I Barkee Bay ripartono dall’Australia con Wild / L’intervista

I Barkee Bay non si sono mai fermati negli ultimi anni, specialmente dal vivo, ma l’ultimo EP Shoefiti 2 risale a un paio d’anni fa, per cui il nuovo singolo Wild sa molto di ripartenza. La canzone sviluppa un sound pop rock super accattivante che pesca molto dall’ambiente surf australiano, e non è un caso, visto che il frontman Giulio Barchi ha passato un bel po’ di tempo sulla costa est dell’Australia in un viaggio “zaino in spalla”. Un’esperienza che, come ci racconta la band, ha avuto un’influenza diretta sul sound del brano: ecco l’intervista ai Barkee Bay!
Ciao ragazzi, Wild è il singolo che vi vede ripartire a un paio d’anni dal vostro ultimo EP. Come avete passato questi ultimi due anni a livello di band?
Ci siamo divertiti e abbiamo suonato un sacco. Dopo l’uscita degli EP, abbiamo vissuto il primo tour con cui abbiamo preso maggior confidenza per qualunque tipo di palco, dai più piccoli e intimi a quelli grandi dei festival. Abbiamo sfidato noi stessi e la nostra musica, cercando di trovare un sound che rappresentasse ognuno di noi, non solo “noi” come band ma anche un “noi” collettivo, che
racchiude tutte le persone che ci stanno accanto. La stesura di un album intero era una cosa che nessuno di noi aveva affrontato prima, quindi ci è voluto tempo anche per capire come fare le cose al meglio e imparare pezzo per pezzo. Oltre a questo, abbiamo cercato di raccogliere nuove esperienze e insegnamenti per arricchire il nostro percorso di vita e artistico.
Wild è ispirata a un viaggio “zaino in spalla” lungo la costa est dell’Australia. Cosa pensate si possa palpabilmente sentire di quel viaggio all’interno di questa canzone?
In questo pezzo e in tutto il disco in uscita, si percepisce un’influenza australiana sia nel suono, ispirato alla cultura surf/punk, sia nel vissuto, che riflette l’esperienza del viaggio: il senso di libertà, gli incontri casuali, il contatto con la natura incontaminata e il rapporto con spazi sconfinati rispetto al numero di abitanti.
Il sound del brano è molto estivo, da party, anche se per ora siamo ancora all’inizio della primavera. Ci possiamo aspettare altre canzoni su questa linea all’interno del disco in arrivo?
In generale sì, con dei passaggi più intimi o profondi e altri come Wild più leggeri da festa.
Quali sono secondo voi i riferimenti musicali che hanno guidato la composizione e la scrittura di Wild?
Parlando di reference, Dominic Fike è sicuramente stato di grande aiuto sia nella stesura del singolo che di tutto l’album. Gli Strokes, fino alle band surf/punk più grezze come gli Skegss di Byron Bay o qualcuna più pop come i Royel Otis.
Tutte le nostre interviste sono disponibili a questo link.
