Canale, Brina, Feelbacks: le recensioni dei singoli italiani

Canale
Canale – Cielo

I Canale avevano pubblicato l’album Felice lo scorso anno, che ci era piaciuto parecchio con il suo concetto di fare “emo punk felice”. Il primo nuovo singolo da quando è uscito quel disco si chiama Cielo, e unisce sia il lato felice sia quello disperato dell’emo: le strofe hanno quel tiro post-hardcore che in Italia nell’ambito underground va parecchio ultimamente, mentre il ritornello si apre e diventa quasi pop e allegro. Un contrasto che può spiazzare se posizionato all’interno di un unico brano, ma che secondo noi crea una dinamica davvero potente e originale.

Samuele Cara – Niente va

Prima Non ce la faccio più, ora Niente va. Non sappiamo cosa succeda di brutto nella vita di Samuele Cara, ma gli mandiamo un abbraccio virtuale per quanto sia nelle nostre possibilità. L’artista presenta un singolo che in realtà a livello di sonorità sembra anche tendenzialmente allegrotto, leggerino con una bella chitarrina e un synth primaverile. Certo, poi ascolti il testo e senti che parla di “quella pazza voglia di volermi ammazzare”. Carino il richiamo a Non ce la faccio più nel ritornello; testo davvero emo come piace a noi; pezzo forse un filo troppo pop per noi ma comunque molto, molto gradevole.

Tanarà – Chimera

Avevamo conosciuto Tanarà qualche anno fa con il singolo Cocktail d’amore; lo ritroviamo con questo brano intitolato Chimera, che è un pezzo indie rock piuttosto energico, dal piglio quasi (quasi) punk. Strumentalmente è un pezzo che funziona, ma il cantato è veramente un enigma: Tanarà farfuglia parole, ne mette insieme tante pronunciate in maniera veloce e fittissima, e in generale non suona affatto convinto quanto il resto della canzone. Peccato perché sarebbe potuta essere una canzone molto carina.

Anita Brightfly – Iene

Primo singolo del 2024 per Anita Brightfly, che su Iene presenta un pezzo pop caratterizzato da un beat discretamente ballabile e synth leggeri ma azzeccati. La buona parte strumentale della canzone viene un po’ sacrificata per il cantato poco convinto che fa perdere mordente al brano, nonostante il testo nasca “da una vicenda autobiografica sofferta e ancora attuale”.

Brina – Nel buio

I Brina cominciano ufficialmente l’avvicinamento al loro nuovo EP Mormorio d’ombra, in arrivo il 24 maggio, pubblicando il primo singolo, intitolato Nel buio che come titolo ci sembra una descrizione perfetta per la canzone. Si tratta infatti di un brano dalle atmosfere opache e scure, anche se non triste o malinconico: è anzi una canzone potente, graffiata, con una produzione sporca e grattata specialmente su chitarre e basso, mentre i vocals si nascondono nel mix restando quasi in sottofondo. Le influenze emo si mescolano a una certa affinità post-grunge che rende particolare il sound dei Brina; non è un pezzo tanto catchy o che resta immediatamente impresso in testa, ma punta tutto sull’energia pura e roca che sprigiona con forza.

Cassio – Amore ti odio

Cassio anticipa l’EP Felice a ½ con un singolo intitolato ossimoricamente Amore ti odio: la canzone è una ballata semiacustica, guidata da una bella chitarra delicata ma sporcata elettronicamente con l’arrangiamento, che conferisce al brano un sapore più ruvido e consumato. A detta di Cassio, la canzone “parla d’amore, se vogliamo, parla di paura, parla di un giorno in mezzo a tanti, dove mi prendo il lusso di sentirmi meno solo”.

Feelbacks – Panico!

Secondo singolo in italiano per i Feelbacks dopo Prova ancora, uscita lo scorso anno. Panico! è un brano puramente pop punk, con strofe più tranquille e un ritornello maggiormente veloce e intenso, parecchio orecchiabile. Sicuramente proprio il ritornello è il pezzo forte del brano perché suona davvero bene e resta in testa facilmente. Le sonorità della canzone sono in generale azzeccate, energiche e convincenti al punto perfetto; forse ci sarebbe piaciuto un po’ meno di autotune sui vocals per rendere un filo più genuina la produzione e quindi anche il modo in cui arriva il brano.

Fight for Four – The Trick

I Fight for Four partono col piede giusto perché il loro acronimo è FFF (un po’ come Fridays for Future). La loro nuova canzone, primo singolo di questo 2024, è The Trick, ovvero “il trucco che ci serve per uscire da quei momenti in cui tutto sembra crollarci addosso”. Un trucco che si esprime in un pezzo synthpop allegro e ritmato, con un buon ritornello piuttosto orecchiabile e atmosfere che ci fanno vagamente pensare a Mika (non chiedeteci perché). Brano ballabile e dalle good vibes, perfetto per la tarda primavera se solo il tempo fosse meno freddo e ventoso.

Frisàri – Giurami

Quello di Frisàri è un progetto indie rock, di quelli da cantina, da garage, da sudore, da pogo, da adolescenti che sono diventati grandi. Ed è quello che ci è piaciuto di più di questo brano, che si rifà a sonorità che abbiamo amato e vissuto, quell’indie rock britannico che ci sembrava così lontano e che oggi troviamo qui, in un progetto nostrano. Ma che invece di amore e rabbia, parla di intimità, quella vera, di banalità, di quotidianità e di come ci cambia l’amore, quello pratico, quello da persone adulte, quello che siamo oggi, noi che siamo cresciuti con Arctic Monkeys e le trasferte per vedere i Franz Ferdinand, Libertes, Kooks e Cage the Elephant. Tutto un mondo che avevamo sotterrato nei nostri anni migliori, e che ritroviamo in questo progetto, ora che siamo grandi, migliori e profondi. Il tutto annuncia l’uscita di un EP che nasce dall’idea di una sessione in presa diretta, da cui poi deriva un risultato vibrante e del tutto connesso alla dimensione live, una parte fondamentale del progetto Frisàri, e noi lo amiamo già.

Hermess – Il pianista e la ballerina

Il pianista e la ballerina sembra un po’ il titolo di una potenziale fiction della RAI, invece è semplicemente il nome del nuovo brano di Hermess, che nella vita reale si chiama Christian. La sua canzone, con una copertina particolarmente sognante, è un pezzo che ovviamente contiene un pianoforte, ma pure un beat che a tratti fa ballare: insomma, una canzone descritta perfettamente dal proprio titolo.

May Gray – Qui, resta qui

Nuovo singolo per i May Gray, che avevamo conosciuto alla fine dello scorso anno con il singolo (Ho rotto le) Catene. La band su Qui, resta qui conferma innanzitutto la tendenza a dare ai brani titoli che usano segni di punteggiatura, e poi anche la volontà di suonare un rock alternativo carico ed emotivo, che avvicina in parte anche l’emo/pop punk. Belle le linee di chitarra, melodiche ed energiche al punto giusto.

Il Ragazzo del Novantanove – Domenica

In molte città esiste la via denominata Ragazzi del Novantanove, dedicata alla memoria dei ragazzi nati nel 1899 che furono arruolati nell’esercito italiano nel 1917, al compimento dei 18 anni, per andare a combattere e a morire nella prima guerra mondiale. Il Ragazzo del Novantanove invece è probabilmente nato un secolo esatto dopo; non è andato a combattere in guerra ma lo troviamo in prima linea sul fronte dello shoegaze / indie / dream pop: la sua Domenica è un pezzo introverso, malinconico e scuro pur non essendo necessariamente triste ed essendo pure dotato di un certo ritmo. L’interpretazione è dosata, le chitarre spaziose. Il testo racconta “quei periodi della vita in cui tutto sembra immobile, in stand by, come un’eterna domenica di pioggia”.


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