Cólgate, Discomostro, Gintsugi e le novità dall’Italia

Cólgate – Tersicore
Poche settimane fa i Cólgate pubblicavano la deliziosa Villa, primo singolo dopo l’uscita del loro capolavoro d’esordio Orrido dello scorso anno. La band veneta ci fa ora ascoltare un secondo singolo nuovo, intitolato Tersicore -il nome della musa della danza secondo la mitologia greca. Salvo un breve momento in cui tirano il fiato nel bridge, i Cólgate propongono un pezzo veloce e scatenato, un po’ come una danza sfrenata, facendo leva sulla parte del proprio sound derivata dall’emo e dal grunge.
I Cólgate hanno tre date in arrivo nel mese di aprile:
24-04 @ Covo Club, Bologna
25-04 @ LZO Brewery, Conegliano (TV)
26-04 @ Circolo Magnolia, Segrate (MI)
Nuove date aggiunte al tour dei Discomostro
I Discomostro sono ancora impegnati nel tour di promozione del loro ultimo album Oh no, uscito lo scorso anno, e ora aggiungono un po’ di date ai concerti spot annunciati nel corso dei mesi passati. Ecco il recap del giro che il Carlame & co. faranno da qui a metà luglio:
18-04 @ Corte dei Miracoli, Siena
02-05 @ CSO Pedro, Padova
09-05 @ Mercato Nuovo, Taranto
30-05 @ Porko Rock, Piombino Dese (PD)
01-06 @ Rock in Ghisalba, Ghisalba (BG)
13-06 @ Men/Go, Arezzo
20-06 @ Dudestock, Grignasco (NO)
04-07 @ Built to Blast, Treviso
10-07 @ Moma Music Festival, Vicenza
11-07 @ Farmoneta Music Festival, Oleggio (NO)
18-07 @ Punk Rock Raduno, Bergamo
Ramo – Evergreen
Dopo il singolo Following the Sun, Ramo continua ad anticipare il suo secondo album, intitolato Offline, che vedrà la luce nel corso dei prossimi mesi, con il brano Evergreen. A dispetto del titolo “inglese”, si tratta di un pezzo cantato in italiano, che parte con sonorità tenui e raccolte ma sviluppa poi un sound più rock ed energico, specialmente nel ritornello orecchiabile e nell’outro che vede anche un bell’assolo di chitarra già pronto per un live. Il testo racconta “una relazione che è stata stroncata prima ancora di nascere, finendo per soffrirci più che per una storia realmente vissuta”.
Rugo – Cambia colore
Il nuovo singolo di Rugo, dopo anni di silenzio, si apre sospeso, quasi immobile, come se stesse trattenendo il respiro. Nei primi secondi tutto sembra galleggiare in uno spazio indefinito, poi qualcosa si incrina: le chitarre si addensano, la distorsione cresce ed il pezzo viene invaso da un muro di suono nervoso e stratificato. Sullo sfondo si muovono urla e voci deformate, quasi non umane, mentre la melodia del ritornello – sorprendentemente luminosa e diretta – continua a prendere boccate di ossigeno, emergendo da un paesaggio sonoro più scuro, in una lotta alla sopravvivenza. È proprio in questa tensione che la canzone trova la sua forma: non è una ribellione, ma una presa di coscienza.
Bonje in Yurt – Lumache
Lumache di Bonje in Yurt è un brano che sceglie di rallentare, trasformando la lentezza in una forma di resistenza. Ispirato al Cammino di Santiago, evita la retorica del viaggio salvifico per raccontare qualcosa di più umano: lo smarrimento, la fatica, il bisogno di trovare un senso senza per forza riuscirci. Il pezzo si muove in punta di piedi, con arrangiamenti essenziali che non cercano mai il colpo a effetto, ma accompagnano un testo che lavora per sottrazione. È proprio lì che Lumache trova la sua forza: nelle pause, nei vuoti, nelle immagini che restano sospese. Al centro, l’idea di perdersi come condizione necessaria invece che come errore. Un cortocircuito emotivo che si riflette anche nella scrittura, mai didascalica, sempre in bilico tra consapevolezza e dubbio.
Bye Parula – I Don’t Know
I Don’t Know, singolo d’apertura del nuovo progetto Something Out of Nothing dei Bye Parula, cattura subito l’ascoltatore con il suo equilibrio tra groove funk e introspezione emotiva. La band, formata da Loïc Calatayud Sola (voce e basso), Sebastián Riquelme (chitarra) e Sergio D’Isanto (batteria), unisce influenze francesi, cilene e italiane in un linguaggio sonoro personale e cinematografico. La traccia mescola ritmi coinvolgenti, chitarre wah wah e falsetti corali a testi che esplorano incertezza e vulnerabilità, rendendo il brano più di un semplice funky pop: è una riflessione sull’essere “sconosciuti a sé stessi” di fronte all’altro. Con arrangiamenti curati e dinamiche vocali ricercate, i Bye Parula dimostrano maturità e coerenza artistica già nei primi passi del nuovo album.
Gintsugi – Stranger
Dopo il suo album The Elephant in the Room, Gintsugi è pronta a tornare con un nuovo EP, che si chiamerà Strangers e uscirà per Beautiful Losers e NOS Records. Stranger è la traccia che dà (quasi) il titolo all’EP, ed è un pezzo che potremmo avvicinare al dark pop, con sonorità intime, un po’ stregate, sia per l’uso dell’elettronica che per il cantato ipnotico dell’artista: un po’ Giungla, un po’ Billie Eilish degli esordi, ma un sound anche in continuità con quello della stessa Gintsugi che avevamo ascoltato sul disco del 2023.
Mammaliturchi – Melina / Tutto questo ti ucciderà
Melina / Tutto questo ti ucciderà è il nuovo doppio singolo di Mammaliturchi. Una filastrocca in siciliano che attraversa il tempo e prende forma evocando un dialogo sospeso tra presenza e assenza, Melina nasce come un ponte tra la terra e il cielo, tra chi resta e chi continua a esistere altrove. Al centro, una promessa sussurrata: quella di due amanti che non smettono di parlarsi, nemmeno oltre il confine dell’esistenza. Il singolo viene pubblicato insieme a Tutto questo ti ucciderà, un brano che si muove su un piano più intimo e inquieto. Qui la scrittura si fa diretta, quasi spietata, e mette a fuoco un dialogo interiore fatto di scuse, rinunce e paure. L’immobilità diventa rifugio, il silenzio una scelta che si ripete fino a consumarsi.
Mones – Urlami addosso
Conosciamo Mones, nome d’arte di Simone Lao, con il suo nuovo brano Urlami addosso. Si tratta di un brano pop intimo e riflessivo ma non privo di energia, come dimostra il ritornello tanto a livello musicale quanto a livello del cantato, con un grattato appena appena percettibile che dà un “edge” al brano. Il sound è ampiamente nella tradizione della musica leggera italiana, potremmo definirlo un pezzo “sanremese”, sicuramente molto ascoltabile e di presa immediata. L’artista siciliano ha scritto questa canzone riflettendo sul “senso di colpa e la paura di perdere chi si ama”.
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