Vukovi, Tiny Moving Parts, Lauren Mayberry: i singoli internazionali del 4 ottobre 2024

Vukovi – Gungho [Sharptone Records; post-hardcore, alternative rock]. I Vukovi hanno un nuovo album in uscita nel 2025, e la prima canzone è questa Gungho, che stando a quanto dice Wikipedia dovrebbe essere un’espressione cinese adottata in America e che indica una persona “eccessivamente entusiasta, troppo zelante”. Il sound è pressappoco quello che i Vukovi hanno presentato e via via perfezionato sin dal loro primo album del 2017, ma dall’approdo a Sharptone la band scozzese ha sicuramente appesantito un po’ il suono delle chitarre e dei brani in generale, per cui quello che era un alternative rock energico e heavy è ora diventato a tutti gli effetti un post-hardcore aggressivo, addolcito dal cantato femminile di Janine. [6,5]
Tiny Moving Parts – Before I Go [Many Hats Endeavors; emo]. Se c’è una cosa di cui non si possono incolpare i Tiny Moving Parts è quella di aver stravolto il proprio sound e aver “tradito” le proprie origini: il trio del Minnesota semmai ha continuato imperterrito a riproporre il proprio emo/pop punk tecnico, esplosivo e un po’ sgangherato quasi nella stessa identica maniera in ogni proprio album, al massimo migliorando un pochino la tecnica vocale e la qualità delle registrazioni. Difficile dire se questa scelta abbia contribuito a far scemare l’ondata di entusiasmo che la band aveva generato attorno al 2017-2018; ad ogni modo apprezziamo molto la volontà di Dylan Mattheisen e compagni di voler rimanere fedeli a sé stessi. Il nuovo singolo (che anticipa il settimo album fuori a novembre), inutile dirlo, suona esattamente come ogni altro brano dei Tiny Moving Parts, e questa è sia la cosa meravigliosa -perché amiamo loro e il loro modo di suonare- sia quella esasperante -perché ci sembra di aver già sentito questa canzone una quantità indescrivibile di volte nei loro album dal 2016 a oggi. [6]
Lauren Mayberry – Something in the Air [EMI; pop]. Il disco solista di Lauren Mayberry dei Chvrches ci sta impiegando tantissimo tempo ad arrivare, visto che le prime notizie sulla sua imminente uscita erano state date dalla stessa artista scozzese ormai più di un anno fa. Sembra però che ora il disco stia per vedere la luce, e dovrebbe chiamarsi Vicious Creature. Tra le tracce che conterrà c’è questa Something in the Air, che non era stata eseguita al concerto di Lauren al Magnolia di un annetto fa, il che ci fa pensare che nel frattempo l’artista abbia scritto nuove canzoni e provato a perfezionare un disco che forse non rispondeva ancora alle sue aspettative. [7]
Coheed and Cambria – Blind Side Sonny [punk, hardcore]. Mossa inaspettata quella dei Coheed and Cambria con questo brano: la band piazza un pezzo insolitamente corto, quasi tutto urlato, dal piglio decisamente hardcore e punk. Niente astronavi e saghe ambientate nello spazio, ma un testo semplice e diretto che parla del desiderio di vendetta. Non avremmo minimamente sospettato che si trattasse dei Coheed and Cambria se non l’avessimo letto, ma questo drastico cambio non ci dispiace affatto. [7,5]
Circa Waves – We Made It [Lower Third/PIAS; indie rock]. Nuovo album in arrivo a gennaio per i Circa Waves, che lo anticipano con questo singolo indie rock abbastanza canonico alla The Killers. Sonorità già ampiamente sentite, ma il pezzo è più che gradevole e orecchiabile. [6,5]
Dream Nails – Control [Marshall Records; punk rock, alternative rock]. Cambio sostanziale di lineup per le Dream Nails: alla voce, esce Ishmael Kirby (che peraltro era pressappoco una new entry), e la band resta un trio con la bassista Mimi Jasson che va al microfono. Il primo singolo è questa Control, che unisce l’energia grezza del punk da scantinato con sonorità più alternative rock e leggere. La sensazione però è che il brano suoni fin troppo confuso e cacofonico. [5]
Thank – Woke Frasier [Big Scary Monsters; post-punk, noise]. Ultima anticipazione dal secondo disco dei Thank in arrivo a novembre, Woke Frasier prende mira la destra che tende ad appiccicare l’etichetta di “woke” a tutto quello con cui non è d’accordo. Il sound è un groviglio sonoro che prende un pochino dal post-punk, un pochino dal noise e si sente pure qualche accenno d’influenza new wave: potenti, divertenti e politici. [7]
K. Soto – Forgive Me [Pure Noise Records; ballad, emo]. Il cantante dei Seahaven, Kyle Soto (o K. Soto, come si fa chiamare con il suo progetto solista), pubblicherà a novembre il suo primo album. La canzone che lo lancia è una ballad al pianoforte, meditativa e malinconica, sicuramente non intensa come i brani della band di Soto ma ugualmente emotiva. La lunga outro finale sembra davvero non necessaria. [5,5]
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