Dutch Nazari, La Complice, Scianni: le recensioni dei singoli italiani

Dutch Nazari
Foto di Giovanni Viganò
Dutch Nazari – Fiore d’inverno

Non è una canzone d’amore, ma anche sull’amore ragiona, arrivando poi a toccare tematiche più ampie, lasciando spazio a riflessioni di natura differente, dal cambiamento climatico all’accettazione di sé. È amara, forte e romantica come può essere un Fiore d’inverno quando “fuori fa freddo ma cresco”. Il nuovo singolo di Dutch Nazari anticipa un album in arrivo prossimamente per l’etichetta Undamento, in cui figurerà anche il precedente brano Cori da sdraio. Su una dolce melodia pop, il rapper rielabora quella malinconia di un rapporto finito, trasformandola però con la sua penna in forza e capacità di tirar fuori il buono dalle situazioni più difficili.

La Complice – Torta margherita

Un paio d’anni di silenzio dal suo album d’esordio con cui ci aveva rivelato che A Copenaghen offrono da bere, ma ora La Complice è pronta a farci ascoltare qualcosa di nuovo. Torta margherita è il suo ultimo singolo, fuori per Troppo Records e prodotto dall’instancabile Molla. Il concetto del brano nasce da un pensiero molto bello: “la torta margherita è il dolce più semplice. È una metafora della semplicità che diventa sufficiente ed essenziale quando si è con le persone giuste”, spiega La Complice. E in effetti, un po’ come il dolce mantovano, anche la canzone trae la propria forza dalla semplicità: linee vocali pulite e fresche cantate con dolcezza dall’artista fermana, uno strumentale che dà ritmo al pezzo senza scavalcare melodie e parole, pochi barocchismi o effetti ipermoderni. E così senza inventarsi nulla La Complice regala tre minuti di pausa dalle frenesie quotidiane.

Efferre – Pezzi di un puzzle

Dopo il convincente debutto con il singolo Elisa dello scorso anno, Efferre torna con il nuovo singolo Pezzi di un puzzle. “Mi piaceva immaginarmi cosa potesse succedere se mi fosse capitato di incontrare di nuovo per caso la ragazza che mi ha lasciato, che si è pure consolata subito con un altro”, racconta Antonio a proposito della genesi del pezzo, un brano synth pop dalle sonorità piuttosto minimal, in cui l’apparecchiatura musicale -piuttosto uniforme per tutto l’arco della canzone- fa soprattutto da complemento alla voce che canta la propria rabbia e in parte anche la delusione suscitata nell’artista dall’incontro con la sua vecchia fiamma.

Errante – Ghosting

Secondo singolo in assoluto per Errante, vero nome Marco Campanale, cantautore romano che aveva debuttato lo scorso anno con il brano estivo Nuotando nelle note. Sulla sua nuova traccia, l’artista affronta l’ormai noto fenomeno social del ghosting, che attanaglia verosimilmente almeno tre generazioni diverse lasciando le persone con una serie di dubbi e insicurezze sul proprio valore. Un fenomeno che sta diventando culturalmente rilevante, se è vero che ci viene in mente anche un altro brano che affronta questa tematica: in quel caso un pezzo shoegaze dei milanesi Youngest. Invece che con le chitarre e le distorsioni però, Errante sceglie un approccio più movimentato e ritmato alla sensibilizzazione anti-ghosting (quasi una pubblicità progresso in musica): il suo pezzo ha un sound elettronicheggiante con echi di disco anni ’80 e un cantato molto pop e accattivante, che racconta come il protagonista sia stato vittima di ghosting dopo il più classico degli amori estivi. Insomma, un brano che ha l’obiettivo di sensibilizzare ma anche di far parecchio ballare gli ascoltatori.

Felix Rovitto – Etoile

Felix Rovitto ci ha preso gusto a restare all’Etoile. Ce lo dice lui stesso nel suo nuovo singolo, seguito della pseudo-hit estiva alternativa Marinella di alcuni mesi fa. Nel brano, il buon Felix ci dice anche di non essere più lo stesso, e in effetti se il precedente brano aveva ritmi vicini al reggaeton, qui siamo in presenza di una traccia decisamente più rock, con chitarre acustiche che lasciano ben presto spazio alle distorsioni hard rock del ritornello e della coda finale. Un cambiamento senz’altro gradito, non foss’altro che per scampare ai pericoli dei sound estivi già a gennaio, per una canzone che vuole raccontare “un legame affettivo, tra un uomo e una donna, in cui una delle due parti è però già impegnata sentimentalmente”.

Francesco Morrone – Le mani

I suoni della natura, vocalizzi ancestrali di una voce femminile, e dopo due minuti la voce e la chitarra di Francesco Morrone che cominciano a snocciolare metafore e immagini legati alle mani, “capaci di afferrare il vento dei suoni miei interiori”, dice l’artista. Le mani è il brano che anticipa l’uscita di Grotte, un disco registrato per metà in un garage e per metà in una grotta del Circeo, che se il suo singolo di lancio è una qualche indicazione promette di portarci in un lungo, tortuoso, appagante e forse anche doloroso viaggio. La canzone stessa è un piccolo itinerario, con i suoi quasi sei minuti di lunghezza e il suo sound da “vecchio lupo di mare”. Un brano che ci immaginiamo anche nella colonna sonora di qualche film dai colori opachi e tendenti al blu-grigino, di quelli con un cast composto interamente di nomi sconosciuti e che otterranno recensioni entusiastiche da uno sparuto gruppo di critici con la passione per le produzioni alternative.

Leda P – Fuori fase

Una canzone nata alcuni anni fa che parla di un innamoramento improvviso per un ragazzo conosciuto a una festa Erasmus a Lisbona, perché del resto in questi tempi di pandemia interminabile “c’è bisogno di leggerezza e di serenità”, dice Leda P, alias Paola D’Alessandro. L’artista novarese ha collaborato con Sam Lover (produttore di GionnyScandal) per Fuori fase, questo pezzo smaccatamente pop nella più classica delle tradizioni di musica leggera italiana, guidato dalla voce dolce e leggera di Paola che alla fine risulta il piatto forte della proposta, facendo risuonare nelle orecchie echi di Elisa, soprattutto per il modo di cantare e interpretare il brano.

Matteo Palermo & Vitriol Project – Mr Weak

A più di due anni dal suo EP A Coffee with Nietzsche, Matteo Palermo torna con un singolo in collaborazione con Vitriol Project, progetto di cui lui stesso è membro fondatore. Mr Weak è un brano rock elettronico con strofe particolarmente cibernetiche e un ritornello che lascia scatenare maggiormente la carica delle chitarre, per poi esplodere in un bridge che ci fa un po’ pensare ai primi Linkin Park, piccola parte rappata compresa. Il sound del brano è molto convincente, e anche -ci verrebbe da dire- piuttosto internazionale, nel senso che questo modo di fare musica è sempre stato più americano e inglese che europeo; non è del resto un caso, immaginiamo, che il brano sia cantato in inglese, per quanto tocca sottolineare come la pronuncia di Matteo necessiti di qualche miglioramento.

Pierfrancesco feat. Giusy Signoretta – Il delfino

Pierfrancesco Nannoni, che sul palco e sulle piattaforme di streaming si spoglia del proprio cognome, si regala il primo singolo del suo 2022, dopo L’anima del vento pubblicato nel 2021. Il delfino vede la presenza di Giusy Signoretta alla voce; una presenza importante per le qualità vocali dell’interprete, per quanto il cantato suoni a volte un po’ troppo impostato -del resto, non è un difetto che nuoce troppo al brano, dato il sound pop-cantautoriale classicheggiante di quest’ultimo.

Scianni – Nascondino

Dopo la molto indie -a partire dal titolo- Tra la luna e sta merda, il cantautore pugliese ma di stanza a (e innamorato di) Roma Scianni torna con il singolo Nascondino, un brano in cui ci fa un invito: “entra nel mio mondo”, come dice il refrain del testo. Fuori per Troppo Records, si tratta di una canzone dalle tinte sempre indie, che però in questo caso si manifestano in maniera più quieta e intimista, in quella che è una sorta di ballad dove i synth hanno sì una grande importanza, ma compare anche un bel piano ad aggiungere melodiosità al pezzo. “Devo capire che dall’altra parte ci sia qualcuno che davvero è disposto a sfondare qualsiasi muro per entrare [nel mio mondo], ma soprattutto ho voglia che qualcuno impari ad accettare i miei mille difetti e amarli”, spiega Scianni a commento del brano.

Tana Combinaguai – Funerale

Questo brano brevissimo (1’44”) introduce Tana Combinaguai: progetto solista di Stefano Giacomazzi, giovane polistrumentista genovese già attivo con la band emocore SAAM. Funerale è una ballad dalle sonorità vagamente emo-trap declinate in un flusso di coscienza intimo basato sull’arpeggio di una chitarra acustica in cui solo negli ultimi secondi compaiono in soccorso dei cori “screamati”. Una prima prova interessante che ci lascia emozionati e incuriositi; attendiamo nuovo materiale, possibilmente strappalacrime.


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