Samia, Japanese Breakfast, Coheed and Cambria: i singoli internazionali del 17 gennaio 2025

Samia – Bovine Excision [Grand Jury; indie rock, indie folk]. A un paio d’anni da Honey, Samia è pronta a farci ascoltare il suo terzo disco, Bloodless, in arrivo il 25 aprile. Se le movenze sono sempre state un po’ quelle della “sad indie girl” che negli ultimi anni hanno fatto furore in America -culminate forse con il botto delle Boygenius- il singolo di lancio Bovine Excision sembra adeguare queste sonorità al recente ritorno di fiamma del country. Abbiamo così un sound vicino a quest’ultimo genere specialmente nelle strofe, con una leggera mediazione più (indie) rock nel ritornello e nel bridge. La “bovine excision” del titolo è un fenomeno a tratti ricollegato al paranormale di cui vi invitiamo a leggere qualcosa in più anche semplicemente su Wikipedia come ai vecchi tempi. [8]
Japanese Breakfast – Orlando in Love [Dead Oceans; indie, ballad]. Ripresasi (forse) dalla sbornia dell’ultimo disco Jubilee che era addirittura stato nominato per due Grammy, Michelle Zauner aka Japanese Breakfast torna con un nuovo singolo, da cui è peraltro tratto il titolo del suo prossimo album For Melancholy Brunettes (& sad women), fuori il 21 marzo. L’approccio è tranquillo e minimalista: Orlando in Love è una ballad delicata, chitarra e voce con qualche bell’arrangiamento d’archi, non dissimile dall’ultimo album e condotta magistralmente dalla voce stupende di Michelle. [7]
Coheed and Cambria – Someone Who Can [alternative rock, indie rock]. Il nuovo album dei Coheed and Cambria The Father of Make Believe (14 marzo) potrebbe benissimo essere il disco più variegato del gruppo newyorkese: se il primo singolo Blind Side Sonny era una sfuriata hardcore e il secondo Searching for Tomorrow riportava la band sui più usuali terreni al rock/prog, Someone Who Can fa un altro passetto di lato presentandosi come uno dei brani più pop mai proposti da Claudio Sanchez e soci. Scelta comunque azzeccata, perché il ritornello è super orecchiabile e la musicalità come sempre di gran fattura. [7,5]
Lucy Dacus – Ankles + Limerence [Geffen Records; pop, indie]. Dopo il grande boost di visibilità ottenuto con il successo mainstream delle Boygenius, Lucy Dacus cambia etichetta passando dall’indipendente (seppur grossa) Matador Records alla major Geffen Records, controllata da Universal. Il cambio sembra riflettersi anche nella musica, non perché Lucy si sia svenduta al commerciale, ma perché gli arrangiamenti dei suoi nuovi singoli sono molto più ricchi ed elaborati e le sonorità del brano principale, Ankles, un filo più ritmate e ascoltabili (anche il video sembra il risultato di un budget decisamente più cospicuo). Una versione leggermente più pop di Lucy, ma sempre fedele a sé stessa senza dover scendere a troppi compromessi. L’album Forever Is a Feeling uscirà il 28 marzo e vedrà la partecipazione anche di Julien Baker e Phoebe Bridgers, oltre a una schiera di altri artisti. [7]
Chloe Moriondo – Shoreline [Fueled by Ramen; indie pop, industrial pop]. Dopo il brutto esperimento pop mainstream sul disco Suckerpunch del 2022, Chloe Moriondo prova a ripresentarsi con un sound ripulito sul suo nuovo singolo, nato dalla dolorosa fine della lunga relazione che sul disco Blood Bunny sembrava così idilliaca. L’artista americana mette al bando i bpm esagerati dell’ultimo lavoro in favore di una simil-ballad elettronica ma dal sapore indie, un po’ affine al sound sentito sull’ultimo album di quei Girlpool che proprio Chloe citava come fonte d’ispirazione in una sua vecchia canzone (Favorite Band, sempre da Blood Bunny). Potremmo chiamarlo industrial pop per dare una vaga idea, ma ci pare al di là della definizione che questo brano sia un deciso passo in avanti per Chloe e forse la speranza che, musicalmente parlando, il peggio sia passato. [7,5]
Anxious – Some Girls [Run for Cover Records; emo, indie rock]. Altro singolo per gli Anxious in attesa dell’uscita del disco Bambi il 21 febbraio. Some Girls è forse il più “pop” fra i brani pubblicati finora, o quantomeno quello con le sonorità più tranquille e leggere e il ritornello più ascoltabile, ma mantenendo comunque l’approccio emo molto tipicamente Run for Cover. [7]
Brdmm – Infinity Peaking [Rock Action; rock elettronico, shoegaze]. Già anticipato dal singolo John on the Ceiling, il 28 febbraio uscirà il nuovo album dei Brdmm, Microtonic, per l’etichetta fondata dai Mogwai. Il nuovo singolo è un pezzo impegnativo che sfonda ampiamente i cinque minuti di durata, acquisendo man mano un sound sempre più elettronicheggiante scavallando rock alternativo e shoegaze. Sperimentale, interessante, forse non per tutti. A marzo peraltro il gruppo britannico verrà a trovarci per un paio di date a Milano e Bologna (qui maggiori informazioni). [6,5]
The Horrors – More Than Life [Virgin Records; psych, alternative rock]. Ancora un singolo per i The Horrors in anticipazione del loro sesto album Night Life, fuori il 21 marzo. More Than Life è stata scritta a Canary Wharf, che per chi non ci fosse stato è una specie di minuscola Manhattan nel centro di Londra con grattacieli e poco altro. Un posto a prima vista totalmente opposto all’idea di creatività musicale, ma il brano che ne è scaturito sembra trasudare ispirazione creativa: è un brano di cinque minuti e mezzo con un’intro di più di un minuto, movenze vagamente goth e psych come da tradizione per il gruppo e un sottotesto shoegaze che piace parecchio. [7]
Poptropicaslutz! – Tryna Get That Kate Moss 2025 [Epitaph Records; pop, indie]. I Poptropicaslutz! sono i secondi artisti che ci capita di sentire in queste prime tre settimane del 2025 a citare Kate Moss (le prime sono state le Lambrini Girls), evidentemente ancora sinonimo di cultura pop anche dopo trent’anni. A differenza delle Lambrini Girls qui però non siamo in territorio punk: quello dei Poptrociaslutz! è un pop involuto su sé stesso, influenzato dall’hip hop e dalla trap ma anche dall’indie e dall’R&B, a tratti affine a certi esperimenti dei The 1975 e pesantemente autotunato. [6,5]
Moreish Idols – Dream Pixel [Speedy Wunderground; alternative rock, sperimentale]. Già anticipato dallo sperimentale singolo Slouch, All in the Game sarà il nome dell’album d’esordio dei Moreish Idols, che regalano un altro piccolo spoiler dell’album con il nuovo brano Dream Pixel. Le sonorità qui sono vagamente meno astratte e sperimentali, ma le chitarre fuzzy imperano e creano distorsioni più accentuate della media, mentre il finale regala barocchismi. [6,5]
Somebody’s Child – Last Night I Held Your Hand [Frenchkiss Records; indie rock, alternative rock]. A novembre i Somebody’s Child ci avevano molto ben impressionato con il singolo Time of My Life, e adesso la band dublinese conferma appieno le ottime sensazioni con il secondo estratto dal disco When Youth Fades Away, fuori il 28 marzo. Le sonorità sono sempre quelle di un indie rock vagamente nostalgico, sicuramente molto vicino al sound d’Oltremanica ma conscio della recente lezione dei Fontaines D.C. [7,5]
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