Militarie Gun, Yellowcard, Mayday Parade: i singoli internazionali del 15 agosto 2025

Militarie Gun
Foto di Nolan Knight

 

Militarie Gun – Bad Idea [Loma Vista Recordings; punk rock]. I Militarie Gun sono una delle band punk rivelazione degli ultimi due o tre anni, anche grazie all’ultimo disco, lo scatenato Life Under the Gun. Il 17 ottobre ne uscirà uno nuovo, God Save the Gun, e il singolo che lo anticipa ci porta una versione leggermente modificata dei Militarie Gun che conoscevamo: il pezzo è corto, conciso e ad alta energia, ma ci sono una serie di piccoli elementi che danno l’idea che la band abbia provato a costruire un potenziale singolo, un brano “radiofonico” per così dire: i synth che fanno capolino nell’arrangiamento e addolciscono gli angoli punk, il ritornello che diventa una sorta di coro da cheerleader istantaneamente memorabile, la produzione meno grattata e molto più levigata… è solo un primo brano, per cui sarebbe affrettato saltare a conclusioni sul disco intero, ma la nostra speranza è che i Militarie Gun non perdano il proprio mordente.

 

Yellowcard – Bedroom Posters [Better Noise Music; alternative rock, pop punk]. Quarto singolo dal nuovo album degli Yellowcard Better Days (10 ottobre), dopo Take What You Want, Honestly I e la title track. Bedroom Posters parla ovviamente dei tempi andati dell’infanzia, ma soprattutto delle difficoltà che la vita di un musicista spesso in giro per il mondo comporta, specialmente nelle relazioni con i propri cari e familiari. Il sound è un pop punk appena appena alleggerito o rallentato, mischiato con un rock alternativo che sicuramente si confà meglio alla band in questa fase della sua carriera, anche anagrafica.

 

Mayday Parade – Under My Sweater [Many Hats Endeavors; emo, alternative rock]. Una delle poche certezze al mondo è che i Mayday Parade continueranno a scrivere canzoni emo pop tristone con ritornelloni orecchiabili e vagamente strappalacrime. Il loro nuovo album (fuori il 3 ottobre) si chiama direttamente Sad, e non ci potrebbe essere titolo più azzeccato per loro. Il singolo di lancio Under My Sweater è un pezzo classicissimo alla Mayday Parade, senza alcun tipo di innovazione, ed è proprio quello che ci piace sentire dalla band.

 

Dance Gavin Dance feat. George Clinton – Space Cow Initiation Ritual [Rise Records; post-hardcore, funk]. Di cose strane i Dance Gavin Dance ne hanno fatte nella propria carriera, per cui non sappiamo se questa canzone conti come la cosa più strana di tutte; probabilmente no, ma resta comunque un brano perfetto per scatenare il “wtf factor”. Space Cow Initiation Ritual (già il titolo… ma anche qui niente di sorprendente per chi conosce la band) vede infatti la partecipazione di George Clinton, ottantenne leggenda del funk, che porta appunto una notevole influenza funky nel brano, piuttosto lontano dagli standard dei DGD se non per i breakdown urlati da Jon Mess.

 

Bearings – Quick Release [Pure Noise Records; punk rock, alternative rock]. Il nuovo album dei Bearings si chiama Comfort Company e uscirà il 7 novembre su Pure Noise Records. Il singolo di lancio Quick Release sembra un piccolo esperimento, quantomeno per gli standard della band, perché è meno focalizzato su un sound generic pop punk come le precedenti uscite, ma vira su sonorità leggermente più mainstream e anche primi ’00s (pare un brano perfetto per la colonna sonora di Burnout 3). Spicca indubbiamente l’approccio al cantato, che nelle strofe ha un vago sentore di Britpop alla Oasis, e forse usa un filo di autotune di troppo.

 

Spite House – 10 Days [Pure Noise Records; hardcore, emo]. Terzo singolo dal nuovo album degli Spite House, Desertion, in arrivo il 12 settembre (in precedenza erano stati pubblicati Stale Change e Desert). 10 Days ha un titolo che ci sembra perfetto per evocare il sound del gruppo, con il suo hardcore dalle influenze emo sulla scia dei Koyo e degli Anxious.

 

Super Sometimes – Say Something Now [Pure Noise Records; pop punk, emo]. Altra settimana, altra nuova band che conferma la teoria secondo cui la parentesi del pop punk “alla Machine Gun Kelly” è morta e sepolta e le band sono tornate a fare pop punk “come una volta”. I Super Sometimes, precedentemente noti come New Aesthetic prima che un’altra band con lo stesso nome gli chiedesse gentilmente di cambiarlo, hanno appena firmato per Pure Noise Records. Il nuovo singolo Say Something Now unisce emo e pop punk con una percentuale più corposa di quest’ultimo nella ricetta, ma soprattutto ha tutte le caratteristiche che avrebbero fatto un buon pezzo pop punk anche nel 2015.

 

The Hunna – Bloom [FLG; ballad]. I The Hunna lanciano il loro nuovo EP Blue Transitions (fuori il 14 novembre) con una semi-ballad full band intitolata Bloom, un brano che parte con la classica abbinata chitarra acustica e voce per poi arricchirsi via via con l’ingresso della batteria e della chitarra elettrica. Uno schema canonico se vogliamo, ma che continua a essere percorso con successo, forse perché senza tempo e universale.

 

Eliza McLamb – Every Year [Royal Mountain Recods; indie rock]. Dopo il bel singolo Like the Boys, Eliza McLamb continua ad anticipare il suo nuovo album Good Story (in uscita il 24 ottobre) con Every Year, una semi-ballad indie rock leggerina, estiva e con un filo di malinconia nei vocals pur nell’ambito di un pezzo tutto sommato positivo nelle atmosfere.

 


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