Samia, Julien Baker & Torres, Pup: i singoli internazionali del 28 marzo 2025

Samia – Hole in a Frame/Pants [Grand Jury Music; indie rock, indie pop]. Non solo Samia decide di farci ascoltare due nuovi singoli contemporaneamente, ma uno di loro dura ben sei minuti (Pants; l’altro sta su un più ragionevole tre minuti). Dei due, quello con video ufficiale è Pants, ma il “lato A” tecnicamente sarebbe Hole in a Frame visto che il nome compare prima sulle piattaforme digitali… ma queste sono forse considerazioni ormai superate da XX secolo. In precedenza erano usciti anche i brani Lizard e Bovine Excision. [7]
Julien Baker & Torres – Dirt [Matador Records; country, folk]. Quarto singolo dall’album country congiunto di Julien Baker e Torres. Dirt è un brano tipicamente di Julien Baker, il che giunge anche gradito dopo che i precedenti due brani avevano visto come protagonista Torres. È una ballad chitarra e voce soffice e tristona, proprio quello che in Julien eccelle, e il delicato arrangiamento organo e violino è la classica ciliegina sulla torta. [nd]
Pup feat. Jeff Rosenstock – Get Dumber [Little Dipper/Rise; punk rock]. Quella tra i Pup e Jeff Rosenstock ci sembra una collaborazione talmente ovvia che ci sorprende non fosse mai stata fatta prima. I due artisti trovano comunque il modo di rimediare, con un brano cantato insieme e un tour americano che li vedrà co-protagonisti. La canzone è tratta dal prossimo album dei Pup (2 maggio) ed è uno dei brani in cui la band canadese porta avanti il proprio lato più hardcore e scatenato. [6,5]
Black Country, New Road – For the Cold Country [Ninja Tune; indie pop sperimentale]. Oltre a essere nero, il “Country” adesso è anche freddo. For the Cold Country è il nuovo brano dei Black Country, New Road, verosimilmente ultima anticipazione del nuovo album Forever Howlong fuori il 4 aprile. Si tratta di un lungo pezzo di più di sei minuti che contiene all’interno almeno tre o quattro momenti ben diversi, da una tranquillissima ballad chitarra e voce iniziale al crescendo finale sù di giri. Artistico, sperimentale, sicuramente non per tutti. [nd]
Viagra Boys – The Bog Body [Shrimptech Enterprises; punk rock, garage]. Che il prossimo album dei Viagra Boys sarà il loro disco più pop l’abbiamo capito dai singoli precedenti (come Man Made of Meat e Uno II). The Bog Body però riporta il sound del gruppo svedese un po’ più vicino alle loro sonorità classiche, con un punk rock in salsa garage che ci piace assai, anche grazie al ritornello molto catchy. [7]
Ricordiamo che i Viagra Boys suoneranno al Flowers Festival di Collegno (TO) come unica data italiana il 5 luglio 2025.
Ain’t – Pirouette [Fear of Missing Out Records; emo, indie rock]. Nuovo singolo per gli Ain’t, che negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di conoscere con i loro primi singoli Teething e Oar. La band londinese su Pirouette cavalca un’interessante onda che unisce le atmosfere e i giri di chitarra dell’emo a un approccio più indie e leggiadro nella produzione e nei vocals. Immaginatevi i Tiny Moving Parts se fossero cresciuti ascoltando Tegan and Sara. [8]
The Molotovs – More More More [Marshall Records; punk rock]. Sembra che in Inghilterra basti formare una band per diventare subito conosciuti. I The Molotovs sono appena al singolo d’esordio, ma hanno già un contratto con Marshall Records; avranno magari sfruttato qualche aggancio, però la realtà è che More More More è un pezzo che funziona alla grande: un paio di minuti secchi di punk rock rielaborato in chiave inglese, con vocals che richiamano un pochino i Ramones. [7,5]
Split Chain – Bored. Tired. Torn. [Epitaph Records; shoegaze, nu metal]. Ormai si mescola qualsiasi cosa, per cui un brano che unisce shoegaze e nu metal non suona nemmeno più tanto strano come sarebbe potuto sembrare una quindicina di anni fa. Gli Split Chain sembrano una band dei primi anni 2000 (tipo i Breaking Benjamin) ma rivisitata alla luce dell’ondata shoegaze degli utlimi anni. Nient’affatto spiacevole. [6,5]
Sydney Sprague – Fair Field [indie pop, indie rock]. Nuova era per Sydney Sprague, che non è più sotto contratto con Rude Records e ha deciso di andare 100% indipendente con il suo nuovo singolo. Ogni volta che ascoltiamo la sua voce a noi viene tantissimo in mente quella di Julien Baker, ma c’è da dire che Sydney fa il possibile per differenziarsi: Julien ad esempio non ha mai pubblicato una canzone così allegrotta e briosa. [6,5]
Honey I’m Home – Wishful Thinking [shoegaze]. La grande rinascita dello shoegaze prosegue e sempre più band si aggiungono al numero dei gruppi attivi. Come gli Honey I’m Home, dall’Olanda, che debuttano con il singolo Wishful Thinking scritto dopo che la sala prove della band è andata a fuoco, e con lei tutti gli strumenti. Le atmosfere non sono però tristi o disperate, semmai c’è un’allegria di fondo che non è propriamente il tratto distintivo dello shoegaze tradizionale. [6,5]
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