Hot Mulligan, Wicca Phase Springs Eternal, Skullcrusher: i singoli internazionali del 18 luglio 2025

Hot Mulligan

 

Hot Mulligan – Prototheme [Wax Bodega; post-hardcore, emo]. Quando pensavamo che gli Hot Mulligan si stessero un po’ adagiando sugli allori, ecco che la band ci sorprende con un pezzo emo/screamo alla vecchi Underoath: dissipata ogni traccia di pop punk, Tades si lancia in una serie di scream che non sono proprio inediti per la band ma che di certo non sono mai stati esplorati con tanta veemenza. Notevolte anche l’assolo di chitarra finale, molto metal/post-hardcore. The Sound a Body Makes When It’s Still, il nuovo album, uscirà il 22 agosto, e questa canzone ci fa alzare di parecchio le aspettative.

 

Wicca Phase Springs Eternal – Horseback / Enchantment [Run for Cover Records; Western ballad]. Questa cosa di pubblicare due canzoni contemporaneamente sta un po’ sfuggendo di mano, soprattutto agli artisti di Run for Cover (vedi gli Angel Du$t la scorsa settimana). Wicca Phase Springs Eternal annuncia l’uscita del suo nuovo album Mossy Oak Shadow (19 settembre), e lo fa appunto con due brani. Sono entrambe ballate da cowboy triste e solitario, con sonorità perfette per la colonna sonora di un Western, filone che l’ex Tigers Jaw ha ormai abbracciato da qualche anno, specialmente con l’ultimo album self-titled.

 

Skullcrusher – Exhale [Dirty Hit; indie pop, alternative pop]. Nuova etichetta per Skullcrusher, che da Secretly Canadian passa a Dirty Hit, label con cui pubblicherà il nuovo album And Your Song Is Like a Circle il 17 ottobre. L’album prende il nome da una frase contenuta proprio nel singolo di lancio, questa Exhale che sta un po’ a metà fra l’indie malinconico tanto di moda nell’ultimo decennio nel mondo anglofono e il pop alternativo elettronico. Brano etereo che fa dell’atmosfera e delle vibe il proprio punto di forza più che un ritornello potente o melodie immediate.

 

Wargasm – Small World Syndrome [techno, post-hardcore]. Secondo singolo da 100% indipendenti per gli Wargasm dopo Vigilantes, Small World Syndrome conferma le sonorità techno del precedente brano ma le mischia con scream incazzati e (brevi) passaggi post-hardcore. Un mix forse un po’ troppo esagerato.

 

Spite House – Stale Change [Pure Noise Records; emo, hardcore]. In vista del nuovo album Desertion (12 settembre), gli Spite House condividono un nuovo singolo dopo Desert. Rispetto al precedente, Stale Change pesca un pochino meno dall’hardcore e più dall’emo, ma le vibe restano sicuramente affini alla scena Anxious / Koyo e simili, anche grazie alla produzione molto grattata.

 

Unwell – Miracle [Pure Noise Records; pop punk, easycore]. Gli Unwell sono l’ultima band a entrare nel roster sempre in espansione di Pure Noise Records. La band di Detroit unisce pop punk, alternative rock e hardcore, usa un tuning delle chitarre basso alla easycore, ma anche un cantato più trattenuto con più influenze R&B che classiche sgolate pop punk. Piuttosto catchy, l’energia non è comunque la stessa di un pezzo più punk. Il 7 novembre uscirà il disco Allegoria.

 

The Sophs – Death in the Family [Rough Trade Records; indie rock, rock alternativo]. Rough Trade sembra avere l’incredibile capacità di andare costantemente a pescare le migliori band che bazzicano la scena underground, sia britannica sia mondiale: vedi Amyl and The Sniffers, e anche i losangelini The Sophs, attualmente sconosciuti ma che a breve potrebbero seguire la traiettoria di altri gruppi dell’etichetta inglese. Il loro stile unisce l’indie rock fatto all’americana con il rock alternativo un po’ ’90s che a tratti richiama i primi due dischi degli Weezer, anche nel cantato Cuomesco.

 

Eliza McLamb – Like the Boys [Royal Mountain Records; indie rock]. A un anno dall’esordio con Going Through It, Eliza McLamb annuncia l’uscita del suo secondo album, Good Story, previsto per il 24 ottobre. L’artista del North Carolina lo lancia con un singolo indie rock potente e delicato allo stesso tempo, che si avvicina al filone indie tristino Phoebe Bridgers/Snail Mail ma che sa brillare di luce propria rivelando un talento che ha qualcosa da raccontare e che lo sa raccontare alla grande.

 

Iona Zajac – Anton [indie rock, ballad]. A poche settimana da Bang, Iona Zajac pubblica un nuovo singolo dedicato ad Anton (rompendo anche la classica tradizione che vede una netta prevalenza di nomi femminili nei titoli delle canzoni). Anton non è una singola persona reale, ma, come spiega l’artista, la personificazione di tutti gli uomini tossici che hanno tormentato l’esistenza di Iona “con il proprio ego e con le proprie mani”, specialmente durante l’adolescenza. Si tratta di una delicata ballata indie rock che assume anche toni catartici verso il finale -senza spoilerare nulla- che ricorda un pochino la climax di Bull Believer degli Wednesday.

 

Poptones – Say Something Now [Happy Metal Records; art rock]. Un tripudio di rumori cacofonici fa da introduzione al nuovo singolo dei Poptones, che però nel corso del brano dimostrano di saper anche rallentare i giri del motore e giocare con sonorità maggiormente armoniche. Il gruppo danese propone un art rock influenzato dal noise così come dal post-punk, per un ascolto sicuramente non immediato ma potenzialmente molto apprezzabile per gli amanti dell’underground.

 


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