Winona Fighter, State Champs, All Time Low: i singoli internazionali del 20 settembre 2024

Winona Fighter – Swear to God That I’m (Fine) [Rise Records; pop punk]. Loro sono fra le nuove band pop punk più interessanti del momento, e non è un caso che siano stati accolti da un’etichetta grandina come Rise Records. Il nuovo singolo conferma la carica divertente ed energica del gruppo, che suona sicuramente più vicino allo stile pop punk anni 2010 e 2000 che alle recenti evoluzioni infuse di trap -ma forse è anche per questo che ci piace così tanto. [8]
State Champs – Light Blue [Pure Noise Records; pop punk]. Le prime due canzoni estratte dal nuovo album degli State Champs non ci avevano convinto affatto perché sembravano la versione poco ispirata di quello che la band aveva fatto egregiamente sui primi due dischi. Il nuovo singolo mette una leggera pezza sul problema: il ritornello è molto più aperto e alla Weezer rispetto alla media dei brani dei Champs, e anche se non regge assolutamente il confronto con The Finer Things, è comunque un brano gradevole che sa farsi ascoltare. [6]
All Time Low & I Prevail – Hate This Song [Fearless Records; pop rock, alternative rock]. Collaborazione da brivido, soprattutto per gli I Prevail che sono noti per il loro metalcore (per quanto abbastanza pop). Hate This Song risulta essere un brano decisamente influenzato dallo stile degli All Time Low, con strofe sostanzialmente elettroniche e un ritornello che sembra uscito da Future Hearts. Poi arriva un breakdown urlato a caso, giusto per ricordarci che genere fanno gli I Prevail, ma ci sembra piuttosto fuori luogo in un brano come questo. [5]
Hot Mulligan – Fly Move (The Whole Time) [Wax Bodega; emo]. Autodescritti paladini del “post-emo” (qualunque cosa significhi), gli Hot Mulligan sono in effetti la band migliore che questo genere abbia proposto negli ultimi cinque anni. Il loro capolavoro resta probabilmente You’ll Be Fine del 2020, ma i brani recenti si avvicinano a quel disco, anche perché il sound è parecchio simile, con il cantato un po’ urlato e un po’ frignato di Tades, le chitarre piru piru e l’atmosfera da college americano. [7]
Dashboard Confessional & Boys Like Girls – Watch the Fire [Nettwerk; pop rock, emo]. Altra collaborazione tra nomi pesanti, anche se in questo caso più per l’effetto nostalgia che per l’attuale rilevanza dei progetti coinvolti. Watch the Fire sembra il classico pezzo da anni 2000, quando pure il pop mainstream risentiva dell’ondata emo. Era necessario? Probabilmente no. [5,5]
From First to Last – Rev [metalcore, post-hardcore]. Purtroppo i From First to Last sono tornati attivi. Il perché del “purtroppo” è presto spiegato se premete play sulla nuova canzone, o anche sulla precedente Genesis uscita un mesetto fa. Non sappiamo proprio cosa questi nuovi brani abbiano a che vedere con la storia della band, e sinceramente avremmo preferito continuare a lacrimare su Emily o Note to Self che ascoltare questo metalcore elettronico. [4]
Origami Angel – Sixth Cents (Get It?) / Secondgradefoofight [Counter Intuitive; emo, post-hardcore]. Altro doppio singolo per la Gami Gang, qui abbiamo un primo brano (Sixth Cents) che cambia continuamente ritmo e unisce una serie di complicati accordi sfiorando il math rock, e un secondo (Secondgradefoofight) maggiormente incentrato sull’energia hardcore. La band non scrive mai canzoni catchy o memorabili, ma a questo giro il concept si fa apprezzare. [6,5]
Grayscale – Let Go [pop rock, alternative rock]. Altro singolo per i Grayscale che ci convincono davvero poco da quando hanno abbandonato il pop punk nell’ormai lontano 2017. Il cantato di questo nuovo brano sembra effettivamente vicino allo stile pop punk, ma musicalmente Let Go è assimilabile a un pezzo dei primi 5 Seconds of Summer. Abbastanza pessimi i “ta ta ta ta” che costituiscono la quasi interezza del ritornello. [5,5]
Greg Mendez – First Time [Dead Oceans; ballad]. Attivo da anni nella scena di Philadelphia, Greg Mendez è stato messo sotto contratto da Dead Oceans e presto sarà in tour con Angel Olsen. Il suo nuovo singolo è una delicata ballad piano e voce a lume di candela, della durata di appena due minuti. [6,5]
Drug Church – Slide 2 Me [Pure Noise Records; punk rock, post-grunge]. La nuova canzone dei Drug Church sembra un brano dei Nirvana ma aggiornato al 2024. Non è un sound estremamente diverso da quello a cui la band ci ha abituati negli anni, ma i riff di chitarra sembrano un po’ più aperti del solito, la produzione leggermente più pulita, la canzone in generale più convincente. L’energia è sempre la stessa ed è tanta. [6,5]
Ain’t – Teething [Fear of Missing Out Records; indie rock, alternative rock]. Il singolo d’esordio degli Ain’t ci era piaciuto molto. La seconda proposta del gruppo londinese è forse un po’ meno trascinante, ma ci parla di una band che è assolutamente in grado di scrivere canzoni che sanno essere orecchiabili e allo stesso tempo sembrare underground nel senso cool del termine. Già nel giro di Rough Trade (che di solito ci vede lungo), in un contesto come quello britannico gli Ain’t possono diventare qualcosa di importante in breve tempo. [6,5]
Big Love – Never Enough [alternative rock, post-rock]. Ancora una volta l’Irlanda si dimostra terra di progetti rock validissimi. I Big Love vengono da Dublino e sono appena al proprio terzo singolo, ma le basi per costruire qualcosa di solido ci sono tutte. Il loro è un rock alternativo e delicato, con un pianoforte che addolcisce il sound e atmosfere che evocano grigi cieli marittimi da Europa del Nord. [7]
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