Danxgerous, Secoli Morti, Goodbye Neverland: le recensioni dei singoli italiani

Danxgerous
Foto di Chiara Ceccaioni
Danxgerous – Cold Yet Dazzling

Che sia come Danxgerous o con gli In June, Daniela Mariti scrive continuamente bellissime canzoni, e questa nuova traccia intitolata Cold Yet Dazzling non fa eccezione. Tranquilla e intima nelle sonorità, la canzone permette ai rilassanti e ammalianti vocals dell’artista romana di esprimere tutto il loro potenziale. Per tutti i fan della scena indie/folk americana dominata dalle ragazze.

Se7te – Non è così male

L’avevamo conosciuta a gennaio con il singolo d’esordio Tanto non ci stai; Se7te torna ora con un nuovo brano intitolato Non è così male, che è una sorta di esaltazione della bellezza delle piccole cose della vita. In continuità con il tema del testo, il sound della canzone è delicato e positivo, mattutino e chiaro: lo strato sonoro col pianoforte e gli altri strumenti è un accompagnamento delicato per la voce di Gaia che è obiettivamente molto brava a veicolare le emozioni in maniera cristallina e sentita.

Secoli Morti – Millelune

Archiviato il disco Sanguina dello scorso anno, i Secoli Morti tornano con un curioso singolo intitolato Millelune. Curioso per le sue sonorità, che per altri artisti non sembrerebbero affatto strane ma che dai Secoli Morti non siamo abituati a sentire come singolo: Millelune è infatti una classica ballad al pianoforte, tristona e un po’ anni 2000, anche se il cantato graffiato e roco tradisce l’origine punk del gruppo. Non siamo fan delle ballad, ma “in fondo va bene così”, come dice anche il testo del brano.

Sümelga – Patire e mai morire

Puntuale come un orologio svizzero, ecco il nuovo singolo mensile dei Sümelga, che a questo giro si intitolato Patire e mai morire. Il brano parla infatti “dell’eterno moto perpetuo del nostro essere nelle nostre esperienze che pian piano ci porta a semplificare le difficoltà e i propri dolori e perfino accettare anche la cosa peggiore”, cioè la morte. È un brano rock in pieno stile della band, con anche un pianoforte ad arricchire e rendere più melodico l’arrangiamento, e un ritornello piuttosto orecchiabile e trascinante. Perfetta per una potenziale resa dal vivo.

Tacoma – Più che sai peggio stai

Nuovo singolo per Tacoma, passato più volte su queste pagine, l’ultima volta con il brano Risposta. Più che sai peggio stai, al di là del titolo un po’ sgrammaticato, è un brano curioso perché vede l’artista cimentarsi con un sound più tirato rispetto al suo solito, prendendo molto spunto dal rock alternativo anni 2000, un po’ anche alla Linkin Park e/o alla Imagine Dragons: ci sono le chitarre e c’è il sintetizzatore, il ritornello è molto orecchiabile e la produzione fa suonare il brano piuttosto grosso. Per noi un’ottima prova.

Tales in Colour – Reborn

I Tales in Colour seguono la regola del pop punk secondo cui le band devono avere nomi composti da tre parole. La loro Reborn è in effetti un pezzo pop punk 2010 con tutti i crismi: tanta energia, ritornello trascinante e abbastanza orecchiabile e più focus sulla spinta dei suoni che sull’aspetto pop del genere. Il cantato femminile non è forse super particolare, ma il brano è ampiamente accattivante.

Goodbye Neverland! – Auto di notte

Altra estate, altro singolo: tornano a un anno esatto da Rune i Goodbye Neverland! con il loro pop punk sbarazzino. Eppure, anche se la loro impronta inconfondibile è quella di sempre, il sound della nuova canzone Auto di notte sembra più maturo, meno adolescenziale delle scorse uscite; più solido, pensato, senza per questo rinunciare ad essere coinvolgente. [Simone De Lorenzi]

Kaput – Ti perdono di tutto (a la playa)

Leggiamo “a la playa” nel titolo e un brivido ci corre lungo la schiena: che sia un brano reggaeton? Per fortuna quello di Kaput non lo è: si tratta invece di un pezzo pop elettronico che parte molto minimale per poi dar vita a un sound frizzantino ed esuberante, a contrastare con le vibe malinconicheggianti del cantato. Il brano “racconta di una relazione vissuta in modo remissivo, in cui ci si sente troppo insicuri per riuscire a prevaricare sull’altro, a cui è più facile perdonare di tutto, piuttosto che affrontare la fine”.

Kilian – Grattacielo diamante

Nel suo nuovo singolo, Kilian impersona un alieno proveniente da molto lontano, intento a osservare le trame sociali di una città complicata come Milano dall’alto di un Grattacielo Diamante. Il brano nasce poco dopo che l’artista si era trasferito in città, inconsapevole di quanto fosse potente la sua macchina omologatrice. Presto si rende conto di quanto le persone non si comportino da esseri umani, quanto più secondo il ruolo sociale che interpretano. Non vite, ma progetti si intrecciano lungo la strada di Kilian, uomo maturo, eppure così fragile quando esposto a queste dinamiche sociali. “Non mi sento più uomo / Sai non me ne vergogno” lo straniero centra il paradosso di Milano: una città che vende un’immagine di vita elettrizzante, ma che presto si rivela un apparato per alimentare l’ego a discapito dei valori più umani. Il messaggio viene recapitato attraverso una strumentale breakbeat che non abbandona l’impronta cantautorale che l’artista vicentino riesce sempre a valorizzare.

Leo Tenneriello – L’amore è in corto

La sintesi del nuovo singolo di Leo Tenneriello è molto semplice: “lui e Lei cercano l’amore vero, ma si illudono e finiscono per essere delusi”. Semplice almeno tanto quanto la canzone stessa: si tratta infatti di un leggero brano pop dalle movenze cantautorali, con una chitarra acustuca a fare da base sonora, una elettrica che interviene nel ritornello a dare la spinta al brano, e un cantato vicino alla tradizione italiana. Canzone scritta a quattro mani con Mimmo Cavallo, autore per Zucchero, Fiorella Mannoia, Mia Martini e tanti altri.

Il Metz – Non importa

Un brano pop a volte è solo un brano pop. Ma altre volte è scavare, scavarsi, conoscersi, ammettere che stiamo cenando da soli davanti a un bicchiere di vino, anche quando vorremmo invece salvarci nelle braccia di qualcuno, anche quando quel qualcuno ci sembra distante anni luce, e ci pentiamo di parole dette ad alta voce. Il nuovo singolo de Il Metz dal titolo Non importa è proprio questo: un affondare nella solitudine, in un loop musicale senza ritornelli da tormentone estivi, o strofe ruffiane tipicamente itpop. Il Metz, che è un cantautore di stanza a Milano, e grazie al suo percorso artistico ha toccato numerosi palcoscenici, da club locali come Blue Note Milano, Mare Culturale Urbano, Arci Bellezza a festival prestigiosi come l’Eolie Music Festival, ci regala questo brano: l’ennesimo bicchiere che ci versiamo davanti alla TV, la malinconia delle note di un pianoforte, un sentimento troppo forte per essere contenuto.

Nove – Sottovuoto

Nove (su Instagram è @nove.music, altrimenti non la troverete mai) torna con un nuovo singolo intitolato Sottovuoto, che è un titolo abbastanza fitting per le sonorità del brano: il sound è infatti piuttosto rarefatto, molto minimale con il suo semplice giro di chitarra e quel sintetizzatore di sottofondo che quasi non si nota. Anche la voce di Roberta è improntata alla semplicità, senza barocchismi o esibizioni tecniche ma con un’interpretazione leggera e garbata che si confà molto al brano. Canzone gentile e delicata, forse appena poco catchy per restare impressa.


Segui la nostra playlist Italian Selection su Spotify, con la nostra selezione delle canzoni più interessanti uscite in Italia negli ultimi mesi!

Per leggere le precedenti recensioni dei singoli italiani clicca qui.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *