonato e argentino, dalle sonorità mattutine ed eteree dove il cantato risulta piacevolmente armonizzato nel mix invece che al centro di esso come accade invece in molte produzioni italiane -non è forse un caso che la band canti in inglese e abbia evidentemente riferimenti che travalicano la Manica.

 

Silly Sam – Antifragile

Per il suo nuovo singolo Antifragile, Silly Sam si butta a capofitto nel suo lato pop punk lasciando per un attimo da parte le influenze rap che hanno spesso composto la dualità del suo sound e che fanno solo temporaneamente capolino nel bridge. La canzone ha chitarre trascinanti, un ritornello accattivante, mettendosi nella feconda scia del pop punk italiano (e in italiano) degli ultimi anni capitanato da gruppi come WEL e Sunset Radio.

 

Vienna – Gli occhi ballano

Gli occhi ballano è un viaggio nella mente, dove i ricordi si mescolano tra realtà e suggestione, tra ciò che rimane nitido e ciò che si dissolve nel tempo. Un brano che si osserva da dentro, trasformando ogni emozione in ritmo e ogni pensiero in un piccolo glitch. Vienna racconta un momento di chiarezza interiore: non quella dei fatti, ma delle sensazioni che li accompagnano. Gli occhi diventano il tramite di questa consapevolezza, un filtro attraverso cui ciò che vediamo si intreccia con ciò che già abita dentro di noi, per poi riemergere trasformato, in un flusso continuo e inconsapevole.

 


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