Halflives, Aurevoir Sòfia, Colette: le recensioni dei singoli italiani

Halflives – Perfectly Broken
Arrivata verso la fine del suo tour europeo in supporto degli Smash into Pieces, e in attesa di portare il tour anche nel Regno Unito a dicembre, Linda aka Halflives pubblica un nuovo brano intitolato Perfectly Broken, che è probabilmente uno dei pezzi più pop e leggeri della sua discografia. Il ritornello punta tutto sulla catchiness data dall’effetto ripetizione del testo, e le sonorità sembrano un pochino richiamare il periodo di inizio anni 2010 quando i We Are the In Crowd sembravano sul punto di fare il botto.
Cappie – Forse è il destino
Siamo felici di questo piccolo nuovo singolo, quello di un timido (ma musicalmente molto aggressivo!) Cappie che parla per sé e per tutta una generazione cresciuta a trasferte al freddo, a concerti dei FASK e de I Ministri, ad arrabbiarsi contro una società che non ci accoglie: questo brano sembra parlare di quella sensazione comune, quella di immaginarsi una vita e di non riuscire a integrarsi, come se la vita che sogniamo, neanche troppo in grande, sia incompatibile per una vita reale. E se come noi siete cresciuti con quel rock aggressivo, dei capannoni e del pogo, apprezzerete tantissimo Cappie, che vanta la produzione di Divi dei Ministri, come se fosse un passaggio di testimone, a raccontare quella rabbia bellissima che gli adolescenti non perderanno mai, e Federico Carpita (Il Corpo Docenti). Qui abbiamo quello che è un nuovo inizio nostalgico, ad affondare in quella scena rock che non c’è più, che siamo felicissimi di ritrovare con Cappie.
Ciao Sono Vale – Una nuvola mi copre
La forza e gli ostacoli di un sogno nel nuovo brano di Ciao Sono Vale, astro nascente a Sanremo Giovani 2024, Una Nuvola Mi Copre, che salirà sul palco per un posto in direzione Ariston in seconda serata su Rai2 e che vede nella produzione Young Ned e Rosa Chemical. Sonorità Afrobeat e RnB che raccontano la grande diatriba tra gli ostacoli che possono offuscare l’obiettivo e l’audacia della costanza, di crederci e di trovare la forza in se stessi, ma anche in chi abbiamo accanto, in chi forse più di tutti riesce a creare un collante tra la spinta interiore e la realtà che sa essere preziosa quanto cinica. Anche se spesso, però, sono proprio quelli che ci hanno più a cuore a ferirci o a segnarci in negativo.
Cobalto – Blush
Nuovo singolo per Cobalto intitolato Blush. Il giovane artista romano propone un pezzo che unisce pop nelle sonorità principali, hip hop nel cantato e R&B nell’arrangiamento. Un pezzo chill ma anche positivo, che “racconta l’attimo in cui l’anima, invece di rispondere agli impulsi del cuore sceglie il silenzio, mentre il rossore improvviso delle guance tradisce sentimenti profondi e inconfessabili”.
Colette – In quella casa
Nuovo singolo per Colette, che a settembre aveva pubblicato il suo più recente brano Milena. La cantautrice pugliese ci fa ora ascoltare una canzone intitolata In quella casa, che parte da una base semplice chitarra e voce per costruire un crescendo di intensità emotiva e strumentale, ben accompagnando il testo che parla di una relazione finita in cui la protagonista è stata rimpiazzata da una nuova persona. Il “distacco prematuro della persona amata è qualcosa che in un primo momento lascia storditi, ma verso cui si matura pian piano un senso di accettazione, augurandosi che l’altro sia felice anche senza la nostra presenza”, spiega Colette, che in questo brano dimostra ancora una volta tutta l’eleganza del proprio stile cantautorale.
Florilegio – Come sorridi tu
Come sorridi tu segna il ritorno di Florilegio con un brano che esplora il tema della perdita e del ritrovamento di sé, attraverso un cantautorato pop ricco di immagini marittime. Dopo gli “Abissi Notturni” del precedente album, Florilegio (Matteo Polonara) si immerge in un mare di emozioni, tra uragani esistenziali e il desiderio di trovare un’isola sicura, simboleggiata da uno sguardo che resta impresso. L’arrangiamento, realizzato insieme a Davide Ballanti, fonde suoni ovattati e lo-fi con momenti di respiro più ampi, grazie a synth che richiamano l’indie-pop. Le influenze di artisti come Colombre e Andrea Laszlo De Simone emergono nelle chitarre acquose e nei toni onirici del pezzo. Come sorridi tu è un brano avvolgente che anticipa un nuovo album atteso per inizio 2025. Florilegio continua così il suo percorso artistico tra sogni psichedelici e malinconie pop, con Bologna a fare da sfondo di una ricerca interiore profonda e sincera.
Gabylo – Malinconia
Mauro Fuggetta, in arte Gabylo, è un cantautore figlio degli anni ’60 che, con i suoi pezzi, affronta tematiche profonde con la leggerezza tipica del pop. Non fa eccezione “Malinconia”, il suo nuovo singolo uscito per TRB Rec, in cui l’artista si misura, questa volta, con una storia d’amore estremamente tossica, in cui il protagonista è un narcisista dalla doppia personalità che cerca di manipolare gli altri per apparire come vittima. Tra ritmi ballabili e sonorità che rimandano alla dance degli anni ’90, Gabylo ci invita a riflettere su dinamiche relazionali che ancora oggi sono fin troppo frequenti.
Gate 66 – Quando nevica
Sono infaticabili i Gate 66, e a meno di un mese dal remix di Al mattino, presentano il nuovo singolo intitolato Quando nevica. Si tratta di un brano pop elettronico con movenze EDM, ritmato ma anche velatamente riflessivo, sicuramente più sul lato chill che su quello scatenato o discotecaro, e in questo sicuramente si inserisce perfettamente nell’alveo delle sonorità del gruppo. Il brano è concepito come “una dedica d’amore, come una lettera indirizzata ad una persona cara”.
Lord Madness & Dope One – Tra i forse ed i vorrei
Vibrazioni underground nel nuovo flusso di coscienza di Lord Madness e Dope One, Tra i Forse ed i Vorrei, in uscita il 15 novembre per Honiro Label. Uno dei grandi insegnamenti dell’Hip Hop rimane sicuramente l’andare oltre le apparenze, le finzioni che circuiscono la nostra essenza e il nostro modo di essere. Il brano ruota attorno proprio a questo concetto: non avere paura né dei forse né dei vorrei che tempestano la mente. Bisogna andare a prendersi non tanto ciò che ci spetta, ma ciò che pensiamo di meritare per la nostra persona.
Mescalina – Pure a te
Dopo un periodo di pausa piuttosto lungo, i Mescalina si ripresentano sulle scene musicali con un nuovo singolo intitolato Pure a te. Il quartetto propone un pezzo pop ritmato e allegro, nonostante lo spunto del testo sia “la fine di una storia [raccontata] senza mezzi termini”. Ma del resto qui a prevalere è il sentimento di rivalsa o di lasciarsi tutto alle spalle, con un “vaffanculo pure a te” che permette di scaricare tutta la tensione accumulata in mesi di incomprensioni. Pezzo divertente e sicuramente parecchio catchy.
Nivra – Cinema
Si apre con effetti sonori decisamente cinematografici Cinema, il nuovo singolo di Nivra, al secolo Vinicio Argirò. La canzone si muove su sonorità riprese dalla drill, con un cantato rappato che racconta un testo che “nasce da un senso di inadeguatezza, causato da una società fittizia e superficiale che si basa sull’ipocrisia dei social e sull’immagine, che conta di più del peso e del contenuto interiore dell’essere umano”.
Ottoxotto – Rassicurazioni
Vibrazioni elettro pop alla The Weeknd e parole di conforto per l’anima nel nuovo brano degli ottoxotto in uscita il 15 novembre, Rassicurazioni, con distribuzione The Orchard. Come ci insegna la cultura giapponese del Kintsugi (riparare con l’oro), bisogna ‘’metterci l’oro sulle crepe’’. Ovvero, quelle rassicurazioni che possono cullarci per andare avanti, ma essere anche un monito per riuscire a cavalcare gli alti e bassi della vita quotidiana. Ed è lì che la rassicurazione diventa spinta di miglioramento, fino al punto che diventiamo indipendenti dalla stessa.
Parrelle – Tuxtu
La necessità e la paura di lasciarsi andare nel nuovo brano di Parrelle, tuxtu, in uscita il 15 novembre per Honiro Label. Sonorità fresche e mediterranee che scaldano il cuore e, allo stesso tempo, lasciano malinconia e nostalgia, perché dirsi addio è facile farlo quanto complicato accettarlo, digerirlo. Ma forse va bene anche così: rimanere con quel sapore amaro che, però, può migliorarci e renderci diversi, con occhi diversi con guardare gli altri, guardare l’amore.
Primovere – Rest Well, Rainbow Kid
Tra la felicità di una nascita e l’amarezza di una perdita, torna l’indie rock d’oltreoceano profondo e poetico dei PRIMOVERE nel nuovo brano Rest Well, Rainbow Kid, in uscita il 15 novembre con distribuzione The Orchard. Quando viene al mondo una nuova vita, soprattutto se parte della propria, arriviamo alla consapevolezza di cosa lasciamo al mondo. Al contrario, quando quella vita non riesce a nascere, il dolore e la frustrazione diventano gli occhi con cui guardiamo noi stessi e gli altri. Il brano diventa un vero e proprio tributo alla venuta di un figlio e alla scomparsa di chi non è nato. Ma, alla fine, è nella gioia di quel bambino che è con noi a ridarci la forza di andare avanti.
Roden – Raua
Con Raua, Roden esplora la sua esperienza nordica e la nostalgia di casa, unendo suoni club a una malinconia intima. Il quartiere di Tallinn che dà il nome al brano rappresenta il contrasto tra Roma, calorosa e aperta, e l’Estonia, fredda e distaccata, dove l’artista ha vissuto un progetto Erasmus trasformativo. Bloccato dalla pandemia, Roden trova nella musica elettronica un modo di dialogare con se stesso, creando una traccia di tre minuti dal suono liquido, che cattura l’ansia e il desiderio di movimento. Raua evoca i beat malinconici di Burial, Jamie xx e Caribou, intrecciando garage, ambient e un ritmo che coinvolge l’ascoltatore. Il brano, in uscita il 14 novembre per PLUMA dischi, verrà presentato live il 16 novembre al circolo Il Palco Aps di Roma.
Aurevoir Sòfia – Copiedicopie
A qualche mese da Comunque lo stesso, gli Aurevoir Sòfia rompono il silenzio e ci regalano Copiedicopie. In un collage di lingue e riferimenti pop inaspettati confezionano un altro brano che punta a distinguersi dalla massa di canzoni – spesso tutte uguali – dell’underground punk. Nel loro grido di outsider i Sòfia combattono una lotta all’inautenticità preparando una miscela che un po’ guarisce e un po’ brucia (come la benzina di Nicola De Martino se solo non fosse stato fermato in tempo). Copiedicopie non è una canzone distruttiva, ma costruttiva: di accettazione di sé stessi e di reazione alle pressioni esterne. [Simone De Lorenzi]
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