Motion City Soundtrack, Silverstein, Wednesday: i singoli internazionali del 20 giugno 2025

Motion City Soundtrack
Foto di Ben Pier

 

Motion City Soundtrack – She Is Afraid [Epitaph Records; alternative rock, pop punk]. C’è chi per il decimo anniversario di un disco fa un tour celebrativo, e chi annuncia direttamente un disco tutto nuovo. È il caso dei Motion City Soundtrack, il cui ultimo album (Panic Stations) risale proprio a dieci anni fa, e che il 19 settembre pubblicheranno The Same Old Wasted Wonderful World. L’album non conterrà il singolo Stop Talking, uscito un anno fa di questi tempi… e aggiungeremmo un “menomale”, perché quella era una canzone ascoltabile ma non indimenticabile, mentre il singolo di lancio del nuovo album è decisamente più trascinante: il ritornello è catchy e funziona, e le chitarre fanno molto classici Weezer. Manca solo forse un po’ più di insistenza sul synth tipico dei MCS. [7]

 

Silverstein feat. Dayseeker – Drain the Blood [UNFD; post-hardcore]. I Dayseeker sono fra le band più hypeate dell’ultimo anno nella scena post-hardcore; la collaborazione con i Silverstein, pesi massimi del settore, appare quindi logica, sia per questi ultimi (che magari mantengono un’immagine cool lavorando con una band dieci anni più giovane) sia per i Dayseeker che vengono esposti a un pubblico affezionato come quello del gruppo canadese. Il risultato è un pezzo post-hardcore con strofe melodiche e ritornello urlato (giusto per variare un po’ sulla formula di base) e l’intervento di Rory Rodriguez nel bridge che aggiunge un tocco vagamente soul al brano, rallentando forse un po’ troppo i ritmi. [6,5]

 

Wednesday – Wound Up Here (By Holdin On) [Dead Oceans; indie rock, Americana]. Il 19 settembre uscirà Bleeds, l’album con cui gli Wednesday faranno seguito al fortunatissimo Rat Saw God del 2023, osannato dalla critica (da noi un po’ meno). Il singolo di lancio è un pezzo che fonde indie rock e Americana, secondo uno schema che negli ultimi tempi sta andando per la maggiore negli Stati Uniti. Il ritornello ci piace, è accattivante e orecchiabile ma senza concedere troppo al pop; la performance vocale di Karly Hartzman è ancora una volta impeccabile, e le chitarre sono potenti e croccanti. Come singolo di lancio ci sembra una scelta molto ben riuscita; ora andrà verificato se l’intero album corrisponderà allo standard di questa canzone. [8]

 

Hot Milk – The American Machine [Music for Nations; post-hardcore, alternative rock]. Dopo una canzone celebrativa dell’Inghilterra, gli Hot Milk ne pubblicano una critica nei confronti degli Stati Uniti, e in particolare del loro imperialismo militarista. Un brano che suona inevitabilmente attuale visti gli avvenimenti delle ultime settimane, anche se i messaggi politici con queste sonorità alternative rock / post-hardcore sono sempre particolarmente difficili da veicolare a meno che non ti chiami Enter Shikari. Il nuovo album Corporation P.O.P. esce il 27 giugno. [5,5]

 

Bar Italia – Cowbella [Matador Records; rock alternativo, indie rock]. Era da qualche tempo che non sentivamo nuova musica dai Bar Italia, e così ecco che, preciso preciso insieme all’annuncio del tour autunnale, arriva un nuovo singolo dal bizzarro titolo Cowbella. Cowbella è forse uno dei brani più “normali” e standard per il gruppo inglese, con il suo rock alternativo dalla produzione sporca e aggressiva, addolcita comunque dall’alternanza fra il cantato maschile e femminile. [7]

I Bar Italia saranno in Italia il 22 ottobre per un unico concerto in Santeria Toscana 31 a Milano.

 

Greywind – Waterfall [Frontiers Label; emo]. Sono la band che al momento probabilmente incarna maggiormente il sound emo classico degli anni 2000: i Greywind hanno annunciato che il loro nuovo album, Severed Heart City, uscirà il 19 settembre per l’etichetta italiana FLG (Frontiers Label Group). L’annuncio arriva con un nuovo singolo, Waterfall, che presenta le sonorità emo su cui il duo irlandese sta puntando molto, perfette per tutti gli elder emo nostalgici degli anni della propria adolescenza, ma anche per i Gen Z che si sono avvicinati al genere, magari con la reunion dei My Chemical Romance. [7,5]

 

The Armed – Kingbreaker [Sargent House; post-hardcore]. Il nuovo album dei The Armed in arrivo l’1 agosto ha un titolo lunghissimo, The Future Is Here and Everything Needs to Be Destroyed, ed è anticipato da questo singolo cattivissimo che combina un sound post-hardcore volendo anche quasi alternative rock alle urla ferine della guest vocalist Meghan O’Neil (Punch, Super Unison), le quali fanno fare il vero salto di qualità al pezzo. [7]

 

Spite House – Desert [Pure Noise Records; emo, hardcore]. Dopo Koyo, Anxious e One Step Closer, la scena che si colloca all’intersezione fra l’emo e l’hardcore continua ad arricchirsi di proposte sempre fresche, anche se forse per il momento in Italia non ce ne siamo ancora accorti. Gli Spite House sono l’ultimissima firma di Pure Noise Records, e presentano le chitarre urgenti e melodiche dell’emo (immaginatevi Hours dei Funeral for a Friend) unite all’aggressività del cantato rauco e graffiato di Max Lajoie. Una nuova fioritura che ci sta piacendo parecchio. Il 12 settembre uscirà il nuovo album Desertion. [7,5]

 

Nerves – Takes a Second [noise punk]. I Nerves sono l’ennesima band rock che l’Irlanda sta sfornando in questo periodo di evidente fioritura culturale. Hanno appena un EP all’attivo (Glórach, del 2024), ma presto ne uscirà un secondo, intitolato Iarmhaireacht (Google dice che in irlandese dovrebbe significare qualcosa come “la solitudine che si prova all’alba”) e prodotto da Daniel Fox, molto attivo dietro le quinte dei dischi dei propri compatrioti. Il sound del singolo di lancio, Takes a Second, è particolare perché unisce noise, post-punk e rock sperimentale avanguardistico arrivando quasi ad atmosfere metalliche, con un mood un po’ oscuro e un incedere assillante che provoca un certo sgomento nell’ascoltatore. [7]


Puoi leggere tutte le nostre pagelle ai singoli internazionali a questo link.

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