Drop Dead Gorgeous, Sigrid, Yellowcard: i singoli internazionali dell’11 luglio 2025

Drop Dead, Gorgeous – Six Feet [The Artery Foundation; metalcore, post-hardcore]. Miracoli della nostalgia: dopo 15 anni abbiamo una nuova canzone dei Drop Dead, Gorgeous. La band che ha sostanzialmente inventato il metalcore di fine anni 2000 torna con una lineup leggermente rinnovata, purtroppo a causa della morte del chitarrista Kyle Browning nel 2021. Il brano di ritorno si chiama Six Feet ed è un pezzo che unisce qualche caratteristica storica del sound del gruppo (metalcore con i synth e gli scream riconoscibili di Danny Stillman) a elementi decisamente più moderni che la inseriscono nel filone post-Bring Me the Horizon, come del resto molti altri gruppi del momento.
Sigrid – Jellyfish [Island Records; pop]. Un inedito giro di basso post-punk fa da ossatura per Jellyfish, il nuovo singolo della popstar (non in Italia) norvegese Sigrid. La canzone per il resto non ha nulla di post-punk, intendiamoci: è una semi-ballad pop che fa esattamente pensare a un pezzo ambientato e ascoltato sott’acqua, un po’ come se fossimo proprio delle meduse con le cuffiette.
Yellowcard – Take What You Want [Better Noise Music; alternative rock]. Terzo singolo dal nuovo album degli Yellowcard, Better Days (10 ottobre), famigeratamente prodotto da Travis Barker. La produzione plasticosa del batterista dei blink questa volta si fa sentire più che altro sulla batteria, e comunque in un modo meno fastidioso che in altri suoi lavori. La canzone presenta un rock alternativo energico e vagamente epicheggiante nel proprio incedere, con un ritornello abbastanza accattivante anche se forse lontano dai migliori brani del gruppo di Jacksonville.
Angel Du$t – The Beat / The Knife [Run for Cover Records; hardcore, punk]. Gli Angel Du$t hanno firmato per Run for Cover Records, che vuole evidentemente farsi trovare pronta per la nuova ondata hardcore. Questa settimana è uscito un doppio singolo, The Beat / The Knife, che costituisce un 7” (già sold out, sorry) insieme a una cover di I Don’t Wanna Hear It dei Bugg realizzata con Scott Vogel dei Terror. I due brani mostrano un lato ancora più hardcore del gruppo, che già si era fatto notare per la tendenza a diventare sempre più heavy con l’ultimo album Brand New Soul (2023). Da film horror la parte finale di The Knife con il suono di infanti che piangono.
Dance Gavin Dance – Trap Door [Rise Records; post-hardcore]. Altro singolo da Pantheon, il nuovo disco dei Dance Gavin Dance orfani di Tilian Pearson, in uscita il 12 settembre. Un po’ come Midnight at McGuffy’s e All the Way Down, si tratta di un pezzo molto tipicamente DGD, senza grandi cambiamenti alla formula del gruppo se non forse per il bridge vagamente pop retro.
The Summer Set – Flowers / Algorithm & Blues (Over & Over) [LAB Records; indie pop]. Doppio singolo per i The Summer Set, compreso gioco di parole a metà fra il geniale e l’agghiacciante nel titolo di Algorithm & Blues. Il primo brano, Flowers, è un pezzo indie pop che mischia le sonorità più pop del gruppo con quelle che hanno portato alla fama i The 1975; il secondo è un brano un pochino più rock e con più energia; nessuno sembra veramente memorabile.
Dayseeker – Creature in the Black Night [Spinefarm Records; post-hardcore, synth ballad]. A qualche giorno dalla partecipazione al nuovo singolo dei Silverstein, i Dayseeker -una delle band con più hype in ambito post-hardcore del momento- annunciano l’uscita del loro nuovo album Creature in the Black Night, fuori il 24 ottobre. La band ci fa ascoltare la title track del disco, che è un pezzo elettronico lento e introspettivo, quasi una synth ballad, che cambia davvero passo solo nell’ultimo minuto con un breakdown urlato e l’aggiunta della strumentazione full band.
Geese – Taxes [Partisan Records; indie rock]. Il 26 settembre uscirà il nuovo album dei Geese, intitolato Getting Killed. Il disco è anticipato da uno dei singoli con il titolo più noioso della storia, cioè Taxes, la cui uscita è stata celebrata dal gruppo con un concerto gratuito a New York. Il primo minuto e mezzo del brano fa sorgere una marea di punti di domanda in chi ascolta per la prima volta, con un susseguirsi di stonati lamenti in stile ubriacone da parte di Cameron Winter accompagnato solo da una percussione. Poi il brano si trasforma in un pezzo indie rock vagamente The Killers con una produzione decisamente più liscia e un accenno di catchiness. Non sappiamo fino a che punto la canzone sia seria o quanto semmai vada considerata come una sorta di joke song, e forse anche in questo sta il suo fascino laterale.
Pinkshift – Vacant [Hopeless Records; punk rock, post-hardcore]. Se fino a pochi anni fa le band rock e (pop) punk venivano costantemente spinte a fare dischi via via più pop per provare a intercettare un pubblico più ampio, da qualche anno la tendenza sembra essersi almeno in parte invertita, con molti gruppi che appesantiscono il proprio sound, forse incoraggiati anche dal successo riscontrato da band pesanti come Knocked Loose e Loathe (ma anche la stessa Poppy). È il caso degli Hot Milk con il loro nuovo album, ma anche dei Pinkshift, che rispetto al pop punk dei primi lavori sembrano aver abbracciato una direzione fatta di breakdown, low tuning e riff da headbanging. Come dimostra il nuovo singolo Vacant, anticipazione del disco Earthkeeper fuori il 29 agosto.
Nodega (Bodega) – Quantify [Chrysalis Records; thrash punk]. I newyorkesi Bodega hanno ora un proprio alter ego cattivo… i Nodega. La band non l’ha detto ufficialmente, ma è sostanzialmente assodato che i Nodega siano i Bodega stessi, ma trasformati in un gruppo punk hardcore / thrash. Lo stile è molto lontano dall’indie/post-punk per cui la band si è fatta conoscere negli ultimi anni, ma le voci sono riconoscibili e Quantify nel complesso è un pezzo divertente da ascoltare, e immaginiamo anche da suonare. Il 18 luglio uscirà il disco Rot in Helvetica: resta da capire se sarà un disco dei Bodega o dei Nodega!
Nihilistic Easyrider – Weekend Fever / Facedown [Run for Cover Records; pop punk, indie rock]. Di Nihilistic Easyrider, progetto parallelo di Jacob Duarte dei Narrow Head, ci era piaciuto molto il singolo Getaway Plan di qualche settimana fa. Ora l’artista pubblica due brani contemporaneamente (grr), entrambi tratti dall’album d’esordio Deluxe Edition in arrivo il 25 luglio. Due canzoni che non potrebbero essere più diverse: Weekend Fever è una ballad emo/indie rock intrisa di vibe pop punk alla Magnolia dei Turnover, sostanzialmente un brano feelgood e chill; Facedown invece è un pezzo mega-pop punk in stile primi 2010 (primi Man Overboard) che finisce dopo appena un minuto (maledetto, ci sarebbe piaciuto sentire almeno un altro minuto di un brano come questo).
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